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Miscellanea Avvocati: sempre più “falsi d’autore” con titolo in Spagna

Miscellanea Pubblicato il 7 febbraio 2014

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Legali senza esame made in Spain: per il CNF, il turismo estero per l’abilitazione professionale mette a serio rischio la qualità degli avvocati italiani e il servizio offerto alla clientela. L’11 febbraio si deciderà la sorte degli abogados.

Per qualcuno è uno stratagemma per aggirare un esame di Stato che non si riesce a superare; per altri è un diritto – come qualsiasi altro – di ciascun cittadino europeo. Fatto sta che sempre più giovani buttano la spugna già al secondo tentativo e scelgono la via facile dell’abilitazione professionale all’estero, dove non c’è alcun esame. Tra questi Paesi la Spagna (scelta nell’83% dei casi) e la Romania (nel 4%).

Secondo il CNF ben il 92% degli avvocati iscritti nell’elenco degli avvocati stabiliti è di nazionalità italiana. Gli Ordini forensi che contano il maggior numero di avvocati stabiliti di nazionalità italiana, iscritti nell’elenco speciale, sono Roma (1.058), Milano (314), Latina (129) e Foggia (126).

Ad avviso del Cnf, la direttiva comunitaria sulla libertà “di stabilimento[1] è diventata lo strumento utilizzato da parte di tanti aspiranti avvocati italiani per eludere la disciplina interna e, in particolare, per sottrarsi all’esame necessario per poter acquisire la necessaria abilitazione all’esercizio della professione forense in Italia.

In particolare, tale direttiva sul diritto di stabilimento consente agli avvocati comunitari di svolgere l’attività forense in uno Stato europeo diverso da quello nel quale hanno ottenuto il titolo professionale. Se lo scopo (condivisibile) di tale normativa è quello di promuovere la libera circolazione degli avvocati europei, essa di fatto viene utilizzata per mandare avanti anche chi “non ce la fa con l’esame” in Italia.

Addirittura sono nate molteplici associazioni e/o scuole volte unicamente ad assistere il candidato nell’iter volto a ottenere il titolo abilitativo all’estero: insomma, come con i tour operator, si vende un vero e proprio “pacchetto professionale” per chi decide di intraprendere questa strada.

“È evidente che queste pratiche falsano la corretta concorrenza tra avvocati nei Paesi Ue, ma soprattutto mettono a rischio i diritti dei cittadini che si affidano a questi professionisti per la loro tutela” ha detto Andrea Mascherin, consigliere segretario del Cnf.

“I giovani aspiranti avvocati italiani che seguono la corretta procedura dell’esame di abilitazione sono svantaggiati rispetto a coloro che ottengono il riconoscimento di un titolo acquisito all’estero con scorciatoie e furbizie”.

Ultimo rischio, ma certo il più rilevante, è che questa crescita patologica metta in pericolo la qualità professionale delle prestazioni professionali e dunque i diritti dei cittadini.

Così il Cnf ha provato un’attività di contrasto contro tali pratiche ritenute “abusive”. In particolare pende un importante rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia delle Comunità europee. La Corte si pronuncerà tra pochissimi giorni (il prossimo 11 febbraio) e l’udienza deciderà, in modo definitivo, le sorti di tutti gli abogados e degli avocat [2]. In ogni caso, non molto tempo fa l’Antitrust aveva già condannato le restrizioni imposte agli abogados dagli ordini forensi (leggi l’articolo: “Consigli dell’Ordine condannati per ostacolare gli abogados”).

note

[1] Direttiva 98/5/CE, recepita in Italia col decreto legislativo 2 febbraio 2001 n. 96.

[2] C. Giust. UE, cause Torresi C-58/13 e C-59/13.


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2 Commenti

  1. siete ridicoli, invece uno spagnolo che viene i Italia a stabilirsi è più valido vero? Però lui non è italiano e quini va bene! LA CASTA HA ROTTO! DEVE LASCIARCI LAVORARE IN SANTA PACE, E’ UN NOSTRO DIRITTO SANCITO DALL’UE.

  2. si riovlgono all estero per l abilitazione perchè purtroppo in italia c’è uno schifo.. on si tratta di un esame.. si tratta di essere figli di.. nipoti di.. cugini del politico.. non è un esame “lecito” ma purtroppo un esame “corrotto” “illecito” qsto dell italia.. a mio parere dovrebbero proprio eliminarlo l esame.. non basta la laurea????!! ma per carità ke è tutto un business..

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