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Quanti soldi ci vogliono per sposarsi in Comune?

7 Giugno 2021 | Autore:
Quanti soldi ci vogliono per sposarsi in Comune?

Sposarsi civilmente comporta il pagamento delle marche da bollo per le pubblicazioni e, di solito, anche quello relativo all’affitto della sala comunale.

Nell’ultimo anno, lo scoppio della pandemia di Covid -19 ha sconvolto i piani di coloro che avevano in programma di contrarre matrimonio nel 2020. Infatti, in molti hanno deciso di rinviare le nozze in attesa di potere festeggiare senza più restrizioni, ad esempio senza rispettare le distanze di sicurezza o usare le mascherine.

A causa del bailamme scatenato dalla pandemia, tutto il sistema che ruota intorno all’organizzazione di un matrimonio ha subìto grosse perdite. Basti pensare al settore degli abiti da cerimonia per gli sposi, a quello delle sale da ricevimento e dei catering, degli allestimenti floreali e dei viaggi di nozze, laddove le disdette, in alcuni casi, hanno toccato punte quasi del 100%.

Nella speranza che presto i nubendi possano tornare ad organizzare le loro nozze nel modo che più desiderano, in questo articolo ci occuperemo di quanti soldi ci vogliono per sposarsi in Comune. In generale, si tratta di costi più contenuti rispetto alle nozze in chiesa ed in ogni caso dipende anche dalle tariffe applicate dal Comune e dal luogo in cui si svolge la cerimonia. Il matrimonio civile, infatti, non può essere celebrato ovunque ma solo nelle sale comunali o nelle strutture che hanno una convenzione con il Comune. Quindi, va pagato l’affitto della location.

Quanti soldi ci vogliono per sposarsi in Comune

Sposarsi in Comune prevede dei costi accessibili anche per le coppie che hanno a disposizione pochi mezzi economici. Questo perché gli oneri burocratici da pagare sono unicamente quelli relativi alle marche da bollo da applicare alla documentazione.

In particolare, si tratta di:

  1. una marca da bollo da 16,00 euro, per le pubblicazioni, se gli sposi sono residenti nello stesso Comune;
  2. due marche da bollo da 16 euro ciascuna, sempre per le pubblicazioni, se gli sposi risiedono in Comuni diversi;
  3. una marca da bollo di 16 euro, per la richiesta di matrimonio in un altro Comune; 0,26 euro per l’eventuale rilascio del libretto internazionale di famiglia [1].

Per quanto attiene l’affitto della sala comunale, bisogna considerare un costo compreso tra i 100 euro e i 400 euro. Anche la scelta del giorno può incidere sul costo del matrimonio civile in quanto sposarsi di sabato di solito comporta un aumento del prezzo. Va comunque detto che in molti Comuni, per sposarsi, non viene richiesto il pagamento di alcuna somma.

Matrimonio civile: in cosa consistono le pubblicazioni

L’avvio dell’iter burocratico per le nozze civili si ha con la richiesta di pubblicazioni di matrimonio presso l’ufficio di stato civile del Comune di residenza di almeno uno degli sposi. Al momento della presentazione della relativa istanza, viene redatto un processo verbale con il quale i nubendi manifestano la volontà di contrarre matrimonio.

I futuri sposi devono presentarsi congiuntamente all’ufficiale dello stato civile per sottoscrivere la richiesta, la quale deve contenere:

  • il nome e il cognome;
  • la data ed il luogo di nascita;
  • la cittadinanza;
  • la residenza;
  • la libertà di stato di ciascuno degli sposi;
  • se esiste qualche impedimento di parentela, di affinità, di adozione o di affiliazione tra di essi;
  • se hanno già contratto matrimonio;
  • se sono stati dichiarati interdetti per infermità di mente;
  • se sono stati condannati per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro.

L’ufficiale di stato civile, reperiti d’ufficio i documenti necessari, procede alle pubblicazioni mediante affissione all’albo pretorio online comunale per almeno 8 giorni consecutivi.

Trascorsi 3 giorni dal termine delle pubblicazioni di matrimonio senza che siano state notificate opposizioni meritevoli di considerazione ai sensi di legge, l’ufficiale di stato civile rilascia il certificato di eseguite pubblicazioni.

Il matrimonio non può essere celebrato prima del 4° giorno successivo al compimento delle pubblicazioni.

Le pubblicazioni hanno validità di 180 giorni, entro i quali il matrimonio dovrà essere celebrato. Decorsi i 180 giorni senza celebrazione del rito, dovranno essere effettuate delle nuove pubblicazioni.

Quali documenti sono richiesti per il matrimonio civile

A corredo dell’istanza di pubblicazioni del matrimonio, entrambi i nubendi devono presentare un documento di riconoscimento in corso di validità.

Per i cittadini stranieri il Codice civile prevede che producano il nulla osta rilasciato dal Consolato del proprio Paese di origine in Italia, legalizzato dalla Prefettura oppure un certificato di capacità matrimoniale, in base alle convenzioni a cui il Paese straniero ha aderito, o documentazione equipollente [2].

Per i cittadini stranieri non residenti in Italia si procede direttamente al matrimonio, previa produzione del nulla-osta rilasciato dall’autorità straniera.

Come avviene la celebrazione del matrimonio civile

Nel giorno indicato dalle parti, l’ufficiale di stato civile, al quale è stata fatta la richiesta delle pubblicazioni, celebra il matrimonio. Nello specifico, si può trattare del sindaco, del vicesindaco, di un assessore o di un consigliere comunale. Alla cerimonia, oltre agli sposi, devono essere presenti due testimoni, uno per ciascuna parte.

Il celebrante dà lettura degli articoli del Codice civile che disciplinano il matrimonio. In particolare l’articolo 143, intitolato diritti e doveri reciproci dei coniugi, l’articolo 144 in materia di indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia nonché l’articolo 147 sui doveri verso i figli. Una volta ricevute le affermazioni degli sposi di volersi prendere in marito e moglie, li dichiara uniti in matrimonio.

L’atto di matrimonio deve essere compilato immediatamente dopo la celebrazione [3].


note

[1] Il libretto internazionale di famiglia è il documento che riporta gli eventi riguardanti i componenti del nucleo familiare ovvero matrimonio, nascita figli e morte degli sposi. Il libretto internazionale di famiglia sostituisce la certificazione di stato civile.

[2] Art. 116 cod. civ.

[3] Art. 107 cod. civ.


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