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Festa rumorosa in condominio: cosa fare?

12 Febbraio 2021
Festa rumorosa in condominio: cosa fare?

Come tutelarsi in caso di disturbo alla quiete pubblica a causa di un party, della musica alta, delle voci e delle grida degli invitati. 

Uno dei condomini ha organizzato un party e la musica arriva fin negli appartamenti più lontani? Gli schiamazzi, le urla, le risate degli invitati sono assordanti e tutto ciò ti impedisce di riposare? Se non sai cosa fare in caso di festa rumorosa in condominio ecco alcuni chiarimenti che faranno al caso tuo.

Festa rumorosa in condominio: si può denunciare?

Il Codice penale prevede il reato di disturbo alla quiete pubblica che ricorre tutte le volte in cui i rumori, superiori alla normale tollerabilità, creano disturbo al riposo o alle attività delle persone. 

Per far scattare il penale, tuttavia, e quindi per poter sporgere una denuncia, è necessario che le molestie arrivino sino all’orecchio di molte persone e non solo dei più stretti vicini di casa, quelli cioè che hanno l’appartamento confinante con il molestatore. In buona sostanza, il reato sussiste solo se buona parte del palazzo (o anche quelli circostanti) sente il chiasso.

Se così stanno le cose, è possibile denunciare la festa rumorosa in condomino rivolgendosi alla polizia o ai carabinieri. 

Non c’è bisogno di una segnalazione congiunta da parte di tutti i condomini molestati: anche uno solo di questi può rivolgersi alle autorità per chiedere un intervento urgente e per sporgere denuncia.

L’interessato può telefonare alla polizia o ai carabinieri affinché intervengano ed effettuino un intervento sul luogo. Gli agenti, in un apposito verbale, attesteranno l’esistenza della festa rumorosa e il pregiudizio da questa arrecato alla quiete pubblica. 

Quel verbale, che farà piena prova in quanto redatto da pubblici ufficiali, verrà poi trasmesso alla Procura della Repubblica. Lì, nelle settimane successive, verrà nominato un pubblico ministero che, svolte le relative indagini, chiederà che il responsabile venga processato. Nei suoi confronti, si procederà quindi penalmente e, all’esito del giudizio, verrà condannato. L’articolo 659 del Codice penale prevede, per questo reato, l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 309 euro. 

La denuncia non è necessaria: questo perché il reato di disturbo alla quiete pubblica è procedibile d’ufficio. In buona sostanza, è sufficiente la verifica da parte delle autorità per far partire l’azione penale, obbligatoria per lo Stato. 

Come può salvarsi il colpevole? 

La legge prevede il beneficio della non punibilità penale per tutti i reati non abituali, puniti con pena inferiore a cinque anni, a patto che il danno prodotto sia tenue. Quindi, il colpevole potrebbe scampare alla condanna ma non all’eventuale richiesta di risarcimento del danno se la festa ha procurato un pregiudizio alla salute dei condomini (cosa in verità molto difficile da dimostrare).

Tuttavia, se il condomino maleducato è solito fare festini con una certa regolarità e già diverse volte ha creato problemi in condominio, non potrà accedere a tale beneficio e, pertanto, sarà condannato penalmente.

Festa in condominio poco rumorosa: che fare?

Potrebbe infine succedere che la festa sia rumorosa ma non tanto da dare disturbo a tutto il palazzo, cosicché ad essere molestate sono solo una o due famiglie (quelle cioè che vivono vicino al responsabile). In questo caso, non è più possibile denunciare il colpevole perché, come anticipato, il reato di disturbo alla quiete pubblica scatta solo quando il rumore viene potenzialmente avvertito da un numero indeterminato di persone.

Situazioni di questo tipo sono difficilmente tutelabili nel breve periodo perché nessuna autorità è legittimata a intervenire: non è possibile infatti chiamare né i carabinieri o la polizia (proprio perché non sussistono gli estremi di reato), né tantomeno l’amministratore di condominio (che non è legittimato a intervenire nelle controversie tra condomini). Quest’ultimo avrebbe voce in capitolo solo a condizione che, nel regolamento di condominio, sia contenuta una clausola che vieti di fare rumore oltre un certo orario: e ciò perché, tra i suoi compiti istituzionali, vi è proprio quello di presiedere al rispetto del regolamento medesimo.

Dunque, quando la festa in condominio non è particolarmente rumorosa non c’è altra tutela se non quella di inviare una diffida scritta al colpevole, anticipandogli l’avvio di un’azione legale. A tal fine, si potrà – tramite un avvocato e anticipando le relative spese legali – avviare un giudizio d’urgenza affinché il tribunale ingiunga al condomino di non ripetere più le condotte moleste. Si tratta di un procedimento d’urgenza nel corso del quale però non sarà possibile chiedere un risarcimento. Il risarcimento dovrà essere domandato in un’ulteriore – e molto più lunga – causa, sempre a patto che il condomino riesca a dimostrare un danno effettivo e non solo ipotetico. 



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