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Quali sono le micro imprese?

5 Giugno 2021
Quali sono le micro imprese?

L’ordinamento europeo ha fornito la definizione di piccole e medie imprese alle quali, spesso, vengono riservate misure premiali ed incentivanti.

Sei un piccolo imprenditore. Ti capita spesso di leggere dei bandi pubblici che contengono delle misure incentivanti previste per le imprese. Spesso, tuttavia, le agevolazioni si applicano solo alle micro imprese. Ti chiedi quando una società possa rientrare in questa definizione.

Nel nostro ordinamento, sono presenti numerosi strumenti di sostegno e di supporto all’economia ed al tessuto imprenditoriale. Capita spesso, tuttavia, di leggere dei bandi e degli avvisi pubblici che prevedono delle forme di supporto riservate alle sole micro imprese oppure alle piccole e media imprese. Ma quali sono le micro imprese? La definizione di questa categoria di aziende è rinvenibile nell’ordinamento comunitario che distingue tra micro imprese, piccole imprese e medie imprese.

Pmi: quali sono?

Nel nostro ordinamento, viene riconosciuto un ruolo molto importante alle imprese alle quali è affidato, oltre che il compito di creazione del profitto, anche un ruolo sociale nella crescita collettiva e nell’occupazione [1]. Proprio per questo, le istituzioni pubbliche mettono in campo una serie di iniziative per incentivare il mondo delle imprese.

Tuttavia, tali interventi non si applicano alla generalità degli imprenditori ma solo alle imprese più piccole che vengono considerate più deboli sul mercato e, dunque, maggiormente bisognose di interventi di sostegno. Le misure premiali, in particolare, si applicano solo alle micro imprese o alle piccole e medie imprese.

Ma quali requisiti occorre possedere per far parte di queste categorie? La risposta arriva dal diritto comunitario. Si può rinvenire tale definizione, infatti, in una Raccomandazione del 2003 [2] che, innanzitutto, offre una definizione delle Pmi, ovvero, delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese. Rientrano in tale nozione le imprese che occupano meno di 250 persone e:

  • il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro;
  • oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.

Micro imprese: quali sono?

Individuata la categoria più ampia delle Pmi, la raccomandazione europea definisce dunque le sottocategorie delle micro imprese e delle piccole imprese.

In particolare, si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 dipendenti e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Sempre all’interno della categoria delle Pmi si definisce, invece, micro impresa un’azienda che occupa meno di 10 dipendenti e che realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

Micro imprese: quali vantaggi?

L’appartenenza dell’impresa alla categoria delle Pmi e, in particolare, delle micro imprese può costituire un vantaggio poiché numerose iniziative di sostegno all’economia e al mondo dell’impresa messe in campo dalle istituzioni pubbliche, sia nazionali che locali, sono rivolte esclusivamente a queste categorie di aziende.

Ad esempio, a livello regionale, numerose iniziative messe in campo dalle agenzie regionali per lo sviluppo si applicano esclusivamente al mondo delle piccole e medie imprese (microcredito, agevolazioni finanziarie, etc.).

Per quanto concerne le misure nazionali, si può segnalare il Fondo di Garanzia per le Pmi istituito presso il ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di uno strumento istituito nel 1996 e operativo dal 2000 [3]. La finalità perseguita dal Fondo di Garanzia è quella di favorire l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese italiane, attraverso la concessione di una garanzia pubblica che va ad affiancarsi, e talvolta si sostituisce, alle garanzie reali e patrimoniali offerte dalle imprese stesse.

Grazie all’operatività del Fondo di Garanzia, la micro impresa o la piccola-media impresa ha la  possibilità concreta di ottenere un finanziamento da un istituto di credito senza dover prestare garanzie aggiuntive (e quindi senza dover sostenere i costi legati al rilascio di fideiussioni o di polizze assicurative) sugli importi garantiti direttamente dal Fondo, che, in ogni caso, non eroga dei contributi in denaro.


note

[1] Art. 41 Cost.

[2] Raccomandazione 2003/361/CE, del 6.05.2003.

[3] Art. 2 co. 100 lett. a), L. n. 662/1996.


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