Diritto e Fisco | Articoli

Liquidazione coatta amministrativa: cos’è?

8 Giugno 2021 | Autore:
Liquidazione coatta amministrativa: cos’è?

La legge prevede che si possa procedere alla liquidazione del patrimonio di particolari categorie di imprese e alla loro conseguente eliminazione dal mercato tramite una specifica procedura concorsuale.

Quando il dissesto economico di un’impresa ha notevoli ripercussioni sociali per via dell’impegno diretto assunto dallo Stato oltre che per l’importanza degli interessi che la stessa tutela, la legge prevede l’applicazione di un istituto determinato, denominato liquidazione coatta amministrativa. Cos’è e per quali categorie di imprese è prevista tale procedura concorsuale? Si tratta di uno strumento alternativo al fallimento, il quale comporta la liquidazione dei beni dell’impresa al fine di soddisfare le pretese dei creditori rispettando il principio della par conditio creditorum.

Altresì, si contraddistingue per una finalità pubblicistica in quanto tutela l’interesse pubblico connesso alla natura o all’attività dell’impresa, tanto che si può applicare solo ad alcune categorie di enti, aziende o società predeterminate dalla legge. L’istituto è regolamentato in parte dalla legge fallimentare ed in parte da leggi speciali.

Liquidazione coatta amministrativa: come si differenzia dal fallimento

La liquidazione coatta amministrativa è simile alla procedura fallimentare, dalla quale, però, si contraddistingue per l’organo competente a disporla, che nella specie è un’autorità amministrativa anziché il tribunale. Inoltre, cambiano i presupposti per l’adozione del relativo provvedimento di liquidazione.

Non basta, infatti, che sia presente solo uno stato d’insolvenza ma devono esserci anche:

  • la violazione di norme o atti amministrativi che comportano gravi irregolarità di gestione;
  • ragioni di pubblico interesse.

Un’altra differenza è data dal tipo di imprese che possono essere assoggettate alla procedura, per alcune delle quali non è possibile ricorrere al fallimento. Peraltro, tali imprese sono espressamente individuate da leggi speciali e si caratterizzano per l’esercizio di un’attività di rilevanza pubblicistica, per operare in settori assoggettati a controllo pubblico oppure per la gestione di ingenti mezzi finanziari affidati alla collettività.

Ad esempio, si tratta di:

  1. banche e società facenti parte di un gruppo bancario [1];
  2. imprese di assicurazione [2];
  3. società cooperative e consorzi di cooperative [3];
  4. monte titoli, Sim (Società di intermediazione mobiliare) e Sicav (Società di investimento a capitale variabile) [4];
  5. casse rurali ed artigiane e consorzi agrari [5].

A proposito delle banche, è opportuno evidenziare che possono essere sottoposte solo a liquidazione coatta amministrativa ma non anche a fallimento, mentre le società cooperative possono essere assoggettate ad entrambe le procedure concorsuali. In tale ipotesi, la legge fallimentare prevede che se vi è prima la dichiarazione di fallimento, questa preclude la liquidazione coatta amministrativa, mentre se vi è prima il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa, questo preclude la dichiarazione di fallimento [6].

Quali sono gli organi della liquidazione coatta amministrativa

In presenza dei requisiti previsti dalla legge per l’assoggettabilità di un’impresa alla liquidazione coatta amministrava, l’organo deputato ad emettere il relativo provvedimento di liquidazione è un’autorità amministrativa.

La legge fallimentare prevede la nomina da parte di quest’ultima, di un commissario liquidatore, ovvero di tre commissari, laddove l’importanza dell’impresa lo consigli, e di un comitato di sorveglianza [7].

