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Previdenza forense: cosa c’è da sapere

4 Giugno 2021 | Autore: Antonella Matarazzo
Previdenza forense: cosa c’è da sapere

Gli avvocati italiani inseriti negli Albi Forensi devono essere obbligatoriamente assicurati alla Cassa Forense, in tal modo, potranno beneficiare delle varie prestazioni previdenziali previste dal Testo Unico della Previdenza forense.

Sei un avvocato e sei in procinto di iscriverti alla Cassa di Previdenza e Assistenza forense? Sicuramente, ti sei chiesto quali saranno i costi da affrontare e quali vantaggi potrai ottenere da tale scelta in termini di previdenza e assistenza. Avrai pensato: quando potrò andare in pensione? Con quale importo? In questo articolo forniremo le risposte ad ogni tua domanda analizzando i vari aspetti della Previdenza forense: cosa c’è da sapere.

Dal momento in cui un avvocato decide di iscriversi alla Cassa di Previdenza e Assistenza forense – più brevemente Cassa Forense – diventa destinatario di una serie di misure, sia a carico che a vantaggio della sua posizione personale.

Tra le misure di favore, rientrano certamente le prestazioni previdenziali e assistenziali, le misure di welfare a sostegno degli iscritti, i trattamenti agevolati inerenti ai settori e ai vari partner commerciali per cui vigono particolari convenzioni. Per contro, qualsiasi professionista iscritto a Cassa Forense è tenuto alla contribuzione, grazie alla quale viene alimentata la tutela previdenziale. Scopriamo insieme cosa c’è da sapere!

Forma della contribuzione

Prima di analizzare più a fondo le tipologie di interventi attraverso i quali Cassa Forense garantisce la tutela previdenziale, ricordiamo che la contribuzione si suddivide in quattro blocchi principali:

  • il contributo soggettivo di base, da versare in percentuale al reddito professionale netto Irpef dichiarato nel Modello 5 e secondo le specifiche ivi riportate;
  • il contributo integrativo, da corrispondere nella misura del 4% del volume di affari Iva ed in genere posto a carico del cliente in fattura (corrisponde all’importo riportato in fattura come C.P.A.);
  • il contributo soggettivo “modulare” volontario, di natura facoltativa, da versare nel caso in cui si voglia finanziare una quota aggiuntiva di pensione;
  • il contributo di maternità, da pagare obbligatoriamente, anche se pensionati, in un’unica soluzione unitamente alla quarta e ultima rata dei contributi minimi.

Per ciascun anno e secondo precise indicazioni fornite dall’ente di previdenza e assistenza in occasione della presentazione del modello 5, vengono definite, con parametri prestabiliti, percentuali e forme di versamento delle diverse tipologie di contributo dovuto, suddividendone l’ammontare in obbligatorio e facoltativo.

Tipologie di prestazioni previdenziali

Accedendo al sito internet della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza forense (nella sezione Documentazione – Guida Previdenziale – Prestazioni Previdenziali) è possibile individuare uno schema estremamente semplice ed intuitivo delle prestazioni previdenziali offerte dall’Ente:

