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Chi propone le misure di prevenzione patrimoniale?

7 Giugno 2021
Chi propone le misure di prevenzione patrimoniale?

Il procedimento di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale: cosa dice la legge.

Ti è stato notificato un atto con il quale ti è stata applicata una misura di prevenzione, per l’esattezza quella del sequestro preventivo di beni di tua proprietà. Non ti è mai capitata una cosa del genere e vuoi vederci più a fondo: di cosa si tratta? Chi propone le misure di prevenzione patrimoniale? Prima di rispondere a queste domande, vediamo però cosa dice la legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

Cosa sono le misure di prevenzione?

Le misure di prevenzione [1] sono provvedimenti che vengono applicati allo scopo di evitare che un soggetto ritenuto socialmente pericoloso possa commettere dei reati.

Per emettere una misura di prevenzione è necessario che ricorrano determinati presupposti:

  • devono esistere indizi di reato a carico del soggetto;
  • la persona destinataria della misura deve essere “socialmente pericolosa“, ossia abitualmente dedita a fatti delittuosi, che vive con i proventi di attività criminosa o dedita alla commissione di reati che offendono o mettono a rischio l’integrità fisica o morale di minori, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica [2].

Nel nostro ordinamento, esistono due categorie di misure di prevenzione:

  • misure di prevenzione personale: provvedimenti che vengono emessi dal questore o dall’autorità giudiziaria e che limitano la libertà personale del soggetto destinatario (come, ad esempio, la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza);
  • misure di prevenzione patrimoniale: ossia provvedimenti che colpiscono il patrimonio del soggetto ritenuto socialmente pericoloso.

Occupiamoci quindi nel dettaglio di tale seconda categoria, per poter poi passare ad analizzare il procedimento applicativo delle stesse.

Le misure di prevenzione patrimoniale

Come accennato nel paragrafo precedente, le misure di prevenzione patrimoniale colpiscono il patrimonio del soggetto destinatario [3].

Le principali misure di prevenzione patrimoniale sono il sequestro [4] e la confisca [5], strumenti finalizzati a sottrarre in via cautelare e provvisoria il primo, in via definitiva la seconda, i beni della persona pericolosa.

A tali misure se ne affiancano altre, quali l’amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario, che hanno una scopo differente, ossia quello di salvaguardare le aziende coinvolte in procedimenti penali e che possono essere recuperate alla legalità.

Quando si applica una misura di prevenzione patrimoniale?

I presupposti per applicare una misura come il sequestro o la confisca sono la pericolosità sociale del soggetto, l’esistenza di indizi di reato a suo carico e la disponibilità diretta o indiretta del patrimonio. Se ricorrono tali presupposti, allora verrà emesso il provvedimento con cui si applica la misura.

Misure di prevenzione patrimoniale: chi le propone?

Abbiamo visto quando si applicano le misure di prevenzione patrimoniale, ma chi le propone? Il nostro legislatore ha individuato i soggetti competenti a presentare l’atto di proposta di applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale, ossia l’atto con il quale ha inizio il procedimento di prevenzione vero e proprio [6]. Tali soggetti sono:

  • il Procuratore della Repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto ove dimora la persona (intesa non come residenza anagrafica, ma come il luogo in cui il soggetto ha tenuto i comportamenti sintomatici della sua pericolosità sociale, traendo da essa vantaggi anche e soprattutto di natura economica o patrimoniale);
  • il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo;
  • il Questore;
  • il direttore della Direzione investigativa antimafia.

Ma qual è l’attività compiuta da tali soggetti? E come si svolge il procedimento di prevenzione? Così come anche nel procedimento di applicazione delle misure di prevenzione personale, esiste un coordinamento tra i vari organi competenti; in particolare, il Questore e il direttore della Direzione investigativa antimafia hanno l’onere di dare immediata segnalazione alla Procura dell’inizio dell’attività investigativa finalizzata a presentare la proposta.

Per poter formulare una proposta, infatti, occorre svolgere delle indagini a carico dei soggetti ritenuti socialmente pericolosi. Tale attività investigativa è coperta dal segreto, poiché altrimenti potrebbe esservi il rischio di dispersione o occultamento dei patrimoni rispetto ai quali si dovrebbe applicare la misura di prevenzione [7]. Tali indagini possono essere svolte nei confronti del destinatario della misura (definito “proposto“) e di tutte le persone che possono essere coinvolte nel contesto criminale di questi (come ad esempio il coniuge, i figli o coloro che hanno convissuto con lo stesso negli ultimi cinque anni).

Terminate le indagini, qualora ricorrano i presupposti previsti dalla legge e siano stati individuati i beni da sottoporre a sequestro, i soggetti competenti sopra indicati possono avanzare proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale. Nel caso in cui non sono stati individuati beni e non ricorrono i presupposti, il procedimento potrà essere archiviato; se invece non sono stati individuati beni ma ricorrono presupposti (ad esempio la pericolosità sociale del soggetto), potrà essere applicata la sola misura di prevenzione personale.

L’atto di proposta, quindi, potrà riguardare la sola misura patrimoniale o contenere anche la richiesta di una misura di prevenzione personale. Esso sarà iscritto in un apposito registro tenuto presso la Procura della Repubblica, ove vengono annotati i dati del proposto ed i beni sottoposti a sequestro [8].

La proposta dovrà essere poi depositata presso la cancelleria del tribunale del capoluogo del distretto che, se necessario, potrà svolgere attività di indagine integrativa e provvederà, con decreto motivato, entro trenta giorni [9].

note

[1] D. Lgs n. 159/2011.

[2] Art. 1 D. Lgs n. 159/2011.

[3] Artt. 16 – 34 ter D. Lgs n. 159/2011.

[4] Art. 20 D. Lgs n. 159/2011.

[5] Art 24 D. Lgs n. 159/2011.

[6] Art. 17 co. 1 D. Lgs n. 159/2011.

[7] Art. 19 D. Lgs n. 159/2011.

[8] Art. 81 D. Lgs n. 159/2011.

[9] Art. 23 D. Lgs n. 159/2011.


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