Cronaca | News

Scuola: cosa farà il Governo Draghi

9 Febbraio 2021
Scuola: cosa farà il Governo Draghi

Numerose le ipotesi sul piatto per recuperare il tempo perduto. Alcune sono già molto contestate.

Se c’è una dimensione che più ha risentito dell’emergenza sanitaria è la scuola. Il Coronavirus ha stravolto le abitudini di tutti, studenti in particolare, sballottati tra lezioni in presenza e didattica a distanza (dad). Una lunga serie di sgradevoli novità da metabolizzare tutte insieme.

Agli istituti scolastici è stata richiesta «flessibilità» e ognuno ha provato a fare del suo meglio ma, certamente, la scuola italiana in rare occasioni si era trovata in condizioni di così grande disagio.

Il Recovery Plan mette a disposizione della scuola 29 miliardi di euro per riforme e miglioramenti. E il Governo Draghi che fa? Svelerà le carte molto presto, ma difficilmente prima della nomina del nuovo ministro della Pubblica Istruzione.

A quanto è dato sapere, il neo premier incaricato dal Quirinale ha parlato di calendario scolastico e dell’intenzione di recuperare i mesi perduti con i parlamentari che sono andati a colloquio con lui, nell’ambito delle consultazioni.

Ma in che modo si potrà incidere sul calendario? Le possibilità sono molteplici. Un’ipotesi è quella di estendere le lezioni a tutto il mese di giugno. Idea che non piace affatto ai sindacati e che fa storcere il naso anche ai presidi, che la vedono come poco fattibile, dal momento che cambiare in corsa è un po’ complesso.

Snals, Cgil, Cisl, Uil si sono già detti contrari. «La soluzione – secondo Francesco Sinopoli, della Cgil – non è il prolungamento, ma programmi mirati al recupero degli apprendimenti». Oltre al fatto che sostenere con energia che si è rimasti così tanto indietro equivale ad ammettere il fallimento della dad, che pure, per quanto non equiparabile alle lezioni tradizionali, ha consentito alla scuola di non fermarsi completamente.

Inoltre, come si potrebbe fare con gli studenti che, quest’anno, devono sostenere gli esami di maturità? Questo sarà un altro dei nodi che il nuovo Governo dovrà sciogliere. Andare avanti fino ad agosto non è pensabile. Men che meno – e questo è un altro problema che si porrebbe – in regioni calde, come le isole, ad esempio, dove andare a lezione in certi istituti senza neanche l’aria condizionata non sarebbe possibile.

Altri Paesi europei hanno avviato una vera e propria indagine sulla scuola, per capire quanto la pandemia abbia inciso sul grado di preparazione dei ragazzi. In Olanda e Francia, per esempio, è risultato che questo scombinato 2020 ha intaccato più le competenze linguistiche degli studenti che quelle matematiche, oltre a far emergere disuguaglianze che hanno tagliato fuori gli alunni più svantaggiati. In Italia questa ricognizione non è ancora stata fatta, anche se, con la dad, le disparità tra studenti si sono viste tutte.

L’altra ipotesi, sulla modifica del calendario, consiste, invece, in un possibile inizio anticipato al primo settembre. Qui sono le Regioni a non gradire troppo l’idea, perché un provvedimento come questo impatterebbe mortalmente sul turismo.

Si parla anche di rinunciare alle vacanze di Pasqua, anche se, in tal caso, si recupererebbero appena due o tre giorni, dunque la misura avrebbe portata semplicemente simbolica e non sostanziale.



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