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Infortunio sul lavoro: come ottenere il risarcimento?

11 Giugno 2021
Infortunio sul lavoro: come ottenere il risarcimento?

Il datore di lavoro deve tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori altrimenti rischia di dover risarcire i danni subiti dal dipendente.

Sei un lavoratore subordinato del settore industriale. Hai subito un grave infortunio sul lavoro e ti chiedi cosa devi fare per ottenere il risarcimento del danno.

Nel nostro ordinamento il datore di lavoro è individuato dalla legge come il soggetto che deve garantire la sicurezza dell’ambiente di lavoro al fine di proteggere l’incolumità e la salute dei dipendenti. Nonostante ciò, può accadere che, durante lo svolgimento della prestazione lavorativa, il dipendente subisca un infortunio sul lavoro: come ottenere il risarcimento? Come vedremo, il ristoro del danno determinato da un infortunio può essere richiesto sia all’Inail che al datore di lavoro. Ma andiamo per ordine.

Infortunio sul lavoro: cos’è?

L’infortunio sul lavoro è un evento lesivo che colpisce il dipendente in modo violento, in occasione di lavoro, e che determina una impossibilità temporanea assoluta allo svolgimento della prestazione lavorativa per più di tre giorni. A differenza della malattia professionale, che ricorre quando il lavoratore sviluppa un morbo a causa della prolungata esposizione ad un agente patogeno sul posto di lavoro, nell’infortunio la lesione della salute del lavoratore si produce in modo violento e repentino.

Infortunio sul lavoro: l’indennità giornaliera Inail

I datori di lavoro sono obbligati per legge ad assicurare i lavoratori presso l’Inail contro il rischio di infortuni e malattie professionali. L’assicurazione obbligatoria Inail consente al dipendente che subisce un infortunio di chiedere l’erogazione di una serie di prestazioni all’istituto.

In particolare, l’Inail eroga l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta a partire dal 4° giorno di assenza dal lavoro per infortunio sino alla guarigione. L’importo spettante al lavoratore sotto forma di indennità di infortunio è pari a:

  • 60% della retribuzione media giornaliera dal 4° giorno fino al 90° giorno;
  • 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica.

L’indennità ha la funzione di sostituire la retribuzione persa dal dipendente a causa dell’assenza per infortunio e viene pagata direttamente dall’ente al lavoratore.

Infortunio sul lavoro: il danno biologico Inail

Oltre ad erogare, durante l’assenza per infortunio, l’indennità giornaliera, l’Inail eroga al lavoratore infortunato il risarcimento del danno biologico determinato dall’evento lesivo con due distinte prestazioni che scattano sulla base della percentuale di danno riscontrata:

  • indennizzo in capitale per la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico): si tratta di una prestazione in denaro non soggetta a tassazione Irpef riconosciuta per gli infortuni per i quali è stato accertato un grado di menomazione dell’integrità psicofisica compreso tra il 6% ed il 15%;
  • indennizzo in rendita per la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico) e per le sue conseguenze patrimoniali: si tratta di una prestazione economica non soggetta a tassazione Irpef riconosciuta per gli infortuni per i quali è stato accertato un grado di menomazione dell’integrità psicofisica compreso tra il 16% ed il 100%.

Infortunio sul lavoro: il danno differenziale

Come abbiamo detto, nel nostro ordinamento, il datore di lavoro è soggetto al cosiddetto obbligo di sicurezza [1] in base al quale egli deve garantire la salute e la sicurezza dei dipendenti ed adottare tutte le misure a tal fine necessarie.

Se il lavoratore subisce un infortunio o una malattia professionale a causa della mancata adozione delle misure precauzionali richieste dalla legge [2], il datore di lavoro può essere chiamato dal dipendente a risarcire il cosiddetto danno differenziale, ossia, la differenza tra il danno complessivamente subito a causa dell’evento lesivo (calcolato con i criteri civilistici) e la quota di danno già liquidata dall’Inail nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria.

Inoltre, se l’evento lesivo determina la morte del lavoratore o lesioni personali, il datore di lavoro, inadempiente nei confronti dell’obbligo di sicurezza, può essere chiamato a rispondere anche in sede penale per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose. In questo caso, il lavoratore potrà scegliere di attivare la domanda di risarcimento del danno differenziale sia nel processo penale, attraverso la costituzione di parte civile, sia con un autonomo processo innanzi al tribunale ordinario, in funzione di giudice del lavoro.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. 81/2008.


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