  • pensione di vecchiaia, corrisposta al compimento del 70° anno di età e con un minimo di 35 anni di contribuzione; viene detta anticipata, quando l’iscritto manifesta la volontà di anticipare la richiesta della pensione al 65° anno di età;
  • pensione di vecchiaia contributiva, riconosciuta agli iscritti che abbiano maturato il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, a partire dal 1° gennaio 2021 i requisiti saranno 70 anni e almeno 5 anni, ma meno di 35, di effettiva iscrizione e contribuzione;
  • pensione di anzianità, erogata al raggiungimento di 62 anni di età e di 40 anni di contribuzione, previa cancellazione dall’Albo professionale;
  • pensione di inabilità, riconosciuta a qualsiasi età, con un minimo di 5 anni di effettiva iscrizione e integrale contribuzione. È inoltre necessario che sia esclusa in modo permanente e totale la capacità all’esercizio della professione a causa di una malattia o di un infortunio (quindi l’inabilità totale); la malattia o infortunio devono essere sopravvenuti all’iscrizione ancora in atto e continuativa prima del compimento del 40° anno di età; occorre che la posizione contributiva sia regolare nei confronti della Cassa e che sia stata effettuata la cancellazione da tutti gli albi forensi, compreso l’albo speciale per il patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione e alle giurisdizioni superiori;
  • pensione di invalidità, attribuita a chi ha subito la perdita di almeno i 1/3 della capacità lavorativa per infermità o difetto fisico o mentale, sopravvenuti dopo l’iscrizione. Si richiede un minimo di 5 anni di contribuzione, la regolarità contributiva e l’iscrizione anteriore al compimento del 40° anno di età;
  • pensione di reversibilità e pensione ai superstiti. La prima spetta in caso di decesso di un pensionato, la seconda in caso di decesso di un assicurato con almeno 10 anni di contribuzione. Si richiede, pur sempre, l’iscrizione alla Cassa con carattere di continuità in data anteriore al compimento del 40° anno di età del de cuius e l’eventuale cessazione dell’iscrizione non dovrà essere antecedente ai tre anni che precedono la scomparsa dello stesso. Sono da considerarsi superstiti il coniuge (con differenze di trattamento in base alle diverse situazioni matrimoniali, se separati o divorziati, con o senza addebito, se titolari di assegno familiare o meno) e i figli (minorenni, maggiorenni studenti sino a 21 anni ed universitari sino a 26 anni, ovvero inabili e a carico del genitore defunto);
  • riscatto, previsto per chi è stato cancellato dalla Cassa ma conserva il diritto alla pensione di vecchiaia, per chi è titolare di pensione di inabilità, per i superstiti che vogliono conseguire il diritto alla pensione indiretta;
  • ricongiunzione, sintetizzabile nell’accorpamento dei vari periodi di contribuzione presso un’unica gestione previdenziale;
  • totalizzazione, definita come il cumulo dei vari periodi assicurativi maturati presso gestioni previdenziali diverse al fine di raggiungere i requisiti per la pensionabilità e conseguire un unico trattamento pensionistico.

Va evidenziato che per tutte le forme di previdenza su specificate è richiesta un’effettiva iscrizione alla Cassa ed un’integrale contribuzione.

Testo Unico della Previdenza forense

Avrai potuto notare che tutti i suddetti requisiti sono richiesti a partire dal 1° gennaio 2021. La data non è indicata a caso, in quanto, proprio dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il nuovo Testo Unico della Previdenza Forense [1], che ha abrogato tutti i precedenti regolamenti vigenti in materia, raggruppandoli in un unico corpo normativo, di immediata e agevole consultazione.

Misura della pensione erogabile

Qui di seguito, ti viene offerto un quadro sintetico dell’ammontare della pensione erogabile in relazione alle diverse tipologie presenti.

La pensione di vecchiaia si compone di due distinte quote, quella di base e quella modulare, la prima calcolata secondo il criterio retributivo, la seconda con il criterio contributivo.

La misura della pensione d’invalidità è pari al 70% di quella prevista per l’inabilità con la stessa soglia minima per essa vigente.

La misura della pensione di inabilità è stabilita con le medesime regole previste per la pensione di vecchiaia; ma non può comunque essere inferiore al minimo per come disciplinato dalla legge [2].

La misura della pensione superstiti detta anche “indiretta” è stabilita in una quota dell’intero importo del trattamento già liquidato al lavoratore o che a lui sarebbe spettato, nella percentuale del 60% per un solo superstite, dell’80% per due superstiti, del 100% in caso di tre o più superstiti.

Vuoi un esempio? Proviamo a calcolare l’ammontare della pensione percepibile con i tuoi anni di iscrizione. Basta seguire pochi e elementari passaggi.

Accedi al sito della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza forense seguendo il percorso “accessi riservati – posizione personale”. Inserisci le tue credenziali di accesso e ti apparirà una pagina all’interno della quale potrai subito individuare un riquadro di colore arancione con su scritto “simula la tua pensione“: cliccaci sopra.

Si aprirà un simulatore di calcolo della pensione e ti verranno richieste una serie di informazioni relative al tuo reddito, al suo probabile incremento, alla contribuzione e sua eventuale integrazione. Sulla base dei dati inseriti ti sarà prospettato un sommario calcolo della quota base e della quota modulare: quella sarà tua pensione futura.



Di Antonella Matarazzo

note

[1] Regolamento Unico della Previdenza Forense (Comitato dei Delegati del 21.02.2020).

[2] Art. 5 co. 1 del Regolamento per le Prestazioni Previdenziali.


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