Stop cartelle Equitalia per chi ha un credito con la PA

6 febbraio 2014


Stop cartelle Equitalia per chi ha un credito con la PA

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 febbraio 2014



Sospensione delle cartelle per il 2014 per professionisti e imprese che vantano crediti con la Pa: senza risposta dell’ente la cartella va annullata da Equitalia.

È passato ieri l’emendamento al decreto “Destinazione Italia” sullo stop alle cartelle esattoriali per chi ha crediti con la pubblica amministrazione.

Dunque, per il 2014 saranno sospese le cartelle Equitalia per imprese e professionisti in credito con la Pa.

Lo prevede un emendamento al Decreto Legge “Destinazione Italia approvato definitivamente ieri alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera. Oggi il testo approderà a Montecitorio (su cui aleggia un nuovo voto di fiducia) per il via libera e l’invio del Dl al Senato che avrà tempo fino al 21 febbraio per convertirlo.

La conseguenza di questa importante tappa del decreto è che, molto probabilmente, per il 2014 ci sarà la sospensione di tutte le cartelle esattoriali “a favore di professionisti e imprese titolari di crediti non prescritti vantati nei confronti della pubblica amministrazione e regolarmente “certificati”.

Sarà comunque necessario un decreto attuativo con cui il ministero dell’Economia, di concerto con il ministero dello Sviluppo economico, fissi i criteri e le modalità per individuare gli effettivi beneficiari del congelamento delle loro cartelle esattoriali perché in credito con la Pa.

A chi è destinata la compensazione

A tutti i professionisti e alle imprese titolari di crediti verso la pubblica amministrazione. Sono quindi esclusi i privati.

Le amministrazioni debitrici

Il credito vantato dal contribuente può essere non solo nei confronti dello Stato, ma anche verso Regioni, Comuni, Province, Aziende Sanitarie, Università.

Le condizioni

Il debito del contribuente deve essere uguale o inferiore al suo credito verso l’erario. Il beneficio, dunque, non si applicherà in tutti quei casi in cui il debito del contribuente sia superiore a quanto da questi non riscosso dalla P.a.

 

Il credito del contribuente nei confronti del fisco deve essere:

a) non scaduto. In pratica il credito non deve essere prescritto, ossia il creditore non deve aver lasciato decorrere inutilmente il termine di prescrizione previsto dal codice civile per quella tipologia di credito. Per esempio, il credito del professionista si prescrive in tre anni dal momento in cui è esigibile, invece i crediti per somministrazioni e per tutto ciò che è dovuto periodicamente si prescrivono in cinque anni. È possibile interrompere il periodo di prescrizione notificando una diffida con messa in mora;

b) oggettivamente riconducibile a un contratto (in pratica, si comprendono tutte le tipologie di rapporto contrattuale che possono riguardare tanto la cessione occasionale, periodica o continuativa di beni, quanto la fornitura di servizi, come ad esempio la consulenza, l’assistenza e le prestazioni pubblicitarie);

c) esattamente determinabile nell’importo;

d) esigibile, ossia non ci devono essere ostacoli al pagamento del credito, come per esempio la presenza di un inadempimento, un termine o una condizione sospensiva;

e) certificato dalla amministrazione debitrice secondo la procedura che qui sotto viene illustrata.

Come si ottiene la certificazione

Per ottenere la certificazione del credito del contribuente nei confronti della pubblica amministrazione si può optare per due procedure:

a) per via elettronica, attraverso l’autenticazione alla piattaforma predisposta sul sito del Mef. Ottenuto l’accreditamento, il contribuente dovrà compilare un prospetto per ottenere la certificazione;

b) in alternativa, presentando domanda cartacea.

Se l’Amministrazione non rilascia l’autocertificazione o non rileva l’inesigibilità (anche parziale) entro 30 giorni dalla richiesta, il creditore può presentare la richiesta di nomina di un commissario ad acta sempre attraverso la piattaforma informatica.

Divieto di pignoramenti da parte di Equitalia

Con la nuova previsione i contribuenti in credito con il fisco potranno evitare azioni esecutive nei loro confronti da parte di Equitalia.

La sospensione riguarda tutte le cartelle di pagamento notificate dall’agente della riscossione, purché l’importo a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

Si prescinde dalla data di notifica della cartella.

Non è sospeso invece il pagamento degli avvisi di accertamento per i quali sono in corso versamenti rateali. Non si sospendono inoltre i pagamenti da avvisi bonari.

note

Autore immagine: 123rf.com

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