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Riduzione contributi Inps artigiani e commercianti 2021

10 Febbraio 2021 | Autore:
Riduzione contributi Inps artigiani e commercianti 2021

In quali casi può essere diminuita la contribuzione dovuta alle gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti?

Gli iscritti alle gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti sono obbligati a pagare ogni anno una contribuzione minima, anche in assenza di reddito. Più precisamente, sussiste, per queste categorie di lavoratori, l’obbligo di pagamento dei contributi su un reddito imponibile minimo, detto minimale, pari a 15.953 euro per l’anno 2021. Considerando che l’aliquota dovuta, per coloro che hanno compiuto i 21 anni, è pari al 24% per gli artigiani, 24,09% per i commercianti, anche se il lavoratore non ha guadagnato nulla nell’anno può arrivare, a seconda della categoria di appartenenza, a versare oltre 3.850 euro annui all’Inps.

Fortunatamente, però, esistono delle agevolazioni grazie alle quali i versamenti dovuti possono essere ridotti. A chi spetta la riduzione contributi Inps artigiani e commercianti 2021? Vi sono due principali agevolazioni contributive per gli iscritti alle gestioni speciali degli artigiani e dei commercianti: la prima è detta “riduzione over 65” e consiste in una riduzione del 50% della contribuzione dovuta, riservata a chi ha più di 65 anni ed è pensionato, la seconda “regime contributivo agevolato”: consiste in una riduzione contributiva del 35% ed è riservata agli aderenti al regime fiscale forfettario. I benefici sono facoltativi.

Tra le ulteriori agevolazioni contributive, spettano specifiche riduzioni ai coadiutori di età inferiore ai 21 anni ed agli affittacamere.

Le riduzioni contributive costituiscono, da un lato, un vantaggio in termini di risparmio della contribuzione dovuta: versare meno contributi, ma, dall’altro lato, costituiscono uno svantaggio: versare meno contributi significa infatti ottenere un domani, una pensione più bassa, o addirittura ritardare la data del pensionamento.

Ma procediamo con ordine e facciamo il punto sulle riduzioni dei contributi Inps artigiani e commercianti per il 2021.

Riduzione contributi Inps over 65

A decorrere dal 1° gennaio 1998, previa presentazione di un’apposita domanda, artigiani e commercianti (titolari d’impresa o collaboratori familiari) con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Inps, possono chiedere che il contributo previdenziale sia applicato nella misura del 50% [1].

Sono esclusi da questa agevolazione i titolari di pensione di reversibilità, mentre è consentita ai titolari di assegno di invalidità: il motivo dell’esclusione risiede nella tipologia della pensione, in quanto l’agevolazione è destinata ai soli titolari di una pensione diretta (l’assegno ordinario di invalidità è assimilato a una pensione diretta, la pensione ai superstiti è invece un trattamento indiretto).

Il dimezzamento dei contributi può essere riconosciuto anche per periodi che precedono la data di presentazione della domanda, ma solo:

  • a seguito di formale richiesta dell’interessato;
  • a condizione che l’Inps non abbia già proceduto alla liquidazione di supplementi di pensione, fermo restando che il diritto non spetta per i periodi precedenti al 1998 e che devono essere rispettati i requisiti di età e di pensionamento.

Conseguentemente alla riduzione dei contributi, anche il supplemento di pensione, corrispondente ai contributi versati dopo il pensionamento, viene ridotto della metà, se la quota è calcolata col sistema retributivo. Se calcolata col sistema contributivo, non è necessaria alcuna riduzione in quanto il supplemento è dimezzato di fatto, essendo determinato sulla sola base dei contributi versati.

In buona sostanza, i minori versamenti si traducono in una pensione più bassa: per la precisione, si traducono in un supplemento di pensione più basso, in quanto ad essere ridotta non è la pensione preesistente, ma l’importo aggiuntivo rispetto al trattamento base, determinato dalla nuova contribuzione versata.

Sono esclusi dal beneficio della riduzione contributiva del 50% coloro che si avvalgono del regime contributivo agevolato, o forfettario, finché dura la permanenza nel regime: le due agevolazioni non sono difatti cumulabili.

Riduzione contributi Inps regime contributivo agevolato forfettario

Gli artigiani ed i commercianti che aderiscono al nuovo regime fiscale forfettario possono fruire di un’importante agevolazione relativa ai contributi da versare alle gestioni speciali Inps. In particolare, si applica una riduzione contributiva del 35% [2].

Il regime, nel 2021, si applica agli iscritti già beneficiari del regime agevolato forfettario nel 2020 che, permanendo i requisiti di agevolazione fiscale per l’anno 2021, non abbiano prodotto un’espressa rinuncia al beneficio.

I lavoratori che hanno invece intrapreso nel 2020 una nuova attività d’impresa per la quale intendono beneficiare nel 2021 del regime agevolato devono comunicare la propria adesione entro il termine perentorio del 28 febbraio 2021.

Gli iscritti che, infine, intraprendono una nuova attività nel 2021, per la quale intendono aderire al regime agevolato, devono comunicare l’adesione con la massima tempestività rispetto alla ricezione del provvedimento d’iscrizione, in modo da consentire all’Inps la corretta e tempestiva predisposizione della tariffazione annuale.

Come richiedere l’agevolazione

Per fruire della riduzione contributiva del 35% bisogna inviare un’apposita dichiarazione all’Inps secondo le seguenti modalità:

  • per chi esercita attività d’impresa dal 2020, per la quale si intende fruire del regime agevolato nel 2021, è necessario compilare il modello telematico appositamente predisposto all’interno del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”, disponibile nel sito web dell’Inps, entro il 28 febbraio 2021; questo può essere fatto accedendo al sito Inps, sezione Servizi online, Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, Sezione domande telematizzate: “Regime agevolato ex. Art.1, commi 76-84 L. 190/2014”, Adesione; l’agevolazione viene concessa a decorrere dal 1° gennaio dell’anno in corso; se non viene rispettato il termine, l’agevolazione si perde, ma si può presentare la domanda l’anno successivo;
  • per chi inizia una nuova attività d’impresa dal 2021, è necessario presentare la stessa dichiarazione con tempestività rispetto al momento in cui si riceve la delibera di avvenuta iscrizione alla gestione artigiani o commercianti Inps: in questo caso non si tiene dunque conto della data del 28 febbraio, ma i termini partono del momento in cui perviene la delibera di iscrizione alla gestione artigiani o commercianti.

Chi ha già richiesto l’agevolazione contributiva, se permangono i requisiti, non deve presentare una nuova domanda. Se l’interessato non intende più avvalersi del beneficio, deve presentare un’espressa dichiarazione di rinuncia [3].

Come presentare la rinuncia

Se l’interessato intende rinunciare al regime agevolato, per mancata permanenza di tutti i requisiti, o perché vuole versare la contribuzione piena, deve inviare la rinuncia all’Inps utilizzando il seguente percorso, all’interno del portale web dell’istituto: sezione Servizi online, Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti, Sezione domande telematizzate: “Regime agevolato ex. Art.1, commi 76-84 L. 190/2014”, Rinuncia.

Quando si perde il regime agevolato?

Il regime agevolato contributivo si perde:

  • al venir meno dei requisiti che consentono l’applicazione del beneficio;
  • se il contribuente sceglie di abbandonare il regime agevolato forfettario;
  • se il contribuente sceglie di abbandonare il regime agevolato contributivo, presentando la rinuncia formale all’Inps;
  • se l’Agenzia delle Entrate comunica all’Inps che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire.

Nei primi due casi, il regime ordinario viene ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita.

Nel caso di comunicazione delle Entrate, il regime ordinario viene imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato.

Riduzione dei contributi per affittacamere

Beneficiano di un’agevolazione contributiva anche coloro che esercitano l’attività di affittacamere e i produttori di terzo e quarto gruppo, iscritti alla gestione dei commercianti. Questi assicurati non sono soggetti all’osservanza del minimale annuo di reddito; di conseguenza, sono tenuti al solo versamento dei contributi a percentuale Ivs (per le prestazioni per invalidità, vecchiaia e superstiti) calcolati sull’effettivo reddito, maggiorati dell’importo della contribuzione dovuta per le prestazioni di maternità, pari a 62 centesimi mensili.


note

[1] Art. 59, co. 15, L. 449/1997.

[2] Art.1, Co. 76-84 L. 190/2014.

[3] Circ. Inps 17/2021.

Autore immagine: pixabay.com


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