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Spostamenti tra regioni: si va avanti con il blocco

11 Febbraio 2021
Spostamenti tra regioni: si va avanti con il blocco

L’intenzione è quella di prorogare il divieto di mobilità almeno fino al 22 febbraio.

Niente unanimità, ma la maggior parte delle Regioni propende comunque per la linea della prudenza. Per questo motivo la proroga del blocco degli spostamenti regionali, anche se non ancora operativa, è da considerare praticamente cosa fatta. Va solo approntato un provvedimento per metterla in pratica.

Lo scoglio più grande, come sempre, era quello del trovare un accordo prima tra le Regioni e poi col Governo. Accordo che ha tutta l’aria di esserci, dato che le Regioni hanno trovato una sintesi – propendono quasi tutte per l’estensione del divieto di mobilità – che sposa in pieno la posizione del ministero della Salute.

«L’orientamento della Conferenza delle Regioni – ha detto il presidente Stefano Bonaccini – è di richiedere di prorogare il decreto legge che vieta gli spostamenti da una Regione all’altra, anche per la zona gialla. Nelle prossime ore comunicherò tale orientamento al ministro Francesco Boccia che aveva chiesto il nostro parere nel corso dell’ultima Conferenza Stato-Regioni, oltre che al presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi».

Il pericolo varianti e la crisi di Governo

Il ministro della Salute Roberto Speranza è un «rigorista» fin dalla prima ora. Tanto più adesso, col pericolo delle varianti del Coronavirus che bisogna tenere sotto controllo e che riguarda più alcune regioni che altre (per approfondire leggi qui: Varianti Covid: ecco dove si trovano in Italia). In questa situazione, favorire proprio adesso gli spostamenti regionali potrebbe equivalere a diffonderle a macchia d’olio.

Non solo. Per Speranza, c’è l’aggravante della situazione politica che, in ogni caso, non può paralizzare un Paese: il ministro della Salute è fermamente convinto che sarebbe un enorme sbaglio far scadere il decreto per inerzia solo perché si è in una fase si transizione, tra un Esecutivo dimissionario e uno in piena formazione.

Tempistica e modalità

Dunque, sarà proroga, ma fino a quando? Non è ancora dato sapere con precisione. Certo è che bisogna agire entro il 15 febbraio, termine ultimo. In caso contrario, se non interverrà un provvedimento, il divieto di muoversi da una regione all’altra cadrà e tornerà possibile spostarsi.

Due le ipotesi attualmente al vaglio: si sta considerando la data del 22 febbraio, con un decreto ponte che traghetti fin lì. L’altra opzione è il 5 marzo, dunque non solo un termine più lungo ma anche coincidenza perfetta con la scadenza del Dpcm attualmente in vigore.

Resta anche da capire come, nella pratica, si tradurrà l’intenzione di prorogare lo stop agli spostamenti regionali. Se il Governo Draghi dovesse tardare a insediarsi – come è ampiamente probabile – la competenza a procedere sarebbe dell’Esecutivo uscente, nello specifico del presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte. Il Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi già domani o dopodomani per mettere a punto la proroga.

Impianti sciistici

Il 15 febbraio è anche la deadline per la riapertura degli impianti sciistici. Anche qui, stesso discorso: in assenza di un provvedimento che intervenga prima a prorogare la chiusura, le piste da sci riapriranno automaticamente.

Molte regioni si sono già attrezzate. Per esempio, la Lombardia, dove il governatore Attilio Fontana ha già emesso un’ordinanza di riapertura degli impianti, per la stessa giornata di lunedì 15 febbraio.

Le presenze giornaliere non potranno oltrepassare il 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti di risalita.

Nuovi colori, Carnevale e San Valentino

Domani, come ogni venerdì, verrà pubblicato il report stilato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dal ministero della Salute. È il documento che contiene i dati cui fare riferimento per stabilire i colori – quindi i livelli di rischio – delle regioni italiane.

Cambiamenti in vista in zona Toscana (che dal giallo passerà all’arancione) e Sicilia (all’inverso, dall’arancione al giallo). Ma le regioni continuano a gestire l’emergenza ognuna col proprio metro. La Sicilia, per esempio, è intenzionata a chiedere un’apertura serale straordinaria dei ristoranti per la sera di San Valentino, così da far prendere una boccata d’ossigeno ai ristoratori, in una data cruciale per gli incassi.

Di orientamento opposto il Veneto e la Campania che, invece, stanno prendendo provvedimenti ancora più restrittivi – come la chiusura dei bar alle 15, anziché alle 18 – volti a contrastare i possibili assembramenti in giornate come quelle di Carnevale, oltre alla festa degli innamorati.



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