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I documenti per il matrimonio religioso

11 Giugno 2021
I documenti per il matrimonio religioso

Cosa occorre per sposarsi in chiesa: dal certificato di nascita all’attestato del corso prematrimoniale.

Il tuo fidanzato ti ha chiesto di sposarlo e non vedete l’ora di iniziare una vita insieme. Le cose da organizzare, però, sono tantissime: il numero degli invitati, la lista nozze, il ristorante, la luna di miele, l’abito da sposa, il fioraio, ecc. Insomma, non c’è tempo da perdere.

In questo articolo, ti spiego quali sono i documenti per il matrimonio religioso. Devi sapere che, prima di compiere il grande passo, è necessario raccogliere una serie di certificati che attestino, in particolare, la partecipazione al corso prematrimoniale, i sacramenti ricevuti (come battesimo e cresima) e lo stato libero ecclesiastico. Una volta consegnata e verificata la documentazione, si procede con le pubblicazioni al fine di rendere nota la volontà di sposarsi. Di conseguenza, chi è a conoscenza di un impedimento può opporsi alle nozze. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il matrimonio religioso?

Si parla di matrimonio religioso (o meglio “matrimonio concordatario”) quando la celebrazione avviene in chiesa dinanzi al parroco e alla presenza dei testimoni. In tal caso, l’atto viene trasmesso all’ufficiale di Stato civile per trascriverlo nell’apposito registro.

Per accedere al matrimonio religioso è necessario che i nubendi siano:

  • maggiorenni. In determinati casi, tuttavia, la legge consente anche al minorenne la possibilità di sposarsi purché abbia compiuto 16 anni e sia autorizzato dal tribunale;
  • capaci di intendere e di volere: requisito necessario per esprimere un consenso consapevole;
  • liberi, nel senso che non devono essere già sposati con altre persone;
  • eterosessuali. Nel nostro ordinamento, infatti, le coppie dello stesso sesso possono accedere solamente all’unione civile.

Inoltre, la legge richiede che la coppia non abbia legami di parentela, affinità, adozione o affiliazione e che nessuno dei due sia stato condannato per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro sposo.

I documenti per il matrimonio religioso

Per contrarre il matrimonio religioso occorre la seguente documentazione:

  • certificato di nascita;
  • certificato di residenza;
  • certificato di cittadinanza;
  • certificato di battesimo per attestare che i nubendi abbiano ricevuto il sacramento. Se uno dei due ha difficoltà a reperire tale documento, allora è possibile recarsi dal parroco insieme ad una persona (di fede cristiana) che confermi il ricevimento del battesimo;
  • certificato di cresima: da richiedere alla parrocchia in cui si è svolta la cerimonia;
  • certificato di stato libero ecclesiastico: necessario per attestare che gli sposi non siano già vincolati da un precedente matrimonio;
  • attestato di partecipazione al corso prematrimoniale: chi vuole sposarsi con rito cattolico ha l’obbligo di frequentare un corso presso una delle parrocchie di provenienza oppure in una terza a scelta. La durata di tale corso, di solito, non supera i due mesi;
  • nulla osta ecclesiastico: da richiedere alla Curia se gli sposi vogliono contrarre matrimonio presso una parrocchia differente dalla propria o fuori dal Comune di residenza.

Matrimonio religioso: le pubblicazioni

Prima della celebrazione del matrimonio religioso, è necessario richiedere le pubblicazioni allo scopo di rendere pubblica la volontà di sposarsi. In questo modo, chi è a conoscenza di qualche impedimento alle nozze (ad esempio, uno dei due nubendi è già sposato con qualcun altro) può presentare un’opposizione depositando un ricorso in tribunale.

Una volta prodotta e verificata la documentazione vista poc’anzi, il parroco deve avere un colloquio con la coppia per accertare l’effettiva volontà di contrarre il matrimonio. Successivamente, rilascia la richiesta di pubblicazioni da presentare all’ufficio anagrafe del Comune di residenza di uno dei due sposi. Qualora l’ufficiale di Stato civile riscontri la presenza di un impedimento al matrimonio, deve rilasciare un certificato con i motivi di rifiuto oppure chiedere chiarimenti supportati da idonea documentazione.

Ottenute le pubblicazioni, queste vengono esposte sia sull’albo pretorio online sia in parrocchia per ben 8 giorni ed hanno una validità pari a 6 mesi. In altre parole, il matrimonio deve essere celebrato entro 180 giorni, altrimenti le pubblicazioni perdono efficacia e bisognerà rifare tutto da capo.

Matrimonio religioso: celebrazione e trascrizione

Come ti ho già anticipato, il matrimonio religioso viene celebrato in chiesa dal sacerdote, il quale nel corso della cerimonia, deve leggere agli sposi gli articoli del Codice civile [1] riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi.

Successivamente, il sacerdote redige l’atto di matrimonio in duplice copia (sottoscritto anche dagli sposi e dai testimoni) in cui è possibile indicare la scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni e il riconoscimento di eventuali figli nati fuori dal matrimonio.

Entro cinque giorni dalla celebrazione, il parroco deve trasmettere una copia dell’atto di matrimonio all’ufficiale di Stato civile del Comune in cui sono avvenute le nozze, affinché questi, entro 24 ore, lo trascriva nell’apposito registro. Questo passaggio è fondamentale perché è da questo momento che il matrimonio produce gli effetti civili, cioè è valido non solo per la Chiesa, ma anche per lo Stato.


note

[1] Artt. 143, 144, 147 cod. civ.

Autore immagine: pixabay.com


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