Diritto e Fisco | Articoli

Quanti soldi si possono portare all’estero?

12 Giugno 2021 | Autore:
Quanti soldi si possono portare all’estero?

Come si possono effettuare i passaggi transfrontalieri con denaro contante?

Nella maggior parte dei casi, coloro che spesso si recano all’estero, sono sufficientemente informati su quanto prevede la normativa antiriciclaggio e valutaria in materia di trasporto di denaro contante al di fuori dei confini nazionali. Al contrario, chi viaggia solo occasionalmente, potrebbe avere interesse a conoscere quanti soldi si possono portare all’estero al fine di non incorrere nelle sanzioni penali previste dalla legge in caso di superamento della soglia massima consentita. Tali sanzioni si applicano sia nell’ipotesi di trasporto all’estero di denaro contante sia quando il denaro contante viene introdotto in Italia al rientro da un Paese straniero.

Peraltro, quando si parla di denaro contante bisogna intendere non solo le banconote e le monete metalliche aventi corso legale ma anche ogni altro tipo di strumento di pagamento e, quindi, anche gli assegni al portatore, i traveller’s cheques, gli assegni firmati ma privi del nome del beneficiario. Vanno ricompresi, altresì, gli oggetti preziosi (vedi oro, pietre e metalli pregiati) e le carte ricaricabili anonime. Rimangono, invece, esclusi i vaglia postali o cambiari oltre agli assegni postali, bancari o circolari che riportano il nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Quanti soldi si possono portare all’estero

L’articolo 3, comma 1, del Decreto Legislativo n. 195 del 2008 prevede la soglia di 9.999,99 euro al denaro contante che si può trasportare all’estero senza obbligo dichiarativo alla frontiera. Al di sopra di questa soglia, tutti i soggetti che trasportano fuori dal territorio nazionale una somma pari o superiore a 10.000 euro sono tenuti a comunicarlo ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane.

Il limite si applica ai trasporti sia in entrata sia in uscita da Stati membri dell’Unione Europea nonché ai trasporti da e verso Paesi extracomunitari.

Come fare la dichiarazione all’Agenzia delle Dogane

La dichiarazione all’Agenzia delle Dogane va fatta compilando un apposito modulo, disponibile presso gli uffici doganali o che si può scaricare dal sito istituzionale dell’Agenzia medesima.

Il modulo va consegnato agli uffici doganali al momento dell’uscita o dell’ingresso nel territorio italiano; va anche consegnato nei passaggi di frontiera da e verso Paesi dell’Unione Europea o extracomunitari.

La dogana di transito compila la parte di sua competenza, controfirmando il modulo; quindi, ne trattiene una copia mentre un’altra la consegna al dichiarante.

La dichiarazione può essere fatta anche compilando il modulo online e inviandolo telematicamente prima di attraversare la frontiera. Al momento del viaggio, il dichiarante deve portare con sé una copia della dichiarazione ed il numero di registrazione attribuito dal sistema telematico doganale.

Se il trasferimento di denaro contante avviene mediante plico postale o equivalente, il modulo va consegnato all’ufficio postale o al fornitore del servizio postale all’atto della spedizione o nelle 48 ore successive al ricevimento. L’ufficio postale o il fornitore del servizio postale rilasciano una ricevuta e trasmettono la dichiarazione in via telematica all’Agenzia delle Dogane nel termine di 7 giorni.

Qual è il contenuto del modulo per la dichiarazione di trasferimento

Il modulo per la dichiarazione di trasferimento di denaro contante di importo complessivo superiore al controvalore di 10.000 euro si compone di più spazi, nei quali vanno riportati:

  • se il trasporto avviene in entrata o in uscita dal territorio italiano;
  • le generalità del dichiarante (cognome, nome, codice fiscale, sesso, luogo e data di nascita, cittadinanza, comune di residenza, indirizzo);
  • le generalità del soggetto per conto del quale il trasferimento viene effettuato, qualora sia diverso dal dichiarante;
  • le informazioni sul trasferimento di denaro contate e più precisamente:
  • origine (ad esempio risparmi, vendita immobili, proventi di operazioni commerciali, ecc.);
  • le generalità del destinatario, se diverso dal dichiarante;
  • l’utilizzo previsto (ad esempio spese turistiche, acquisto di immobili, ecc.);
  • l’itinerario seguito, quindi, il Paese di partenza, il Paese di destinazione e gli eventuali Paesi di passaggio;
  • il mezzo di trasporto utilizzato (aereo, marittimo, poste, stradale, ferroviario o altro);
  • l’email.

