Avvocato: quando può essere agente sportivo o consulente

13 Febbraio 2021 | Autore:
Avvocato: quando può essere agente sportivo o consulente

Ci sono dei limiti per chi esercita l’attività forense per occuparsi degli interessi di un atleta o di una società che opera nel mondo dello sport?

Secondo il vocabolario Treccani, l’avvocato è «il professionista forense che assiste la parte in giudizio, fornito di laurea in legge e necessariamente iscritto all’albo professionale». Si potrebbe aggiungere che, per arrivare a poter essere definiti tali, si deve fare un percorso di studi piuttosto lungo, al termine del quale ci devono essere un periodo di pratica ed un esame di abilitazione. E fin qui, tutto sommato, ci eravamo arrivati. Ora: che cosa può fare un avvocato fuori da un’aula di giustizia? Ha la possibilità di assistere un privato che ha bisogno di consulenza o di essere rappresentato in un determinato settore, soprattutto in quelli in cui girano delle cifre a sei zeri? Poniamo il caso degli atleti, che si tratti di calciatori, sciatori, giocatori di basket o di pallacanestro, campioni del nuoto o del tennis: l’avvocato quando può essere agente sportivo o consulente nel mondo dello sport?

L’avvocato è un professionista che può esercitare la propria attività concludendo degli accordi mirati a definire le controversie di cui sono parti i loro assistiti o clienti che dir si voglia. E che, a questo punto, può prestare i propri servizi a chi ha bisogno di una consulenza per stipulare un contratto che ha come oggetto una prestazione sportiva. Si può dire, dunque, che l’avvocato può fare l’agente o il consulente sportivo.

Chi è l’agente sportivo

L’agente sportivo, o procuratore com’è stato sempre chiamato, è stato sempre sotto i riflettori nella disciplina che ha sempre fatto girare più soldi, cioè quella del calcio. Si tratta di una figura fondamentale nel mercato dello sport, perché è quella che cura gli interessi degli atleti soprattutto a livello legale, controllando e facendo rispettare tutte le clausole del contratto. In cambio, ottiene una percentuale sul guadagno dell’assistito.

Dovendo definirlo con le parole riportate dalla legge [1], l’agente sportivo iscritto all’apposito Registro nazionale presso il Comitato olimpico italiano (il Coni) è il professionista che mette in relazione due o più soggetti per:

  • concludere, risolvere o rinnovare un contratto di prestazione sportiva professionistica;
  • concludere un contratto di trasferimento di una prestazione sportiva professionistica;
  • occuparsi del tesseramento presso una federazione sportiva professionistica.

Come si diventa agente sportivo

Per diventare agente sportivo, occorre superare un esame di abilitazione e poi iscriversi al citato Registro nazionale degli agenti sportivi presso il Coni.

È ammesso alla prova chi:

  • ha almeno un diploma di scuola superiore;
  • ha la nazionalità italiana o di un altro Paese dell’Unione europea;
  • non ha alle spalle una condanna per reati dolosi nell’ultimo quinquennio;
  • possiede diritti politici e civili;
  • non è un tesserato Coni;
  • non è allenatore o dirigente di una società sportiva.

Requisiti che facilmente può possedere un avvocato italiano o di un altro Paese dell’Ue.

Per superare l’esame di abilitazione bisogna avere delle conoscenze del diritto dello sport e degli istituti fondamentali di diritto amministrativo e privato. Verrà chiesto anche un saggio o un esame orale sulla normativa federale dei tesseramenti.

Superata la prova, l’agente sportivo si può iscrivere al Registro nazionale. Il Coni rilascerà un tesserino che legittima l’agente ad operare nelle discipline di sua competenza. Ogni anno, l’agente sportivo è obbligato a partecipare ai corsi di aggiornamento professionale.

Agente o consulente sportivo: può esserlo anche un avvocato?

In virtù di quanto esposto prima, l’avvocato può svolgere sia l’attività di agente sportivo sia quella di consulente degli atleti. Oltretutto – e questo è importante – non ha bisogno di sostenere l’esame di cui abbiamo appena parlato: basta che sia in possesso dei requisiti che già conosciamo, relativi alla cittadinanza, non avere la fedina penale sporca, non essere tesserato Coni, allenatore, ecc. Sarà, comunque, tenuto a frequentare i corsi di aggiornamento obbligatori.

Va ricordato che nel 2019 [2] il Consiglio nazionale forense (Cnf) ha dato il via libera all’iscrizione contemporanea degli avvocati sia al proprio albo professionale sia al registro degli agenti sportivi, purché l’attività svolta in qualità di agente rivesta il carattere della continuità e della professionalità. Lo stesso Consiglio ha, comunque, precisato che l’attività di avvocato deve prevalere su quella di agente in termini di durata e che vanno rispettati sia i principi dettati dal proprio ordinamento sia quelli indicati nell’ambito sportivo nelle vesti di agente.

Da segnalare, infine, che l’avvocato può essere agente o consulente sportivo anche in ambito non professionistico.


note

[1] Art. 1 Dpcm del 23 marzo 2018.

[2] Consiglio nazionale forense, parere n. 20 del 13.02.2019.

Autore immagine: canva.com/


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