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Autoclave condominiale: le regole

10 Febbraio 2021
Autoclave condominiale: le regole

Tubi dell’acqua: ripartizione spese per l’aumento della pressione. 

Spesso, i tubi non sono sufficienti a far arrivare l’acqua ai piani alti dell’edificio condominiale. Il problema può essere risolto con l’installazione di un’autoclave condominiale. L’autoclave è infatti un impianto che serve ad aumentare la pressione dell’acqua potabile, in modo tale che sia superiore a quella presente all’interno della distribuzione locale. 

Qui di seguito risponderemo ai più comuni quesiti che vengono posti in merito alle regole sull’autoclave condominiale. Ma procediamo con ordine.

Maggioranza installazione autoclave 

Per installare un’autoclave in condominio è necessario che la questione venga sottoposta alla decisione dell’assemblea, non potendo l’amministratore provvedere autonomamente. 

Affinché la spesa possa essere approvata, è necessario il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea, in rappresentanza di almeno la metà dei millesimi (500/1.000).

La spesa dev’essere suddivisa in base ai millesimi di proprietà, indipendentemente dall’altezza di ciascun piano dal suolo [1] e dal fatto che alcuni condomini traggano o meno vantaggio dall’impianto [2]. Se poi un’unità immobiliare (per es. un negozio) non è servita dall’impianto, il proprietario non è tenuto a contribuire alla spesa.

Maggioranza sostituzione autoclave

La spesa per sostituire la vecchia autoclave con una nuova va suddivisa fra i condomini in proporzione ai millesimi di proprietà. Non rileva il fatto che l’edificio sia composto da più piani, serviti in misura differente da tale impianto [3]. 

L’acqua non arriva: che fare?

Se la pressione dovesse essere insufficiente a portare l’acqua ai piani più alti del condominio e l’assemblea non dovesse decidere di installare un’autoclave, è possibile chiedere l’intervento del giudice affinché imponga tale spesa. Si tratta infatti di un servizio di vitale importanza poiché l’erogazione di acqua nelle unità immobiliari è necessaria allo stesso utilizzo dell’immobile. 

Insomma, l’assemblea non può rifiutarsi di installare l’autoclave se questa è indispensabile per consentire ai condomini di fruire di un buon servizio idrico.

Dove si può mettere l’autoclave?

L’autoclave condominiale può essere collocata in cortile anche se il vantaggio non è per tutti i condomini ma solo per alcuni [4]. 

Si può installare un’autoclave autonoma?

Ciascun condomino ha il diritto, assumendo su di sé la spesa, di installare un’autoclave autonoma, purché ciò non comporti una riduzione dell’afflusso di acqua nelle altre unità immobiliari. 

In tal caso, questi può collocare l’impianto anche nel cortile o nelle altre parti comuni, a condizione di non occupare molto spazio, così precludendo agli altri condomini un pari utilizzo di tale area [5].  

Si può evitare di concorrere alla spesa per l’autoclave?

Quando l’autoclave costituisce solo uno strumento per un miglior flusso dell’acqua, in presenza quindi di un impianto idrico di per sé già sufficiente ed efficiente a portare l’acqua ai piani alti dell’edificio, si può rinunciare all’autoclave e, quindi, esimersi dalla spesa [6]. Viceversa, se l’impianto è indispensabile, si è tenuti a concorrere alla spesa, a meno che gli altri condomini, all’unanimità, non esonerino alcuni proprietari dalla contribuzione. 

Suddivisione spese consumo autoclave

In mancanza di un regolamento che disponga altrimenti, o di diverso accordo fra i condomini, la ripartizione della spesa richiesta dal funzionamento dell’autoclave (spese di esercizio per i consumi di energia) va fatta in proporzione all’uso che ciascuno può farne, seguendo quindi gli stessi criteri adottati per scale ed ascensore, con esclusione delle unità immobiliari non servite dall’impianto. Dovendosi, in particolare, tener conto della diversa energia occorrente a sollevare l’acqua ai diversi piani, è giusto suddividere la spesa per metà in base ai valori millesimali di ciascuna unità immobiliare e per metà in base all’altezza di ciascun piano dal suolo (paga di più chi sta più in alto).  


note

[1] Cass. sent. 29/11/1983, n. 7172 

[2] C. App. Roma 30/1/1962.

[3] Cass. sent. 29/12/1983, n. 7172).

[4] Cass. sent. 21/10/1998, n. 10445.

[5] Cass. sent. 23/2/1987, n. 1389/98 n. 2746/89. 

[6] Cass. sent. 27/4/1991, n. 4652.

Autore immagine: depositphotos.com


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1 Commento

  1. Per legge quando bisogna pulire l’autoclave ?
    Come procedere con l’amministratore che non pulisce l’autoclave ?

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