Quali sono le sanzioni per la violazione della legge valutaria

Colui che trasporta denaro contante da o per l’Italia in violazione dell’obbligo dichiarativo, è punito con l’applicazione del sequestro amministrativo eseguito nel limite del 30% dell’importo eccedente, qualora l’eccedenza non sia superiore a 10.000 euro o del 50% dell’importo eccedente, in tutti gli altri casi [1].

Il denaro contante sequestrato garantisce il pagamento delle sanzioni amministrative pecuniarie, per le quali sono previste le seguenti aliquote:

  • dal 10 al 30% dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia massima consentita, se tale valore non è superiore a 10.000,00 euro;
  • dal 30% al 50% dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire in eccedenza rispetto alla soglia massima consentita, se tale valore è superiore a 10.000,00 euro.

L’importo minimo della sanzione applicabile è di 300 euro [2].

Le somme sequestrate nell’eventuale misura eccedente le sanzioni applicate, sono restituite agli aventi diritto che ne facciano richiesta entro 5 anni dalla data di sequestro.

Se un soggetto viene sorpreso alla dogana con una borsa contenente 18.000 euro in contanti, può scattare il sequestro immediato di 2.700 euro (cioè il 30% di 8.000 euro, che è la somma che eccede il limite di 10.000 euro). Tale somma sequestrata garantisce il pagamento della sanzione amministrativa che verrà successivamente comminata e il cui importo massimo potrà essere di 2.700 euro. Pertanto, qualora la sanzione fosse di 2.200 euro, l’avente diritto potrà chiedere la restituzione di 500 euro nel termine di 5 anni dal sequestro.

Se un soggetto viene fermato alla dogana con 34.000 euro in contanti, gli può venire immediatamente sequestrata la somma di 12.000 euro, ovvero il 50% di 24.000 euro che è la parte eccedente il limite di 10.000 euro. In questo caso la sanzione amministrativa che verrà comminata, potrà essere al massimo di pari importo della somma sequestrata. Ne consegue che se la sanzione dovesse essere di 9.000 euro, l’avente diritto potrà richiedere la restituzione di 3.000 euro sempre entro 5 anni dal sequestro.

Come opporsi al sequestro del denaro contante

Contro il sequestro l’interessato può presentare opposizione al Ministero dell’Economia e delle Finanze entro 10 giorni dalla data di esecuzione dello stesso.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze decide sull’opposizione con ordinanza motivata entro 60 giorni dalla data di ricevimento dell’opposizione e del relativo atto di contestazione. L’interessato può ottenere dal Ministero dell’Economia e delle Finanze la restituzione del denaro contante sequestrato, nel caso in cui abbia provveduto a depositare una cauzione presso la Tesoreria provinciale dello Stato oppure abbia costituito una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata dagli intermediari finanziari abilitati al rilascio di garanzie nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Quali sono gli adempimenti oblatori

Il soggetto al quale è stata contestata la violazione dell’obbligo dichiarativo relativo ai passaggi transfrontalieri con denaro contante, può chiederne l’estinzione effettuando un pagamento in misura ridotta pari:

  • al 5% del denaro contante eccedente la soglia consentita, se l’eccedenza dichiarata non è superiore a 10.000 euro;
  • del 15% se l’eccedenza non supera i 40.000 euro.

In ogni caso, la somma pagata non può essere inferiore a 200 euro. Inoltre, il pagamento può essere effettuato all’Agenzia delle Dogane al momento della contestazione o al ministero dell’Economia e delle Finanze entro 10 giorni dalla contestazione.

Il pagamento in misura ridotta estingue l’illecito. Tuttavia, tale pagamento non potrà essere effettuato quando:

  • l’importo del denaro contante eccedente 10.000,00 euro supera i 40.000,00 euro;
  • il soggetto cui è stata contestata la violazione, si è già avvalso della stessa facoltà oblatoria nei 5 anni antecedenti la ricezione dell’atto di contestazione concernente l’illecito per cui si procede.

note

[1] Art. 6 D. Lgs. n. 195/2008 così come sostituito dall’art.  11 co. 8 lett. a) del D.L. n.16/2012.

[2] Art. 7 co. 1 lett. e) D. Lgs. n. 90/2017.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube