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Maternità per colf e badanti: requisiti e diritti

11 Giugno 2021
Maternità per colf e badanti: requisiti e diritti

I lavoratori domestici hanno diritto ad una specifica prestazione economica in caso di gravidanza.

Sei una lavoratrice domestica. Hai saputo da qualche giorno di essere incinta. Ti chiedi a quali prestazioni economiche avrai diritto durante il congedo di maternità.

Le lavoratrici domestiche, al pari di ogni altra dipendente, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro in caso di gravidanza durante il periodo di divieto di adibizione al lavoro. Inoltre, se ricorrono determinati requisiti, spetta loro una apposita indennità economica a carico dell’Inps. In questo articolo, più nel dettaglio, vedremo com’è disciplinata la maternità per colf e badanti: requisiti e diritti.

Inoltre, devi sapere che anche la lavoratrice domestica è tutelata in caso di licenziamento durante il periodo gravidico.

Lavoro domestico: cosa si intende?

Nel nostro ordinamento, il rapporto di lavoro domestico è soggetto ad una apposita disciplina che, in parte, deroga alle norme generalmente applicabili ai lavoratori subordinati. Ma cosa si intende per lavoro domestico? Con questa locuzione ci si riferisce ai lavoratori che vengono assunti presso le famiglie per svolgere lavori in casa. In particolare, in questo ambito, si suole distinguere tra due principali figure professionali:

  • la colf: si occupa soprattutto della cura della casa, della pulizia, della preparazione dei pasti, della lavanderia;
  • la badante: si occupa dell’assistenza a persone anziane, disabili o non autosufficienti.

Generalmente, il lavoratore domestico viene assunto da una persona fisica o da una famiglia. Questo giustifica le numerose deroghe previste dall’ordinamento rispetto ad una serie di diritti del lavoratore domestico. Tra le principali deroghe, è possibile citare, ad esempio, la non applicazione della disciplina contro il licenziamento illegittimo oppure l’assenza dell’obbligo di ritenuta alla fonte per i salari erogati a colf e badanti.

Maternità colf e badanti: il congedo obbligatorio

Al pari delle altri lavoratrici, anche le colf e le badanti devono essere esonerate dal lavoro durante il congedo obbligatorio di maternità. Questo periodo di assoluta interdizione dal lavoro deve essere fruito a partire dai due mesi precedenti alla data presunta del parto e sino a tre mesi dopo l’effettiva nascita del bambino

. Se le condizioni di salute della lavoratrice incinta lo consentono e non vi sono rischi per il nascituro è possibile fruire della maternità obbligatoria:

  • a partire da un mese precedente alla data presunta del parto e sino a quattro mesi dopo l’effettiva nascita del neonato;
  • interamente dopo la nascita.

In tali ipotesi, tuttavia, la lavoratrice deve dotarsi di un apposito certificato del medico che attesta che la perdurante adibizione al lavoro non arreca pregiudizio alla salute della donna e del neonato.

Maternità colf e badanti: l’indennità Inps

Durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, la lavoratrice domestica ha diritto a percepire, a carico dell’Inps, l’indennità di maternità per un importo pari all’80% della retribuzione giornaliera convenzionale settimanale per le lavoratrici domestiche. Nel calcolo della predetta indennità sono considerati solamente i periodi di lavoro svolti come lavoratrice domestica.

Tale diritto, tuttavia, non scatta in automatico ma è subordinato alla sussistenza di determinati requisiti. In particolare, colf e badanti hanno diritto all’indennità di maternità solamente laddove, nei 24 mesi precedenti il periodo di astensione obbligatoria, risultano versati a loro carico:

  • 52 contributi settimanali, anche se relativi a settori diversi da quello del lavoro domestico, oppure;
  • almeno 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti.

Se i predetti requisiti non sussistono, poiché la contribuzione versata non è sufficiente ad ottenere la tutela economica della maternità Inps prevista per il lavoro domestico, la predetta contribuzione potrebbe, però, essere sufficiente ad accedere all’assegno di maternità dello Stato. Si tratta di una prestazione economica a tutela della maternità introdotta per le lavoratrici atipiche e discontinue.

Indennità Inps colf e badanti: la domanda

La prestazione economica a tutela della maternità non viene erogata d’ufficio dall’Inps ma la colf o badante deve presentare la relativa domanda prima dell’inizio del periodo di astensione per maternità e, in ogni caso, non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all’indennità.

La lavoratrice, se ha presentato la domanda, deve comunicare entro 30 giorni dal parto la data di nascita del figlio e le sue generalità.

La domanda di maternità Inps colf e badanti deve essere presentata direttamente sul portale www.inps.it accedendo con Pin dispositivo o Spid.

Sono previste due modalità alternative:

  1. contattando telefonicamente il contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  2. rivolgendosi agli enti di patronato.


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