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A cosa serve una querela?

6 Giugno 2021 | Autore:
A cosa serve una querela?

Reati perseguibili a querela di parte: cos’è la condizione di procedibilità? Termini per segnalare un reato e differenza con la denuncia.

Tutti sanno che la querela è legata alla commissione di un reato. Chi si reca dai carabinieri per sporgere una segnalazione lo fa perché è stato vittima di un crimine oppure perché ha assistito alla commissione di un reato. Dal punto di vista tecnico, la querela è molto importante perché, senza di essa, non si potrebbe procedere nei confronti dell’autore del reato. In altre parole, la querela assomiglia a un nullaosta che viene concesso dalla vittima affinché si possa agire nei riguardi del colpevole. Con questo articolo spiegheremo a cosa serve una querela.

Sin da subito, possiamo dire la querela è molto simile alla denuncia ma non è proprio la stessa cosa: mentre infatti la querela è propria dei reati per i quali occorre che la segnalazione del crimine provenga specificamente dalla vittima, la denuncia riguarda i reati procedibili d’ufficio, cioè quelli per i quali le autorità possono intervenire autonomamente.

I reati a procedibilità d’ufficio sono quelli più gravi per cui, appresa la notizia da parte dell’autorità giudiziaria, si deve procedere senza la necessità che la persona offesa sporga querela. Fermiamoci qui e non sveliamo troppo. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: scopriremo a cosa serve una querela e quali sono le differenze con la denuncia.

Querela: cos’è?

Secondo la legge, la querela è una condizione di procedibilità. Cosa significa? Vuol dire che, senza di essa, le autorità non possono perseguire un determinato crimine.

Come anticipato in premessa, la querela rappresenta un vero e proprio nullaosta, un consenso affinché le forze dell’ordine possano assicurare il colpevole alla giustizia.

Chi può sporgere querela?

La querela può essere sporta solamente dalla vittima del reato oppure da un suo rappresentante.

Ad esempio, i genitori possono sporgere querela per i figli minori di quattordici anni; il tutore può sporgere querela nell’interesse dell’interdetto; il curatore nell’interesse dell’inabilitato.

Querela: entro quanto tempo si può sporgere?

La querela ha un termine che, in genere, è di tre mesi dal momento in cui la vittima ha avuto conoscenza del reato.

Eccezionalmente, per alcuni reati ritenuti dalla legge particolarmente gravi (come la violenza sessuale, lo stalking, il revenge porn, ecc.), il termine per proporre querela è di sei mesi.

Decorso il termine utile per sporgere querela, non si potrà più procedere contro l’autore del reato.

Querela: a cosa serve?

A cosa serve una querela? Lo abbiamo detto: per far sì che le forze dell’ordine possano procedere nei riguardi dell’autore di un delitto.

Senza querela, molti reati previsti dal nostro ordinamento non potrebbero essere perseguiti legalmente. In pratica, la querela serve a mettere in moto la macchina della giustizia; è l’input necessario a far sì che gli inquirenti comincino le indagini.

Reati procedibili a querela: quali sono?

La querela è condizione di procedibilità solamente per alcuni reati, generalmente ritenuti meno gravi di quelli procedibili d’ufficio. Si pensi alle lesioni lievi, alle percosse, al furto semplice, alla truffa.

Ciò non toglie che esistano reati molto gravi ugualmente procedibili a querela; basti pensare alla violenza sessuale che, sebbene punita con la pena fino a dodici anni, è comunque reato procedibile a querela. In un caso del genere, la procedibilità a querela è stata stabilita dal legislatore per via della delicatezza della materia e per le conseguenze (anche psicologiche) che patisce la vittima. Per tali ragioni, la legge ha ritenuto che anche la perseguibilità di un reato così grave fosse lasciata alla scelta della persona offesa.

Procedibilità d’ufficio: cosa significa?

A fronte dei reati per cui si può procedere solamente se la vittima sporge querela, vi sono i reati procedibili d’ufficio. Sono tali i crimini per i quali l’autorità può intervenire non appena ha avuto conoscenza del fatto, a prescindere dalla volontà della vittima.

Sono procedibili d’ufficio tutti i reati più gravi e quelli che, in linea di massima, mettono in pericolo l’incolumità e l’ordine pubblico: si pensi all’omicidio, alle lesioni gravi, alla rapina, a tutti i tipi di associazione per delinquere, ecc.

I reati procedibili d’ufficio possono essere segnalati da chiunque, anche da una persona diversa dalla vittima, mediante semplice denuncia sporta alle autorità competenti.

Denuncia: cos’è?

La denuncia è la segnalazione di reato fatta alle autorità in riferimento ai reati procedibili d’ufficio.

In pratica, mentre la querela è riservata alla vittima (o al suo rappresentante legale), non potendo qualcun altro sostituirsi ad essa, la denuncia può essere sporta da chiunque, anche da chi ha solamente assistito a un delitto, proprio perché essa riguarda i reati procedibili d’ufficio. In pratica, la denuncia non è condizione di procedibilità.

Da tanto deriva un’altra conseguenza: mentre la querela va sporta entro un determinato termine, per la denuncia non ci sono limiti temporali.

Per il resto, denuncia e querela sono identiche, nel senso che entrambe possono essere sporte sia in forma scritta che in forma orale, ed entrambe vanno sottoscritte altrimenti sarebbero inutilizzabili.

Denuncia per reato procedibile a querela: cosa succede?

La querela sta ai reati procedibili a querela come la denuncia ai reati procedibili d’ufficio. Cosa succede se si sporge denuncia per un reato procedibile a querela oppure se si sporge querela per un reato procedibile d’ufficio? Assolutamente nulla.

Quando ci si presenta alle autorità, non importa se la propria segnalazione venga qualificata come querela oppure denuncia: ciò che davvero conta è che, se si tratta di reato procedibile a querela, essa provenga dalla vittima e siano rispettati i termini (tre o sei mesi). Per il reato, la mera denominazione dell’atto non ha alcun significato.



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