L’esperto | Articoli

Depressione e visita fiscale: ultime sentenze

12 Febbraio 2021
Depressione e visita fiscale: ultime sentenze

Visita domiciliare di controllo dell’Inps e malattia dovuta a sindrome ansioso-depressiva. 

Deve ritenersi illegittima per violazione del principio di proporzionalità la sanzione del licenziamento adottata per assenza a visita domiciliare di controllo nei confronti di lavoratrice affetta da sindrome ansioso depressiva che soffra di amnesie, attesa da un lato la differenza, sul piano della gravità, dell’assenza in giustificata dal servizio rispetto all’assenza a visita di controllo; dall’altro l’esigenza di valorizzare lo stato soggettivo della lavoratrice (in particolare il giudice di merito aveva rilevato che la patologia di cui sopra e l’esistenza di controlli ambulatoriali positivi deponevano per la mancanza di qualsiasi intenzione di sottrarsi ai controlli).

Cassazione civile sez. lav., 17/08/2001, n.11153

L’art. 1334 c.c. sulla efficacia degli atti unilaterali è applicabile a tutte le dichiarazioni ricettizie dirette ad una determinata persona e quindi anche alla comunicazione del lavoratore dipendente assente per malattia diretta a render noto al datore di lavoro il cambiamento del suo recapito, al fine di rendere possibili i controlli sulla giustificatezza dell’assenza. (Nella specie, un impiegato di banca assente dal lavoro per una denunciata sindrome depressiva ansiosa, recatosi in una località brasiliana per asserito consiglio del suo neuropsichiatra, aveva comunicato un cambiamento di albergo con telegramma non pervenuto alla datrice di lavoro, la quale gli aveva comminato la sanzione della destituzione addebitandogli di avere reso impossibile la visita di controllo; il giudice di merito, con sentenza confermata dalla S.C., aveva rigettato l’impugnativa del licenziamento, ritenendo da un lato il lavoratore oggettivamente inadempiente all’obbligo di comunicazione del recapito, e, dall’altro, che l’elemento dell’avvenuta spedizione della comunicazione nelle circostanze concrete non era idonea ad escludere sufficientemente la gravità del comportamento sul piano soggettivo, dato che la spedizione da uno Stato molto lontano e considerazioni sulla affidabilità del mezzo prescelto avrebbero richiesto quanto meno una telefonata di verifica al datore di lavoro, e alla compromissione del rapporto fiduciario concorrevano precedenti specifici).

Cassazione civile sez. lav., 09/10/1998, n.10036

In base all’art. 5 n. 14 della l. 11 novembre 1983 n. 638 il lavoratore assente alla visita di controllo senza giustificato motivo decade dal diritto al trattamento economico, essendo assoggettato all’onere di consentire attraverso la visita di controllo la verifica dell’esistenza stessa della malattia (nella specie essendo il lavoratore affetto da sindrome depressiva, che giustificava pertanto la sua assenza dal domicilio ed essendo stata la sua affezione accertata poco tempo dopo la visita che lo trovava assente, ha diritto al pagamento dell’indennità di malattia da parte dell’INPS).

Pretura Taranto, 06/12/1984

In tema di assenza dal lavoro per malattia e di conseguente decadenza del lavoratore dal diritto al relativo trattamento economico per l’intero periodo dei primi dieci giorni di assenza per ingiustificata sottrazione alla visita di controllo domiciliare, ai sensi dell’art. 5, comma 14, del d.l. n. 463 del 1983, conv. nella l. n. 638 del 1983 (norma dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte costituzionale con sentenza n. 78 del 1988), l’effettuazione da parte del lavoratore di una successiva visita ambulatoriale confermativa dello stato di malattia, ancorché avvenuta prima della scadenza di tale periodo, non vale ad escludere la perdita del diritto al trattamento economico ma ha la sola funzione di impedire la protrazione degli effetti della sanzione della decadenza per il periodo successivo ai suddetti primi dieci giorni, atteso che l’osservanza dell’onere posto a carico del lavoratore di rendersi reperibile presso la propria abitazione non ammette forme equivalenti di controllo.

Cassazione civile sez. VI, 07/07/2020, n.13980



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. La mia ex moglie è caduta in depressione dopo la nostra rottura. Ora, io non sono stato la causa ma credo che questa sia stata una delle numerose componenti che hanno forse contribuito al suo stato depressivo. Mi ha parlato di alcune situazioni spiacevoli al lavoro come atteggiamenti di mobbing da parte dei suoi colleghi e a questo si è aggiunto anche lo scontro con nostro figlio che dopo la nostra separazione si è chiuso in sé stesso ed ha colpevolizzato la madre… Insomma, talvolta il nostro cervello è come un velo di cipolla e un insieme di situazioni possono far crollare psicologicamente una persona. Ora, lei è in cura da uno specialista e sta cercando di risolvere anche con il lavoro, ma sicuramente è frustrante. Io cerco di starle vicino lo stesso perché non vorrei possa avere qualche brutto istinto suicida

  2. Ci sono situazioni in cui non sempre riusciamo a cogliere le richieste di aiuto delle persone a noi care e ci rendiamo conto del malessere di una persona quando è ormai troppo tardi purtroppo. Un mio vicino di casa aveva un’azienda e aveva contratto tanti debiti. Insomma, si sentiva perseguitato da creditori, dalla banca e dal peso dei suoi collaboratori e dalla sua famiglia. Insomma, è arrivato al gesto estremo… Nonostante fosse circondato da affetto, il periodo che stava affrontando era più grande di lui e la depressione è un disturbo che se non curato o riconosciuto può avere in un attimo di raptus conseguenze tragiche

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube