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Senza sesso per anni: nessun addebito se il coniuge lascia la casa

8 febbraio 2014


Senza sesso per anni: nessun addebito se il coniuge lascia la casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 febbraio 2014



Non vi può essere addebito se il coniuge si allontana da casa perché non ha più vita sessuale con l’altro coniuge.

Se non c’è vita sessuale tra la coppia, il coniuge può ben lasciare la casa senza temere che gli venga addossata, dal giudice, la responsabilità per la separazione (cosiddetto “addebito”). Egli infatti è costretto a farlo perché annullato emotivamente da un matrimonio finito da tempo.

In sede di separazione, perché il giudice riconosca l’addebito della separazione ad uno dei coniugi è necessario che vi siano dei motivi specifici come, a titolo di esempio:

1. l’infedeltà

2. l’allontanamento dal tetto coniugale

3. i maltrattamenti

4. un carattere dispotico

5. la mancanza di attività sessuale.

È sufficiente uno di questi motivi (ma, ripetiamo, l’elenco è solo indicativo) a rendere intollerabile la convivenza e a giustificare l’addebito (la responsabilità) per la separazione.

In un matrimonio, la sfera sessuale della coppia è importante; è uno dei collanti dell’unione matrimoniale.

La Corte di Cassazione, trovatasi spesso a esprimersi su simili circostanze, con una ordinanza di pochi giorni [1] fa ha stabilito che la separazione non può essere addebitata al marito che si allontana da casa perché ormai stanco di non avere più una vita sessuale con la moglie.

Quindi, il gesto di allontanarsi da casa, che in genere può avere responsabilità penali e civili in questo caso è giustificabile in quanto il rapporto matrimoniale è già compromesso in maniera irreversibile.

note

[1] Cass. ord. n. 2539 del 05.02.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. i motivi tipicamente sessuologici per cui un matrimonio finisce (ed il partner che ha subito può chiedere un congruo risarcimento danni!) sono quelli riferibili all’astinenza sessuale subita per cui il matrimonio diventa “bianco” (non consumato). I casi del “matrimonio bianco” (v. pagg.307, 314, 323, 551 de il recente IL MANUALE PRATICO DEL BENESSERE, Ipertesto editore) riguardano le diagnosi sessuologiche di vaginismo (per la donna), di disturbo maschile della erezione (già “impotenza”) e di eiaculazione precoce “ante portas”. In tali casi l’avvocato matrimonialista viene di solito affiancato da un bravo psicologo legale, meglio se con formazione specifica in sessuologia clinica per opportuna relazione tecnica di parte

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