Per quanto attiene ai compiti di tali organi, va detto che:

  1. l’autorità amministrativa ha una funzione di indirizzo e vigila sull’attività del commissario liquidatore mediante i ragguagli del comitato di sorveglianza;
  2. il commissario liquidatore amministra il patrimonio dell’impresa, autorizza gli atti di straordinaria amministrazione, esercita le competenze che nel fallimento sono proprie del giudice delegato, nomina i legali per cause attive o passive, esercita le azioni revocatorie, prosegue l’attività d’impresa, previa autorizzazione dell’autorità di vigilanza ed esercita l’azione sociale di responsabilità contro gli amministratori dell’impresa sottoposta alla liquidazione. Il commissario liquidatore è un pubblico ufficiale e la responsabilità di tale organo è sottoposta allo stesso regime che si applica al curatore fallimentare;
  3. il comitato di sorveglianza svolge funzioni consultive e di controllo. Può essere composto da tre o cinque membri, scelti tra persone esperte nel ramo di attività esercitato dall’impresa;

Come si svolge la procedura di liquidazione coatta amministrativa

La procedura di liquidazione coatta amministrativa è analoga a quella del fallimento, articolandosi in più fasi che, in modo estremamente sintetico, possono così essere schematizzate:

  • inizio, che avviene con la pronuncia di un provvedimento di liquidazione dell’autorità amministrativa. Entro 10 giorni, il predetto provvedimento deve essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a cura dell’autorità che lo ha emesso e comunicato per l’iscrizione al registro delle imprese;
  • accertamento del passivo, per cui entro 90 giorni dalla data del provvedimento di liquidazione e salvo che le leggi speciali prevedano un termine diverso, il commissario forma l’elenco dei crediti ammessi o respinti e delle domande accolte o respinte, depositandolo nella cancelleria del luogo ove l’impresa ha la sede principale, previa trasmissione a coloro la cui pretesa non sia in tutto o in parte ammessa a mezzo posta elettronica certificata [8]. Una volta depositato in cancelleria, l’elenco diventa esecutivo. Per le impugnazioni, le domanda tardive di crediti e quelle di rivendica e restituzione si applicano le medesime norme previste per il fallimento [9];
  • liquidazione dell’attivo, di competenza del commissario liquidatore, che vi procede in massima autonomia tranne che per la vendita in blocco dei beni immobili e mobili, per la quale necessita dell’autorizzazione dell’autorità amministrativa di vigilanza e previo parere del comitato di sorveglianza [10];
  • distribuzione delle somme ai creditori, che avviene successivamente alla liquidazione dell’attivo, secondo l’ordine prescritto dalla legge fallimentare [11]. Il commissario liquidatore può distribuire acconti parziali a tutti i creditori o solo ad alcuni di essi, anche se non sono state ancora realizzate tutte le attività ed accertate tutte le passività, previo parere del comitato di sorveglianza e con l’autorizzazione dell’autorità amministrativa di vigilanza;
  • chiusura della liquidazione. Il commissario liquidatore una volta eseguite le ripartizioni parziali e comunque prima dell’ultimo riparto ai creditori, presenta all’autorità di vigilanza, il bilancio finale della liquidazione con il conto della gestione, il piano di riparto tra i creditori e una relazione del comitato di sorveglianza [12]. L’autorità autorizza il deposito di detta documentazione in cancelleria. Dell’avvenuto deposito spetta al commissario liquidatore darne comunicazione ai creditori ammessi al passivo [13], mentre l’autorità ne provvede all’inserzione nella Gazzetta Ufficiale e nei giornali designati. Se non vengono presentate contestazioni, nei modi e nei tempi prescritti dalla legge, il bilancio, il conto di gestione e il piano di riparto si intendono approvati. Quindi, il commissario liquidatore provvede alla distribuzione finale delle somme tra i creditori [14].

note

[1] D. Lgs. n. 385/1993.

[2] D. Lgs. n. 174/1995.

[3] Art. 2540 cod. civ. e L. n. 400/1975.

[4] L. n. 286/1983, D. Lgs. n. 415/1996, D. Lgs. n. 94/1992.

[5] R.D. n. 1706/1937, D. L. n. 1235/1948.

[6] Art. 196 L. F.

[7] Art. 198 L. F.

[8] Art. 209 L. F.

[9] Artt. 98, 99, 101 e 103 L. F.

[10] Art. 210 L. F.

[11] Art. 111 L. F.

[12] Art. 213 L. F.

[13] Art. 207 co. 4 L. F.

[14] Art. 117 L. F. e artt. 2495 e 2496 cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube