Diritto e Fisco | Articoli

Appalti pubblici e privati: differenze

14 Febbraio 2021 | Autore: Antonella Matarazzo
Appalti pubblici e privati: differenze

Le differenze di natura oggettiva, soggettiva, normativa e procedurale. Il Decreto Legge Semplificazioni e la regola del limite di valore per l’avvio della gara. 

Che tu sia un impiegato, un libero professionista, un commerciante o un semplice cittadino, avrai sentito parlare, almeno una volta nella tua vita, di appalti. Ti sarai chiesto che cos’è un appalto, quale differenza intercorre tra un appalto pubblico ed uno privato, dove posso trovare le informazioni sugli appalti. Se ti avvicini per la prima volta alla materia, dovrai innanzitutto comprendere il significato della parola appalto, per poi approfondire le diverse tipologie di appalti esistenti.

In questo articolo, dopo una breve introduzione sul concetto di appalto, ti verrà offerta un’approfondita disamina delle differenze tra appalti pubblici e privati. 

Cos’è un appalto?

L’appalto è un contratto con cui una parte (detta appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, l’obbligazione di compiere in favore di un’altra (indicata come committente o appaltante) un’opera o un servizio, dietro corrispettivo in denaro [1].

L’appaltatore deve organizzare tutti i mezzi necessari all’esecuzione pratica di quanto previsto nel contratto, in genere è un imprenditore.

L’appaltatore assume la gestione dell’appalto a proprio rischio: questo significa che si assume tutti i rischi (eventuali conseguenze negative) derivanti dalla realizzazione dell’opera, da portare a completamento entro i termini e le modalità pattuite con il committente.

Nel linguaggio comune, si dice che l’opera deve essere eseguita a regola d’arte, ossia secondo la tecnica, le abilità, i metodi e le regole da considerarsi corrette in relazione a quel determinato lavoro.

Quali sono le caratteristiche del contratto di appalto?

Abbiamo visto che l’appalto deve essere realizzato ad opera d’arte e nel rispetto dei termini e delle modalità concordate tra le parti, per tale motivo è necessario che sia redatto per iscritto, così da mettere nero su bianco tutti i dettagli utili.

L’appalto può essere stipulato da un soggetto privato con un altro soggetto privato, oppure da un soggetto pubblico con un soggetto privato o con un altro soggetto pubblico. Pertanto, l’appalto si configura come un contratto bilaterale, ossia concluso tra due parti. Queste due parti si impegnano reciprocamente: una esegue quanto previsto dal contratto, l’altra corrisponde quanto dovuto in denaro. Il corrispettivo può essere determinato globalmente per l’intera opera, per ogni singola unità di misura dell’opera oppure in forma mista.

L’esecuzione del contratto di appalto può riguardare la realizzazione di un’opera o la fornitura di un servizio. Ad esempio, se un imprenditore edile si impegna a costruire una casa, siamo in presenza di un appalto d’opera, se invece una società privata si obbliga ad eseguire corsi di formazione a tutti i lavoratori di un’altra società, si parla di appalto di servizio.

Quali differenze esistono tra appalti privati e appalti pubblici?

Chiarite le caratteristiche essenziali del contratto di appalto, sarai curioso di conoscere quali differenze ci sono tra l’appalto privato e quello pubblico.

La prima differenza è legata alla normativa: l’appalto privato è disciplinato dal Codice civile, l’appalto pubblico dal Codice degli appalti [2].

La seconda differenza è di natura contenutistica: nell’appalto privato le parti scelgono liberamente l’oggetto del contratto, ossia se prevedere la realizzazione di un’opera o l’esecuzione di un servizio; nell’appalto pubblico, invece, la normativa stabilisce dettagliatamente l’oggetto dell’appalto che può essere l’acquisizione di servizi, di forniture, di lavori o di opere, ma solo gli specifici lavori e servizi indicati dalla legge.

Se sei titolare di un’impresa edile ed un privato si rivolge a te per la costruzione di una casa, ti troverai a redigere un contratto secondo le richieste del privato, stabilendo le tecniche da impiegare, i materiali da utilizzare, i tempi di esecuzione e consegna; diversamente se partecipi ad una gara pubblica per la realizzazione di un’opera, dovrai attenerti a quanto specificato nel bando, partecipare alla gara e solo in seguito all’aggiudicazione verrà stipulato il contratto, spesso dal contenuto prestabilito.

