Bonus pc, controlli Isee in corso: cosa si rischia

11 Febbraio 2021
Bonus pc, controlli Isee in corso: cosa si rischia

Chi attesta un indicatore della sua situazione economica non corrispondente alla realtà rischia grosso, oltre ad essere tagliato fuori dall’agevolazione.

Niente contributo a chi fa il «furbo», attestando un Isee entro i ventimila euro solo per accaparrarsi il bonus Internet e pc. Mentire non conviene: chi lo fa e viene scoperto può ritrovarsi a pagarne duramente le conseguenze. Può infatti rischiare addirittura la reclusione fino a sei anni. È quanto prevede la legge per il reato di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale.

L’altro reato potenzialmente configurabile è quello di uso di atto falso, che prevede pene minori perché meno grave, dal momento che consiste nell’utilizzo di documentazione non più attuale/veritiera (per approfondire leggi qui: Isee falso: cosa si rischia?).

Inoltre, il Testo unico sulla Documentazione amministrativa prevede anche la decadenza dal beneficio: del resto, sarebbe ingiusto che chi si è procurato un vantaggio con un atto non conforme al vero continuasse a godere di quello stesso vantaggio illegittimo. In poche parole: niente più bonus per chi viene scoperto. Il contributo viene revocato e dev’essere restituita la cifra percepita fino a quel momento.

I controlli sono iniziati dal 21 dicembre 2020, poco più di un mese e mezzo dopo la partenza del bonus (le domande si sono potute presentare dal 9 novembre 2020). Le verifiche sono di competenza di Infratel Italia – Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia S.p.A., società pubblica italiana attiva nel settore delle telecomunicazioni per il Ministero dello sviluppo economico (Mise).

Settantamila i contributi erogati fino a questo momento, per la concessione dei quali la presentazione dell’Isee è fondamentale: hanno diritto al bonus fino a 500 euro solo le famiglie con Isee massimo di ventimila euro (in una seconda fase è prevista un’estensione a cinquantamila euro).

Compito di Infratel, dunque, è accertarsi che chi ha fatto domanda abbia i requisiti e cioè, in particolare, abbia dichiarato la verità a proposito dell’Isee, che va attestato con autocertificazione.

I controlli vengono eseguiti a campione, collegandosi ai sistemi informatici dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps) per verificare tutti i dati inerenti al reddito di chi ha fatto richiesta del contributo.

Lo sconto è finalizzato a far sì che anche i nuclei familiari meno digitalizzati possano dotarsi di una connessione a Internet ultra veloce (almeno 30 Megabit al secondo) e, al tempo stesso, anche di un tablet o di un computer.

L’importo arriva a un massimo di 500 euro: almeno 200 euro per il collegamento a Internet, il resto della somma (tra 100 e 300 euro) è invece destinata al contestuale acquisto di un computer o di un tablet attraverso i quali sfruttare la connessione.

Le richieste per accedere all’agevolazione possono essere presentate entro il 21 ottobre 2021, previa registrazione al portale Infratel Italia del Mise.

Oltre alla Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), che serve per attestare che il proprio Isee non oltrepassa i ventimila euro, è necessario essere in possesso di un documento di identità valido e dichiarare che nessun componente della famiglia ha già ottenuto il bonus (per approfondire leggi qui: Bonus Internet e pc: come ottenerlo da oggi).



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