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Quanto viene pagato un infortunio sul lavoro?

14 Giugno 2021
Quanto viene pagato un infortunio sul lavoro?

Il lavoratore che si infortuna durante l’attività di lavoro può ottenere un risarcimento del danno.

Ti sei infortunato mentre stavi svolgendo la tua prestazione di lavoro. I postumi invalidanti dell’evento sono stati calcolati dal medico-legale in 15 punti percentuali di danno biologico. Ti chiedi quanto ti verrà pagato per questo infortunio sul lavoro.

L’attività lavorativa può essere, soprattutto in determinati settori, un pericolo per la salute e per la sicurezza dei lavoratori. Nonostante i progressi effettuati, sia sul piano tecnico che su quello normativo, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali continuano a provocare numerosi morti e feriti ogni anno.

Ma qual è la tutela del dipendente che si infortuna? Quanto viene pagato un infortunio sul lavoro? Il risarcimento del danno che spetta al lavoratore in caso di infortunio dipende dai postumi dell’evento e, in particolare, dalla percentuale di danno biologico accertata. Inoltre, se si configura anche una responsabilità del datore di lavoro, è possibile ottenere anche un ulteriore quota di risarcimento del danno.

Cosa si intende per infortunio sul lavoro?

L’infortunio sul lavoro è un evento traumatico, che si sviluppa in modo violento e repentino, e che colpisce il lavoratore durante il lavoro. Inoltre, tale evento lesivo deve determinare l’impossibilità allo svolgimento della prestazione di lavoro per più di tre giorni.

Classici esempi di infortunio sul lavoro sono:

  • caduta dall’alto;
  • incidente con un mezzo di trasporto;
  • ferimento di un arto;
  • ferimento ad un organo;
  • contusione;
  • schiacciamento di parti del corpo.

Per quanto riguarda il nesso tra evento lesivo e ambiente di lavoro, la legge esige che ci sia un rapporto di occasionalità tra l’infortunio e la prestazione di lavoro. Ne consegue che si considera comunque un infortunio anche l’evento lesivo occorso nel tragitto casa-lavoro (infortunio in itinere).

Infortunio sul lavoro: quali conseguenze?

Il verificarsi di un infortunio sul lavoro produce, innanzitutto, una conseguenza immediata che attiene al rapporto di lavoro. Il lavoratore, infatti, è legittimato ad assentarsi dal lavoro per tutti i giorni prescritti nel certificato medico di infortunio. In questo periodo di assenza il dipendente mantiene il diritto al posto di lavoro a meno che non venga superato il cosiddetto periodo di comporto [1], la cui durata è stabilita dal contratto collettivo di settore.

Inoltre, il dipendente infortunato ha diritto all’erogazione di specifiche prestazioni economiche a carico dell’Inail e, in alcuni casi, al risarcimento del danno da parte del datore di lavoro.

Infortunio sul lavoro: la tutela Inail

I lavoratori subordinati sono assicurati presso l’Inail contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Per effetto del rapporto assicurativo il lavoratore, in caso di infortunio, ha accesso ad una serie di prestazioni economiche erogate dall’istituto.

Innanzitutto, l’Inail eroga un’indennità di infortunio per tutti i giorni coperti dal certificato medico, a partire dal quarto. La prestazione erogata è pari al:

  • 60% della retribuzione media giornaliera a partire dal quarto giorno e fino al 90° giorno;
  • 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica.

I primi tre giorni di assenza (periodo di carenza) devono essere retribuiti interamente dal datore di lavoro.

Oltre a tale emolumento l’Inail eroga al lavoratore un indennizzo in capitale nel caso in cui l’infortunio abbia determinato un danno biologico compreso tra il 6% ed il 15% e un’indennizzo in rendita se la percentuale di danno è compresa tra il 16% ed il 100%.

Infortunio sul lavoro: la responsabilità datoriale

In alcuni casi, l’infortunio sul lavoro non è conseguenza del caso ma di una carenza del sistema di sicurezza sul lavoro adottato dall’azienda. In questi casi, il lavoratore, oltre a beneficiare delle prestazioni economiche a carico dell’Inail, può attivare una azione per il risarcimento del danno nei confronti del datore di lavoro. Garantire un ambiente di lavoro sicuro è, infatti, un obbligo del datore di lavoro [2] che discende direttamente dal contratto di assunzione. Ne consegue che se questo dovere viene disatteso, il dipendente ha diritto al risarcimento del danno che si calcola sottraendo al pregiudizio complessivamente subito a causa dell’infortunio gli importi già erogati dall’Inail a titolo di danno biologico (cosiddetto danno differenziale).


note

[1] Art. 2110 cod. civ.

[2] Art. 2087 cod. civ.


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1 Commento

  1. L’ideale sarebbe prevenirlo l’infortunio sul lavoro.Ci sono troppi incidenti che costano la vita, l’invalidità permanente delle persone e uno che volete che se ne faccia di un risarcimento? Deve piangere sui soldi? Piuttosto certi datori di lavoro dovrebbero mettere i lavoratori nella condizione di lavorare in sicurezza

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