La terza differenza riguarda i soggetti coinvolti: nell’appalto privato i soggetti coinvolti (appaltatore e committente sono privati); nell’appalto pubblico, il soggetto pubblico può interagire con un soggetto privato o con uno pubblico.

La quarta differenza è di natura procedurale: nell’appalto privato si lascia al committente il potere di scegliere il suo appaltatore di fiducia e viene data alle parti la facoltà di decidere l’oggetto del contratto nella piena libertà negoziale, per cui appaltatore e committente stabiliscono insieme tempi, modi, progetti, prezzo di tutto ciò che deve essere realizzato; nell’appalto pubblico, le parti devono attenersi a quanto indicato dal codice in relazione alla diversa tipologia di appalto e rispettare le procedure e i criteri previsti.

Ad esempio, in base alla diversa tipologia di servizi avremo l’affidamento diretto o l’affidamento in house; a seconda del diverso oggetto dell’appalto si avranno differenti criteri di aggiudicazione (offerta economicamente più vantaggiosa o prezzo più basso).

Ma ciò che più caratterizza l’appalto pubblico rispetto a quello privato è la procedura di conferimento dell’incarico (aggiudicazione), interamente pubblica (conosciuta come gara ad evidenza pubblica) e improntata al rispetto di alcuni principi fondamentali [3].

Tra i principi più importanti rientrano:

  • il principio di trasparenza che prevede la pubblicità di tutte le fasi prodromiche e successive della gara, la pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara ed il ricorso generalizzato ai mezzi elettronici di comunicazione ed informazione;
  • il principio della libera concorrenza per il quale le stazioni appaltanti non possono limitare in alcun modo la concorrenza, ossia la partecipazione dei vari operatori economici alle gare; il detto principio è strettamente correlato al divieto di discriminazione secondo cui i criteri di partecipazione alle gare non devono favorire o svantaggiare indebitamente nessuno degli operatori economici e devono essere tali da non escludere le microimprese, le piccole e le medie imprese ;
  • il principio di economicità che si traduce nel dovere per l’amministrazione di fare buon uso delle risorse a disposizione e non aggravare il procedimento, tranne laddove ricorrano particolari esigenze sociali o motivi dettati dalla necessità di tutela della salute, dell’ambiente, del patrimonio culturale.

Le novità in materia di appalti pubblici

Il settore degli appalti pubblici è in continua evoluzione e, per tale motivo, soggetto a continue revisioni normative. L’ultima risale al Decreto Legge Semplificazioni [4] che, allo scopo di incentivare il settore dei trasporti e delle infrastrutture, ha inserito delle previsioni innovative: vediamole insieme.

Per accelerare la sottoscrizione dei contratti è previsto che la scelta del contraente o l’aggiudicazione avvenga entro due mesi (massimo quattro mesi in casi particolari) nei contratti sotto soglia, entro 6 mesi nei contratti sopra soglia.

Per appalti di importo non superiore a 150.000 euro è previsto l’affidamento diretto, mentre per appalti pari o superiori a 150.000 euro (comunque di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria) è stata introdotta la procedura negoziata (senza bando) previa consultazione di un certo numero di operatori (il numero varia in base all’importo complessivo del bando). La soglia non è altro che il valore, in termini monetari, dell’appalto.

Se ti va di approfondire l’argomento e conoscere altri aspetti interessanti della materia, puoi consultare il Codice degli appalti pubblici, la normativa comunitaria [5] e le Linee Guida Anac [6] ossia le indicazioni fornite dall’ente deputato alla prevenzione della corruzione e al controllo nel settore degli appalti pubblici.



Di Antonella Matarazzo

note

[1] Art. 1665 cod. civ.

[2] Art. 3 D. Lgs. n. 50 del 18.04.2016.

[3] Artt.28, 29, 30 D. Lgs. n. 50 del 18.04.2016.

[4] D.L. n.76 del 16.07.2020.

[5] Direttive 93/37/CEE, 93/36/CEE, 92/50/CEE, 90/531/CEE, 93/38/CEE .

[6] Anac – Autorità nazionale anticorruzione.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube