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Per un solo spinello non si perde il posto al concorso pubblico


Per un solo spinello non si perde il posto al concorso pubblico

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 febbraio 2014



Il semplice ammonimento da parte della prefettura per il consumo occasionale di cannabis non comporta l’automatica esclusione dal concorso pubblico, anche se si tratta di un posto nelle forze dell’ordine: non viene meno, infatti, il requisito di moralità.

Uno spinello si può anche perdonare. Parola del Tar Lazio che, con una recente sentenza [1], ha stabilito che un unico episodio di consumo di marijuana, cui poi sia scattato l’ammonimento da parte della Prefettura, non pregiudica la possibilità per il colpevole di partecipare a un concorso pubblico, anche se si tratti di un posto nelle forze dell’ordine.

Insomma, secondo i giudici, il fatto di aver fumato una “canna” non fa venir meno quel requisito di “moralità” nel candidato che è condizione per la sua partecipazione al concorso, per poi essere assunto nella pubblica amministrazione.

L’uso di sostanze stupefacenti – dice il TAR – se non accompagnato dallo spaccio, non esclude il candidato dalla possibilità di conseguire una posizione di lavoro.

Nel caso di specie, il candidato aveva subìto il semplice ammonimento da parte della Prefettura a non far più uso di sostanze stupefacenti o psicotrope [2]. Ebbene, per il Tribunale laziale tale il provvedimento dall’amministrazione non può costituire motivo per escludere il candidato dalla possibilità di partecipare a un concorso pubblico e, in caso di vittoria, conseguire poi il posto di lavoro, anche se si tratta delle forze di polizia, nonostante la particolare natura delle funzioni di tale corpo.

La ragione per cui chi fa uso di sostanze stupefacenti non può partecipare a concorsi ed essere poi assunto nella P.A. non è la presenza di un comportamento saltuario (e peraltro abbastanza lontano nel tempo) ma di un comportamento ripetuto nel tempo e con continuità tale da far presumere una possibile ripetizione di tale condotta.

Insomma, la semplice assunzione di sostanze stupefacenti non accompagnata dallo spaccio non può, in mancanza di ulteriori elementi negativi, determinare l’assenza del requisito della moralità ai fini dell’ammissione a un pubblico impiego.

note

[1] Tar Lazio sent. n. 675/2014.

[2] Procedimento ex art. 75 Dpr 309/90.

Autore immagine: 123rf.com

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