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Cosa fare se il condannato non rispetta l’ordine del giudice civile?

20 Febbraio 2021
Cosa fare se il condannato non rispetta l’ordine del giudice civile?

Il giudice ha condannato una persona, comproprietaria di un immobile, a reintegrare nel possesso gli altri comproprietari che di fatto venivano esclusi dal godimento dell’immobile. Cosa fare considerato che il condannato non rispetta il provvedimento di reintegra nel possesso emanato dal giudice e continua ad impedire agli altri comproprietari l’utilizzo dell’appartamento?

Le vie concretamente praticabili nel caso di mancata ottemperanza rispetto ad una misura cautelare disposta dal giudice civile sono le seguenti:

  • denunciare il responsabile ai sensi dell’articolo 388, 2° comma, del Codice penale che punisce chi “elude l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile…che prescriva misure cautelari a difesa della proprietà, del possesso o del credito”;
  • chiedere, ai sensi dell’articolo 669 duodecies del Codice di procedura civile, allo stesso giudice che ha concesso la misura cautelare (di reintegrazione del possesso) di indicare le concrete regole di attuazione del provvedimento emesso, se questa indicazione non fosse già contenuta nell’ordinanza emanata.

Preciso che il reato di “Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice” contemplato dall’articolo 388 del Codice penale e, in particolare, l’ipotesi di reato sopra descritta prevista dal comma 2° dell’articolo citato:

  • prevede per il soggetto riconosciuto colpevole la pena della reclusione fino a tre anni o la multa da 103 a 1.032 euro;
  • si realizza se l’obbligo contenuto nell’ordinanza di reintegrazione (e che non viene adempiuto dall’obbligato) non può essere coattivamente eseguito ma necessiti, per essere adempiuto, della indispensabile collaborazione della persona obbligata (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n. 11.952 del 13 marzo 2017 e con sentenza, a Sezioni Unite, n. 36.692 del 27 settembre 2007).

Aggiungo che ai fini dell’attuazione del provvedimento cautelare (articolo 669 duodecies del Codice di procedura civile), parte della dottrina e parte della giurisprudenza ritengono possibile chiedere ed ottenere dallo stesso giudice che ha concesso l’ordinanza cautelare, e proprio in sede di attuazione della misura cautelare, le misure di coercizione diretta previste dall’articolo 614 bis del Codice di procedura civile.

Parte della dottrina e della giurisprudenza ritengono cioè possibile che la parte interessata chieda al medesimo giudice che ha emesso l’ordinanza cautelare (anche di reintegrazione del possesso) in sede di attuazione ed ai sensi dell’articolo 614 bis del Codice di procedura civile:

  • di fissare la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva oppure per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento.

Ribadisco che non tutta la dottrina e non tutta la giurisprudenza ritiene applicabile l’articolo 614 bis del Codice di procedura civile ai provvedimenti cautelari, ma ciò non toglie che possiate ugualmente tentare di chiedere al giudice di emettere, in sede di attuazione dell’ordinanza cautelare già concessa, le misure previste dall’articolo 614 bis stabilendo la somma di denaro che il soggetto obbligato dovrà pagare per ogni sua violazione o inosservanza rispetto al comando a lui diretto contenuto nell’ordinanza di reintegrazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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