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Covid: prossimi divieti e riaperture

12 Febbraio 2021 | Autore:
Covid: prossimi divieti e riaperture

Niente spostamenti tra le Regioni fino al 5 marzo, da lunedì si torna a sciare. Nel nuovo Dpcm si attende la fine del coprifuoco e la ripresa di cinema e teatri.

Dovrebbe essere l’ultimo colpo di coda del Governo Conte. E questa volta non solo per volere dei ministri uscenti della Salute e degli Affari regionali, Roberto Speranza e Francesco Boccia, ma dietro sollecitazione degli stessi governatori. In vista della scadenza prevista per lunedì del decreto sulle misure di contenimento del Covid, oggi ne arriverà uno nuovo che rinnoverà il divieto di spostamento tra le Regioni, anche tra quelle gialle, fino al 5 marzo. Anche se i più ottimisti sostengono che si potrebbe anticipare il termine. Sarà difficile.

Perché il 5 marzo? Perché in questo modo si fa coincidere la scadenza del decreto atteso per oggi con quella del Dpcm attualmente in vigore. Dopodiché, il Governo Conte si farà da parte e passerà il testimone al nuovo Esecutivo, affinché sia la squadra di Mario Draghi a decidere che cosa devono e non devono fare gli italiani da quella data in poi.

Sia chiaro: i governatori non chiedono solo di prolungare il divieto di spostamento per frenare la crescita di contagi ed evitare di dover attivare delle zone rosse locali, ma spingono anche verso la riapertura graduale di alcune attività nei territori che riescono a garantire la permanenza in zona gialla almeno per tre settimane. Lo hanno detto all’ultima Conferenza Stato-Regioni che si è tenuta in questi giorni. In vista del nuovo Dpcm che dovrebbe essere firmato questa volta da Draghi tra meno di un mese, si chiede, ad esempio, di riaprire i musei anche nei weekend con ingressi scaglionati su prenotazione, così come di riprendere l’attività in cinema e teatri durante la settimana, magari mettendo un limite di pubblico in sala.

Il nuovo Dpcm potrebbe anche sancire la fine del coprifuoco alle 22 e delle limitazioni sulle visite a parenti e amici, oggi vincolate ad un massimo di due persone con figli minori di 14 anni. Molto probabile che venga rivisto perfino tutto il meccanismo dei colori messo in piedi dal Governo Conte verso la fine dello scorso anno dietro il suggerimento del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità. C’è chi è pronto a scommettere che le attuali quattro zone (considerando anche quella bianca in cui non è mai entrata una sola Regione) possano diventare di meno.

Intanto, la «paletta» dei colori è ancora in mano al ministero e ai presidenti delle Regioni, che dipingeranno di arancione la Toscana, l’Abruzzo e forse anche il Friuli da domenica, giorno di San Valentino. Significa che gli innamorati di Firenze, l’Aquila o Trieste dovranno fare aperitivo e cenetta a lume di candela a casa, perché bar e ristoranti saranno chiusi. Ancora maggiore intimità per le coppie dell’Umbria, destinata a diventare zona rossa con tutto chiuso in giro, mentre in Sicilia si potrebbe festeggiare San Valentino in un ristorante in riva al mare, visto che l’isola dovrebbe tornare in giallo.

Confermata, invece, la riapertura delle piste da sci da lunedì 15 febbraio, ma con ingressi contingentati al 30% e la possibilità di accedere solo per il turismo di prossimità e per i proprietari delle seconde case. Si parte da Lombardia e Piemonte, poi sarà il turno di Veneto e Trentino.



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