Vaccino Covid: chi ha la priorità nella nuova fase

9 Febbraio 2021
Vaccino Covid: chi ha la priorità nella nuova fase

La campagna prevedeva di concentrarsi, inizialmente, su personale sanitario e anziani nelle rsa. Ora altre categorie di cittadini avranno la precedenza.

Archiviata la fase uno della campagna di vaccinazione anti-Covid, si entra ora nella fase due. Una volta esaurite le somministrazioni su medici, infermieri e personale sanitario in genere e sugli anziani ospiti delle residenze sanitarie assistite (rsa) saranno altri i soggetti cui verrà data la priorità per le immunizzazioni.

In particolare, sono sei le categorie di cittadini cui sarà data la precedenza per le iniezioni. In primis, i soggetti «fragili», cioè coloro che, in ragione di particolari patologie, sarebbero più a rischio in caso di contagio.

Questo perché si è visto come il Covid agisca come una specie di detonatore, in quei contagiati con un quadro clinico già compromesso. Non è un caso, semmai una costante di questa pandemia, che la maggior parte delle persone soffrisse di malattie pregresse. Dunque, secondo l’aggiornamento del piano vaccinale italiano, si vuole dare priorità a chi versa in condizioni «particolarmente critiche in quanto correlate al tasso di letalità associata a Covid-19».

I soggetti fragili avranno la precedenza indipendentemente dalla loro età. Il piano nazionale dei vaccini è stato modificato in modo da elencare con precisione tutti coloro che sono compresi in questa categoria, a seconda delle patologie. Nel dettaglio: persone disabili, obese, con sindrome di Down, tumori, che soffrono di diabete ed endocrinopatie severe, patologie renali, respiratorie, cardiocircolatorie e cerebrovascolari, autoimmuni, epatiche, fibrosi cistica o che sono in particolari condizioni neurologiche o hanno subito dei trapianti di organo.

Dopo i soggetti fragili, seguiranno gli ultrasettantenni. Prima quelli tra i 75 e i 79 anni, poi tra i 70 e i 74 anni. La priorità a queste persone è dovuta al fatto che, a questa età, è collegato un alto tasso di letalità per Coronavirus: «il tasso di letalità di coloro che vengono a essere infettati risulta pari al 10%», si legge nel testo del piano vaccinale.

La decisione, spiega il documento, è stata presa «sulla base del criterio anagrafico in quanto questa variabile assume un ruolo preponderante nella valutazione dei fattori di rischio di mortalità associata a Covid-19».

La terza categoria a seguire è quella che va dai 16 ai 69 anni, ma sempre relativamente a persone che corrono particolari rischi clinici.

Dopo di loro, chi si trova nella fascia d’età 55 – 69 anni. E infine chi ha tra i 18 e i 54 anni. In entrambi i casi si parla di persone che sono in buone salute e che non corrono il pericolo di un aumentato rischio clinico.

Solo l’ultima categoria, 18 – 54 anni, riceverà il vaccino AstraZeneca, come da raccomandazioni dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che hanno autorizzato il siero ma solo preferibilmente per i soggetti under 55 (per approfondire leggi qui: Covid: a chi è indicato il vaccino AstraZeneca). Gli altri cinque gruppi di cittadini saranno vaccinati con dosi di Pfizer e Moderna, i vaccini a mRna.

L’aggiornamento del piano vaccini italiano, per la seconda fase della campagna di immunizzazioni, è stato elaborato dal ministero della Salute, in collaborazione con l’Aifa, l’Istituto superiore di sanità (Iss) e l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).



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