In arrivo salario minimo e più tutele per i lavoratori

11 Febbraio 2021 | Autore:
In arrivo salario minimo e più tutele per i lavoratori

Il Parlamento europeo approva una risoluzione contro la disuguaglianza e la povertà lavorativa e per garantire maggiore equilibrio tra attività e vita privata.

Introduzione del salario minimo, più tutele per i dipendenti delle piattaforme digitali e misure per garantire maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata. Sono i tre punti contenuti in una risoluzione appena approvata dal Parlamento europeo per combattere la cosiddetta povertà lavorativa e la disuguaglianza.

Si parte dal presupposto che i cittadini «sono a rischio di povertà lavorativa quando lavorano per oltre la metà dell’anno e il loro reddito disponibile annuo equivalente è inferiore al 60% del livello di reddito mediano nazionale delle famiglie (dopo i trasferimenti sociali)».

Gli eurodeputati hanno così accolto la proposta della Commissione Ue del salario minimo come «passo importante per garantire che tutti possano guadagnarsi da vivere con il proprio lavoro e partecipare attivamente alla società». Quanto all’importo, l’Europa chiede agli Stati membri che applicheranno la direttiva di «garantire che i salari minimi legali siano sempre fissati al di sopra della soglia di povertà».

Le maggiori tutele ai lavoratori delle piattaforme digitali, invece, si rendono necessarie secondo l’Unione europea perché «il quadro legislativo relativo alle condizioni minime di lavoro deve essere applicato a tutti i lavoratori come ulteriore elemento della lotta contro la povertà dei lavoratori, inclusi i lavoratori precari e atipici della gig economy». Non ci devono essere delle disparità di trattamento, insomma, tra chi opera nei settori produttivi «tradizionali» e chi ha trovato occupazione nelle nuove attività che si sviluppano su Internet. Infatti, sostiene Bruxelles, chi svolge il proprio lavoro su una piattaforma digitale «deve essere incluso nelle leggi vigenti in materia di lavoro e nelle disposizioni in materia di sicurezza sociale». Non meno importante la richiesta dell’Europa di consentire a questi lavoratori la possibilità di costituire rappresentanze e di creare sindacati allo scopo di arrivare a elaborare e firmare dei contratti collettivi che regolino il settore.

C’è, infine, la delicata questione dell’equilibrio tra lavoro e vita privata. L’esperienza di quest’ultimo anno di emergenza sanitaria, che ha costretto molte società e aziende al ricorso dello smart working, ha fatto riflettere sulle reali condizioni in cui è possibile lavorare da casa. Emergono palesemente soprattutto due aspetti. Il primo: che con il lavoro da casa spesso è difficile mantenere un orario di lavoro che consenta di dedicare il tempo necessario alla famiglia. Viceversa, il secondo aspetto è che non sempre è possibile concentrarsi sul lavoro quando, contemporaneamente, ci sono i figli da accudire.

In questo contesto, sostiene il Parlamento Ue, «tendenzialmente le donne sono in media più esposte degli uomini al rischio di povertà e di esclusione sociale». Per questo motivo – si legge nella risoluzione – «è fondamentale far fronte al divario retributivo di genere e garantire l’accesso a un’assistenza all’infanzia di qualità ed economicamente accessibile».

A monte della decisione presa dal Parlamento di Strasburgo, la riflessione fatta sui livelli contrattuali: «Nei paesi Ocse – spiegano gli eurodeputati – la copertura della contrattazione collettiva è scesa nel corso degli ultimi tre decenni da una media del 46% ad una del 32%. Inoltre, in almeno 14 Stati membri dell’Ue, il 50% dei dipendenti lavora senza un contratto collettivo e solo in sette Stati membri il tasso di copertura della contrattazione collettiva è superiore all’80%. Questo declino – si osserva ancora – è stato più rapido nei Paesi oggetto di riforme strutturali che hanno preso di mira la contrattazione collettiva».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube