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Infortunio sul lavoro: obblighi datore di lavoro

10 Febbraio 2021
Infortunio sul lavoro: obblighi datore di lavoro

Sicurezza sul lavoro: quando c’è responsabilità dell’azienda e quando invece la colpa è del dipendente. 

In materia di infortunio sul lavoro, gli obblighi del datore di lavoro sono gravosi e delicati. Esiste una lunga lista di adempimenti che il capo dell’azienda deve compiere per mettere al sicuro i propri dipendenti ed escludere una propria responsabilità in caso di incidenti. 

Il datore di lavoro è tenuto a garantire la sicurezza dei propri dipendenti, come prevedono l’articolo 32 della Costituzione (che tutela la salute dei cittadini come fondamentale diritto dell’individuo) e l’articolo 2087 del Codice civile in forza del quale l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Il Codice civile impone quindi l’obbligo di tutelare l’integrità psicofisica dei dipendenti mediante l’adozione e il mantenimento di misure di tipo igienico-sanitario o antinfortunistico, e di misure atte a preservare il lavoratore da lesioni causate nell’ambiente di lavoro da fatti esterni all’attività (si pensi, ad esempio, alle aggressioni conseguenti all’attività criminosa di terzi nelle banche).

Le regole più tecniche e specifiche in materia di sicurezza sul lavoro sono però contenute nel Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro, il D.Lgs. 81/2018. 

Anche la giurisprudenza ha avuto modo di specificare quali sono gli obblighi del datore di lavoro in tema di sicurezza e infortuni sul lavoro.

Ecco allora alcuni importanti chiarimenti.

Infortunio sul lavoro per colpa del dipendente

L’infortunio sul lavoro determinato da colpa del dipendente non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità se tale comportamento era prevedibile. 

Così, ad esempio, il semplice fatto di affiggere un cartello che vieti determinate condotte pericolose non è di per sé sufficiente ad escludere la responsabilità dell’infortunio in capo all’azienda: innanzitutto, perché ciò dimostra che l’evento era prevedibile (proprio perché indicato nell’avviso) e, in secondo luogo, perché, oltre all’apposizione del cartello, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare dei controlli sul rispetto delle norme anti-infortunistiche, adempiendo al cosiddetto dovere di vigilanza che grava su di lui [1]. 

Solo un comportamento abnorme del dipendente, ossia assolutamente imprevedibile, fa ricadere su quest’ultimo la colpa dell’infortunio. 

In particolare, qualora l’infortunio al lavoratore sia derivato da una scelta arbitraria di quest’ultimo (cosiddetto rischio elettivo), ossia in caso di rischio determinato da un’attività non connessa con lo svolgimento dell’attività lavorativa tipica, non sussiste il diritto all’indennizzo a suo favore. Allo stesso modo, non è dovuto il risarcimento quando l’incidente si verifica in conseguenza del rifiuto del lavoratore di ottemperare a un preciso ordine ricevuto dall’azienda [2].

Si potrebbe anche verificare un concorso colposo del lavoratore che attenuerebbe la responsabilità del datore di lavoro.

Elenco obblighi del datore di lavoro sulla sicurezza

In generale, ogni datore di lavoro deve adottare tutte le misure per tutelare la salute psicofisica e della sicurezza dei lavoratori. Inoltre, in base alla specifica natura dell’attività dell’azienda, il datore deve valutare, nella scelta delle attrezzature e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Detto ciò, ecco quali sono le principali misure generali di tutela che il datore di lavoro deve adottare nell’ambito del proprio obbligo di tutelare la sicurezza dei lavoratori: 

  • valutazione dei rischi;
  • programmazione della prevenzione;
  • eliminazione e/o la riduzione dei rischi;
  • l’organizzazione del lavoro in base ai principi ergonomici;
  • l’utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici;
  • il controllo sanitario;
  • l’informazione e la formazione;
  • le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio;
  • l’uso di segnali di avvertimento;
  • la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti.

Il datore di lavoro e il dirigente, in base alle attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono più in particolare:

  • nominare il medico competente;
  • designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi;
  • fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale;
  • limitare l’accesso alle aree a grave rischio solo ai lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento;
  • richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme;
  • adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza;
  • richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi;
  • informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato;
  • adempiere agli obblighi di informazione, formazione;
  • astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
  • consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza copia del documento di valutazione dei rischi;
  • elaborare il documento unico di valutazione in caso di appalti;
  • comunicare all’Inail, o all’ex Ipsema, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportano l’assenza per almeno un giorno;
  • consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nei casi richiesti;
  • munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento in caso di appalto/subappalto;
  • convocare la riunione periodica nelle unità con più di 15 dipendenti;
  • aggiornare le misure di prevenzione;
  • comunicare annualmente all’Inail i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.

Il datore di lavoro può delegare le sue funzioni di controllo contro gli infortuni?

Il datore di lavoro può delegare le sue funzioni, se non espressamente escluso, alle seguenti condizioni:

  • che risulti da un atto scritto recante data certa;
  • che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza;
  • che attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo;
  • che attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria.

La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. 

Non sono delegabili:

  • la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento;
  • la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione.

Valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi permette al datore di lavoro di conoscere lo stato della tutela dell’integrità fisica e della salute dei lavoratori nei singoli posti di lavoro. Ciò al fine di adottare i provvedimenti necessari ed efficaci per garantire nel tempo il miglioramento dei livelli di sicurezza.

Egli, pertanto, in relazione alla natura dell’attività dell’azienda o dell’unità produttiva, deve valutare tutti i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, le lavoratrici in stato di gravidanza, o connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro.

Il datore di lavoro effettua la valutazione dei rischi (si tratta di un obbligo indelegabile):

  • previa consultazione del RLS;
  • in collaborazione con il RSPP e con il medico competente quando è richiesta la sorveglianza sanitaria.

note

[1] Cass. sent. n. 652/2021.

[2] Cass. sent. n. 21647/2014.

Autore immagine: depositphotos.com


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