Diritto e Fisco | Articoli

Attendibilità testimonianza parenti

12 Giugno 2021 | Autore:
Attendibilità testimonianza parenti

Coniuge e prossimi congiunti possono testimoniare? Come va valutata la deposizione dei parenti? Quando c’è incompatibilità a testimoniare?

In un processo, i fatti raccontati dai testimoni possono essere determinanti al fine di orientare la decisione del giudice. In assenza di altri mezzi di prova, la testimonianza di chi ha assistito agli eventi di cui si discute in tribunale è fondamentale, a meno che il giudice decida di non prestarvi fede perché la narrazione è evidentemente inattendibile o addirittura falsa. La testimonianza, infatti, non vincola necessariamente il giudice a darle credito, non potendo essere equiparata, da questo punto di vista, a una scrittura privata oppure a un rogito notarile. Con questo articolo ci soffermeremo sull’attendibilità della testimonianza dei parenti.

Per quanto concerne le persone legate da un vincolo di parentela alla parte processuale (cioè, a colui che è coinvolto direttamente nel procedimento) occorre innanzitutto comprendere se tale tipo di testimonianza è ammissibile o meno. Come vedremo, mentre nel processo penale non ci sono in genere problemi di sorta, nel giudizio civile la legge stabilisce vincoli più stringenti. Ad ogni modo, spetta sempre al giudice valutare la credibilità o meno del testimone, soprattutto se questi, per via del vincolo di parentela, sia indotto a favorire, in modo quasi naturale, il proprio congiunto. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura per sapere qual è l’attendibilità dei parenti quando testimoniano.

Testimonianza: cos’è?

La testimonianza è un mezzo di prova che consiste nel racconto di chi ha assistito direttamente ai fatti che sono oggetto di giudizio.

Detto in altre parole, la testimonianza è la deposizione fatta davanti al giudice da parte di chi ha conoscenza di fatti rilevanti ai fini processuali. Si pensi alla testimonianza di chi ha assistito al crollo di un’abitazione, a un sinistro stradale oppure alla commissione di un delitto.

Per approfondimenti, si rinvia alla lettura dell’articolo “La testimonianza: cos’è e come funziona“.

Chi può testimoniare?

In linea di massima, chiunque può testimoniare, purché abbia cognizione diretta di fatti utili ai fini della decisione. Esistono tuttavia dei limiti. Per evitare che possano testimoniare anche persone coinvolte nel procedimento, la legge pone alcuni divieti.

Ad esempio, nel giudizio civile vale la regola per cui non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio [1].

In pratica, nel processo civile non possono testimoniare le persone che hanno un interesse diretto nella causa: si pensi ai terzi trasportati nel caso di sinistro stradale, oppure al coniuge in comunione dei beni che ha ovviamente interesse che l’altro coniuge vinca la causa.

Anche nel procedimento penale, in linea di massima, chiunque può testimoniare. Secondo la legge [2], ogni persona ha la capacità di testimoniare.

Non possono invece testimoniare coloro che sono vincolati dal segreto d’ufficio, dal segreto di Stato e i coimputati del medesimo reato o le persone imputate in un procedimento connesso, salvo che nei loro confronti sia stata pronunciata una sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna.

Parenti: possono testimoniare?

I parenti possono testimoniare? Non c’è una norma di legge che vieti la testimonianza dei parenti. Ciò significa che i parenti (cugini, nipoti, figli, nonni, ecc.) possono testimoniare nel processo che riguarda un loro congiunto.

Come detto nel paragrafo precedente, nel processo civile il problema si pone solamente per il coniuge (che parente non è) in comunione dei beni. A tal proposito, è consigliabile la lettura dell’articolo “Testimonianza della moglie: è possibile?“.

Nel processo penale, invece, la legge afferma che i prossimi congiunti dell’imputato (compreso il coniuge e il convivente) non sono obbligati a deporre, a meno che essi non hanno presentato denuncia, querela o istanza ovvero essi o un loro prossimo congiunto sono offesi dal reato.

In pratica, i parenti non sono costretti a testimoniare, potendo scegliere di astenersi. Se prestano il consenso, però, dovranno deporre come qualsiasi altro teste [3].

Testimonianza parenti: è attendibile?

Dopo aver parlato dell’ammissibilità della testimonianza dei parenti, vediamo ora qual è l’attendibilità della loro deposizione.

Secondo la Corte di Cassazione, le testimonianze rese dai familiari non possono considerarsi di per sé inattendibili in ragione del grado di parentela [4]. Non esiste dunque una norma che imponga al giudice di non credere ai parenti. Tuttavia, è prassi comune nelle aule di giustizia ritenere che la deposizione del congiunto sia più “debole” di quella resa da un terzo totalmente estraneo alla vicenda.

L’attendibilità del parente che rende la testimonianza, dunque, deve essere vagliata in modo più accurato del solito dal giudice, il quale potrà prestarle fede solamente se la narrazione è lineare, priva di contraddizioni e sostenuta da ulteriori elementi di prova, ad esempio da documenti o da altre testimonianze.

In altre parole, la sola testimonianza del parente potrebbe essere insufficiente per sostenere le ragioni della parte coinvolta nel procedimento, soprattutto se poco chiara e lacunosa.

Vero è che, nel processo penale, spesso è sufficiente anche la sola testimonianza della vittima per fondare le accuse a carico dell’imputato.

Insomma: l’attendibilità della testimonianza del parente va valutata con molta attenzione, possibilmente comparandola con gli altri mezzi di prova.


note

[1] Art. 246 cod. proc. pen.

[2] Art. 196 cod. proc. pen.

[3] Art. 199 cod. proc. pen.

[4] Cass., sent. n. 14706 del 19 luglio 2016.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube