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Mutuo in corso: come liberarmi?

20 Febbraio 2021
Mutuo in corso: come liberarmi?

Pago la meta del mutuo sulla casa che ho acquistato in comunione dei beni con mia moglie, dalla quale mi sono da poco separato legalmente e consensualmente. Vorrei liberarmi da questo obbligo. Come posso procedere?

Gentile Cliente, in relazione al quesito posto e per rispondere allo stesso, è opportuno considerare un dato essenziale: il contratto di mutuo la vincola, innanzitutto e principalmente, nei riguardi della banca mutuataria.

In particolare, la banca non è tenuta a valutare le sue vicende personali e nemmeno gli accordi presi, consensualmente, con sua moglie in sede di separazione.

In base al contratto, pertanto, lei deve restituire il prestito ottenuto, rispettando il piano di ammortamento concordato.

Allo stato attuale, quindi, è possibile prospettare una risoluzione di questo obbligo soltanto soddisfacendo i diritti della banca

Ad esempio, ciò potrebbe avvenire con la restituzione anticipata del finanziamento. Si tratta di un risultato che potrebbe raggiungere con il corrispettivo ricavato dalla cessione dell’intero bene in accordo con sua moglie oppure provvedendo, entrambi, al pagamento del capitale ancora non restituito ovvero liquidando di sua iniziativa la somma ancora dovuta.

Oppure potrebbe cedere la propria quota all’altro comproprietario ed incassare la liberazione dalla banca. A questo riguardo, non dimentichi che l’istituto erogante non è tenuto a liberare il debitore e potrebbe farlo soltanto nell’ipotesi in cui sua moglie fosse ritenuta affidabile nella restituzione delle rate del prestito.

Avrà, però sicuramente compreso che, in tutti casi, sarebbe impossibile sganciarsi dal mutuo, senza un sacrifico economico personale oppure senza il consenso con la sua ex consorte o senza l’approvazione dell’istituto mutuatario.

Pertanto, valuti la possibilità di concordare con la sua ex la soluzione alla predetta esposizione debitoria, nei termini sopra prospettati. Per quanto possa essere complicato, è, senza dubbio, l’unica strada percorribile per trovare un semplice ed immediato rimedio al suo problema.

In alternativa, potrebbe promuovere la liquidazione coattiva del bene [1], attualmente in comunione ordinaria [2], visto che la comunione legale dei coniugi si è sciolta a seguito della separazione [3]. Con il ricavato della vendita pagherebbe la banca/creditore ipotecario.

Tuttavia, in assenza di ogni accordo sarebbe come mandare l’immobile all’asta e ciò non sarebbe il massimo in relazione ai costi di tale procedura e a quanto la stessa consente, concretamente, d’incassare.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 1111 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 8803/2017

[3] Art. 191 cod. civ.


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