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Abuso del contratto a termine: quali conseguenze nel pubblico impiego?

5 Giugno 2021
Abuso del contratto a termine: quali conseguenze nel pubblico impiego?

Le pubbliche amministrazioni possono utilizzare contratti atipici per l’assunzione del personale ma devono rispettare i relativi limiti previsti dalla legge.

Sei un dipendente a tempo determinato della Pubblica Amministrazione. Il tuo contratto è stato rinnovato diverse volte e ti chiedi se hai diritto ad essere assunto a tempo indeterminato.

Nel nostro ordinamento, la forma comune di assunzione del personale è il contratto a tempo indeterminato. È possibile, tuttavia, utilizzare dei contratti atipici per il reclutamento della manodopera rispettando i relativi limiti e divieti.

Cosa accade se ad utilizzare i contratti precari è la pubblica amministrazione? Non mancano, anche in tale comparto, episodi di abuso del contratto a termine: quali conseguenze nel pubblico impiego? Come vedremo, a differenza del privato, i dipendenti a termine delle amministrazioni pubbliche non possono mai invocare la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Ma andiamo per ordine.

Contratto a tempo determinato: cos’è?

La legge [1] prevede che il contratto a tempo indeterminato costituisca la forma comune di assunzione del personale. Questa tipologia contrattuale, infatti, offre ai lavoratori le maggiori garanzie sotto il profilo della stabilità del rapporto e della protezione sociale. Non è, tuttavia, precluso reclutare manodopera con tipologie contrattuali atipiche, a condizione che vengano rispettati i relativi divieti e limiti.

In particolare, è possibile far fronte ad esigenze temporanee di personale con il contratto a tempo determinato [2]. All’esito delle modifiche introdotte alla disciplina del contratto a termine da parte del Decreto Dignità, è possibile stipulare liberamente il contratto a tempo determinato se ha una durata inferiore a dodici mesi. Se, invece, ha una durata maggiore e, in ogni caso, in caso di rinnovo contrattuale o di proroga oltre i dodici mesi, è necessario che sussista una delle tre causali indicati dalla legge, ovvero:

  1. esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività;
  2. esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  3. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.

La causale deve essere effettivamente sussistente e deve essere specificata nell’atto scritto riepilogativo delle condizioni di impiego che il datore di lavoro è obbligato a consegnare al lavoratore a termine (di solito coincide con la lettera di assunzione).

Contratto a tempo determinato: si applica al pubblico impiego?

Anche le pubbliche amministrazioni possono, in caso di esigenze temporanee di manodopera, utilizzare i contratti di lavoro atipici. Il Testo Unico sul pubblico impiego privatizzato prevede, infatti, che, per rispondere ad esigenze temporanee ed eccezionali, le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti [3].

Non si possono nutrire dubbi, inoltre, sul fatto che la disciplina dei rapporti di lavoro atipici alle dipendenze degli uffici pubblici sia la stessa prevista per il settore privato. E’ la legge stessa, infatti, a prevedere che i rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinati dalle disposizioni del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa, fatte salve diverse e specifiche disposizioni. Anche la p.a., dunque, nell’assunzione dei lavoratori a termine, deve rispettare i limiti e i divieti previsti dalla legge.

Abuso del contratto a termine: quali conseguenze nel privato?

Nel settore privato, l’eventuale violazione da parte del datore di lavoro delle regole previste per l’assunzione dei dipendenti con contratto di lavoro a termine determina, molto spesso, la conversione del rapporto a termine in un rapporto a tempo indeterminato. Tale conseguenza scatta:

  • in caso di stipulazione di un contratto di durata superiore a dodici mesi in assenza delle causali previste dalla legge;
  • in caso di rinnovo del contratto a termine in assenza delle causali previste dalla legge;
  • in caso di proroga del contratto a termine per oltre 4 volte;
  • in caso di superamento del periodo massimo di 24 mesi di durata del rapporto;
  • in caso di stipulazione del contratto a termine in presenza di uno dei divieti di legge;
  • in caso di mancato rispetto del periodo di stacco tra due contratti a termine successivi.

Inoltre, la legge prevede che, nei casi di trasformazione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, il giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno a favore del lavoratore stabilendo un’indennità onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto.

Abuso del contratto a termine: quali conseguenze nel privato?

Anche nel pubblico impiego si possono verificare degli abusi nella gestione del contratto a termine. Come abbiamo visto, infatti, le pubbliche amministrazioni devono rispettare i limiti e i divieti previsti dalla legge con riferimento a tale tipologia contrattuale.

Tuttavia, trasformare un contratto a termine in un contratto a tempo indeterminato, nel pubblico impiego, significherebbe violare il principio costituzionale del concorso pubblico.

Per questo, la legge [4] prevede che la violazione di disposizioni imperative riguardanti l’assunzione o l’impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni ma solo il diritto al risarcimento del danno a favore del lavoratore interessato. Non sono mancate opinioni secondo cui l’esclusione della conversione del rapporto, nel pubblico impiego, costituisca una violazione della direttiva europea in materia di rapporti a termine [5].

La Cassazione, tuttavia, anche di recente [6], ha affermato che, in materia di pubblico impiego privatizzato, in caso di abuso di contratti a termine, non vi è l’obbligo di convertire il contratto a tempo determinato in indeterminato, essendo adeguato il risarcimento del danno.


note

[1] Art. 1 D. Lgs. 81/2008.

[2] Art. 19 D. Lgs. 81/2008.

[3] Art. 36 co. 2, D. Lgs. 165/2001.

[4] Art. 36 co. 5, D. Lgs. 165/2001.

[5] Direttiva (UE) 1999/70/CE.

[6] Cass. n. 2980 dell’8.02.2021.


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