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Merce danneggiata nel trasporto: chi paga?

12 Febbraio 2021 | Autore:
Merce danneggiata nel trasporto: chi paga?

Di chi è la responsabilità di un prodotto ordinato su Internet che si rompe o si rovina prima della consegna? Come si deve fare il reclamo per il rimborso?

Hai ordinato su Internet un prodotto un po’ delicato pensando che sarebbero state prese tutte le precauzioni affinché arrivasse a casa tua «sano e salvo». Tuttavia, quando ti è stato consegnato dal corriere, hai firmato la ricevuta, hai aperto il pacco e ti rendi conto che il prodotto è scheggiato, rovinato, nel peggiore dei casi addirittura rotto. Il corriere ormai è andato. E ora? Con chi te la prendi? Se ti ritrovi la merce danneggiata nel trasporto, chi paga?

La prima cosa che temi è che ci sia il solito gioco dello scarico di responsabilità: chi te l’ha venduto darà la colpa al trasportatore dicendo che ha sbattuto il pacco in malo modo, magari nel caricarlo sul furgone o con una guida poco ortodossa. A sua volta, il corriere potrebbe dire di essere stato molto attento e potrebbe dare la colpa a chi ha confezionato il pacco, dicendo che l’imballaggio forse è stato fatto male o che l’oggetto era già danneggiato quando gli è stato dato per la consegna. A chi credere? Ma soprattutto, come venirne a capo e chiedere un rimborso o un risarcimento, sempre che esista questa possibilità?

Certamente, per dare la colpa a qualcuno di aver creato un danno e pretendere il risarcimento o la sostituzione del prodotto, occorre dimostrarlo. Circostanza difficile per chi non c’era né in magazzino al momento dell’imballaggio e del carico della merce sul furgone, né a bordo del mezzo durante il trasporto. L’unica certezza che ha il destinatario è che quando ha aperto il pacco si è trovato la merce danneggiata. Sarà da appurare se il guaio è avvenuto nel trasporto o a monte. Chi paga? E come comportarsi? Vediamo.

Merce danneggiata: la responsabilità del corriere

Per individuare l’eventuale responsabilità del corriere in caso di merce danneggiata nel trasporto, occorre far riferimento alla normativa sulla responsabilità contrattuale applicata ai singoli contratti che riguardano il deposito, la spedizione e il trasporto. Va sottolineato, comunque, che è di vitale importanza anche quello che è stato sottoscritto dalle parti.

A tal proposito, il Codice civile stabilisce che chi non esegue esattamente una prestazione dovuta deve risarcire il danno, a meno che riesca a provare che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità di eseguire correttamente la prestazione per cause a lui non imputabili [1]. Il risarcimento dovrà tenere conto della perdita subita dal cliente, come può essere un mancato guadagno se ne è conseguenza immediata o diretta [2]. Si pensi, ad esempio, a chi ha ordinato un computer per lavorare e, quando scarta il pacco, si rende conto che il pc è danneggiato e che non potrà lavorare nell’immediato.

Va detto, però, che il ruolo del corriere consiste nel ritirare il pacco da consegnare ed assicurarsi che al momento della consegna si trovi nelle stesse identiche condizioni in cui l’ha ricevuto.

Merce danneggiata: il contratto di trasporto

Occorre tenere in considerazione anche quello che prevede il contratto di trasporto di cose. È utile, di nuovo, richiamare il Codice civile, che in merito sancisce: «Il vettore è responsabile della perdita e dell’avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in cui le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l’avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o dal loro imballaggio, o dal fatto del mittente o da quello del destinatario» [3].

È, nel linguaggio del Codice, il concetto che abbiamo espresso poco fa: il corriere è responsabile di ciò che succede al pacco che trasporta da quando lo prende in consegna a quando lo lascia nelle mani del destinatario, a meno che la merce riporti un danno per cause che non dipendono dal corriere stesso. E l’onere della prova sarà a suo carico.

Il Codice è ancora più preciso: «Se il vettore accetta le cose da trasportare senza riserve – si legge ancora nello stesso articolo – si presume che le stesse cose non presentino vizi apparenti d’imballaggio».

Il contratto di trasporto non va confuso con il contratto di spedizione: lo spedizioniere, infatti, si occupa soltanto della parte, diciamo così, burocratica di tutta la pratica, vale a dire: conclude per conto del mandante il contratto di trasporto, sceglie il corriere e gli dice che cosa deve consegnare e dove. Significa che chi si occupa della spedizione, a differenza di chi si occupa del trasporto, non ha alcuna responsabilità sulla sorte della merce durante il viaggio.

Merce danneggiata: conviene ritirarla?

Non sempre è possibile rendersi conto subito del fatto che la merce ordinata su Internet è stata danneggiata nel trasporto. Un conto è vedere il pacco ammaccato o l’imballaggio rotto: lì può venire il sospetto che il prodotto che abbiamo acquistato non sia integro. Un altro conto, invece, è quando l’involucro è praticamente intonso e, quando si va ad aprire, si scopre che è rovinato. Di certo, il corriere non sta ad aspettare che il cliente apra il pacco per verificare il contenuto. Che si fa?

Una delle soluzioni più efficaci è quella di ritirare la merce «con riserv, segnando questa dicitura nella bolla di consegna. In questo modo, il destinatario si riserva, appunto, il diritto di accertarsi in un secondo momento che il contenuto sia integro e non abbia subìto dei danni durante il trasporto. Pensiamo ad uno schermo scheggiato, ad una tastiera con un tasto rotto, ecc. Alcuni corrieri lo accettano a priori, altri solo se il pacco è esternamente ammaccato. A questo punto, ci sono due possibilità:

  • che il corriere accetti la dicitura «con riserva»: se, al momento di aprire il pacco, si vede che la merce è danneggiata, lo si fa presente al venditore, il quale deve risolvere il problema sostituendo il prodotto con uno nuovo e rivalendosi sul trasportatore;
  • che il corriere non accetti la dicitura «con riserva»: in questo caso, se si avverte che il pacco ha qualche ammaccatura conviene non accettare il ritiro e rispedire la merce al mittente.

Merce danneggiata: si può chiedere il rimborso?

Se non è stata fatta un’assicurazione sul trasporto della merce ordinata (scelta che si può sempre valutare) ed il prodotto è arrivato a casa danneggiato, è possibile chiedere il rimborso del danno subìto seguendo questa procedura.

Occorre fare un reclamo scritto utilizzando il modulo che praticamente tutti i corrieri mettono a disposizione sui loro siti ed inviarlo via Internet, tramite Pec (posta elettronica certificata), oppure, dopo averlo stampato e compilato, via raccomandata a/r. Il reclamo va effettuato entro un minimo di 14 giorni ed un massimo di 8 mesi a seconda del tipo di servizio.

Al modulo del reclamo si dovranno allegare:

  • la descrizione della merce danneggiata, con il relativo valore;
  • la prova di acquisto (la ricevuta di pagamento, la conferma dell’ordine, ecc.);
  • una fotografia o un video dello stato in cui si trovava la merce quando è stato aperto il pacco.

L’entità del rimborso dipenderà dal servizio effettuato e dai termini e condizioni applicati dal corriere nel contratto di trasporto.


note

[1] Art. 1218 cod. civ.

[2] Art. 1176 cod. civ.

[3] Art. 1693 cod. civ.


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