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Come pagare meno tasse in busta paga

5 Giugno 2021
Come pagare meno tasse in busta paga

Ci sono diversi modi per alleggerire il carico fiscale che grava sul lavoratore dipendente.

Sei un lavoratore subordinato. Ogni mese, leggendo il cedolino paga, ti rendi conto che una fetta rilevante della tua retribuzione viene trattenuta dal datore di lavoro per pagare le tasse. Vuoi sapere se ci sono degli strumenti per ridurre il prelievo fiscale sulla tua busta paga.

I dipendenti, a differenza dei lavoratori autonomi, subiscono la trattenuta delle tasse direttamente alla fonte, da parte del datore di lavoro in qualità di sostituto di imposta. Soprattutto chi ha un reddito elevato deve sopportare, effettivamente, un carico fiscale molto alto. Ma come pagare meno tasse in busta paga? Non esistono formule magiche per alleggerire il carico di tasse e contributi previdenziali. Esiste, però, la possibilità di fruire di detrazioni fiscali e di ricevere delle somme di denaro su cui non devono essere pagate le tasse. Vediamo come fare.

Quali sono le tasse in busta paga?

I lavoratori dipendenti non provvedono autonomamente a pagare le tasse ed i contributi previdenziali relativi ai loro redditi. Tale operazione viene, infatti, effettuata dal datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, come emerge dalla lettura del cedolino paga mensile nel quale viene indicata:

  • la retribuzione lorda erogata;
  • le somme trattenute;
  • il netto percepito.

Ma quali sono le principali tasse e contributi che gravano sul lavoratore?

Innanzitutto, il dipendente, al pari di ogni contribuente, deve pagare sul reddito percepito l’Irpef. L’aliquota fiscale di prelievo dipende dalla retribuzione del lavoratore posto che, trattandosi di imposta progressiva, la percentuale della tassa aumenta con l’aumentare del reddito come mostra la seguente tabella:

Reddito imponibile

fino a euro 15.000,00

Aliquota (%)

23

Imposta dovuta

23% sull’intero importo (= 3.450,00)

oltre euro 15.000,00 e fino a euro 28.000,00

27

3.450,00 + 27% parte eccedente 15.000,00
oltre euro 28.000,00 e fino a euro 55.000,00

38

6.960,00 + 38% parte eccedente 28.000,00
oltre euro 55.000,00 e fino a euro 75.000,00

41

17.220,00 + 41% parte eccedente 55.000,00
oltre a euro 75.000,00

43

25.420,00 + 43% parte eccedente 75.000,00

Inoltre, i Comuni e le Regioni possono introdurre una addizionale comunale e regionale all’Irpef. Il lavoratore pagherà tale imposta sulla base del proprio Comune di residenza e delle aliquote fiscali deliberate dal Consiglio Comunale e dall’Assemblea Legislativa regionale.

Un’ulteriore trattenuta operata sul reddito del dipendente riguarda i contributi previdenziali. La quota a carico del lavoratore, che viene trattenuta in busta paga, è pari generalmente al 9,19% ma possono essere applicate aliquote diverse in base al settore di attività dell’impresa ed alla tipologia di rapporto di lavoro.

Oltre alla contribuzione previdenziale, inoltre, il lavoratore spesso concorre a finanziare anche i fondi che erogano trattamenti di integrazione salariale (Fis, fondi bilaterali, Cigo, Cigs) e i fondi previdenziali e sanitari previsti dalla contrattazione collettiva.

L’insieme di queste ritenute produce l’effetto di ridurre notevolmente il reddito netto erogato dal lavoratore rispetto allo stipendio lordo di partenza.

Come pagare meno tasse in busta paga?

Ci sono vari strumenti che consentono al lavoratore di alleggerire il carico fiscale sulla propria retribuzione e di aumentare, conseguentemente, il netto percepito.

Innanzitutto, è possibile richiedere il bonus Renzi che oggi è stato sostituito da un credito di imposta, introdotto al fine di ridurre il cuneo fiscale, detto bonus 100 euro [1]. Si tratta di una integrazione del reddito di importo pari a 100 euro mensili, per un totale di 1.200 euro annui, che viene concessa ai titolari di redditi da lavoro dipendente e di taluni redditi ad essi assimilati non superiori a 28.000 euro.

Chi supera la soglia dei 28.000 euro annui può, comunque, ridurre il carico fiscale in busta paga accedendo alla detrazione fiscale 2021 che spetta per redditi compresi tra 28.000 euro e 40.000 euro nella seguente misura:

  1. redditi compresi tra 28.000 euro e 35.000 euro – 960 euro + (240 euro X l’importo pari al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro);
  2. redditi compresi tra 35.000 euro e 40.000 euro – 960 euro + (rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro).

Inoltre è possibile evitare di pagare le tasse su alcuni importi che vengono erogati dal datore di lavoro al dipendente, tra cui:

  • buoni pasto elettronici;
  • buoni spesa, buoni benzina o altre misure di welfare aziendale concesse ai dipendenti fino alla soglia massima annua di euro 258,23 euro elevata a 516,46 euro per il solo anno 2020 [2].

note

[1] D.L. 5.02.2020, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 21 del 02.04.2020.

[2] Art. 112, D.L. 104/2020 che modifica l’art. 51 del Tuir.


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