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Governo: il primo Consiglio dei ministri dell’era Draghi

13 Febbraio 2021 | Autore:
Governo: il primo Consiglio dei ministri dell’era Draghi

Smaltita la parte burocratica, il premier ha spronato la sua squadra: «Lavorare insieme, mi aspetto la massima collaborazione».

Un ringraziamento al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La nomina di Roberto Garofoli a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con le funzioni di segretario. Il conferimento dell’incarico ai ministri senza portafoglio. Le prime linee guida di quello che sarà il suo Governo. Ecco i contenuti del primo Consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi nel pomeriggio, dopo il giuramento di questa mattina al Quirinale e la cerimonia della campanella a Palazzo Chigi, che simboleggia il passaggio di consegne dal premier uscente, Giuseppe Conte, a quello entrante.

Draghi ha voluto aprire la seduta con un ringraziamento a Mattarella per la fiducia accordata e per il modo in cui ha gestito la crisi. «Il Presidente – si legge nel comunicato ufficiale – ha quindi rivolto gli auguri di buon lavoro ai ministri e ha formulato la proposta di nomina a sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di Roberto Garofoli, con le funzioni di segretario del Consiglio medesimo». Garofoli ha prestato giuramento ed assunto le sue funzioni. Poi, il conferimento delle deleghe ai ministri senza portafoglio.

Conclusi i passaggi burocratici, Draghi ha voluto rivolgersi alla sua squadra con parole di incoraggiamento: «Dobbiamo lavorare insieme, pur provenendo da storie ed esperienze diverse, per affrontare questa fase difficile del Paese», ha esortato il premier. «Lavorare insieme – ha insistito – per mettere in sicurezza l’Italia e aiutarla a ripartire. L’unità qui non è un’opzione: è un dovere». Quindi, ha voluto spronare tutti a dare il meglio di sé, mantenendo la sobrietà nella comunicazione e senza doppi fini: «Mi aspetto la massima collaborazione – ha avvertito Draghi –, perché una missione importante attende il Governo, quella di mettere in sicurezza il Paese. Per centrare l’obiettivo, bisogna andare avanti uniti, perché i bisogni dell’Italia vengono prima di interessi di parte»

Quanto all’imprinting del suo Esecutivo, Draghi ha precisato che «il nostro sarà un Governo ambientalista, qualsiasi cosa faremo, a partire dalla creazione di posti di lavoro, deve andare incontro alla sensibilità ambientale e non andare a gravare la situazione esistente».

Infine, il Consiglio dei ministri ha avviato l’iter per l’istituzione del ministero della Transizione ecologica, il dicastero green che sarà guidato dal fisico Roberto Cingolani. Si punta, viene spiegato da autorevoli fonti di Governo, ad approvare la sua istituzione e a dare il via libera al ministero «verde» entro 10 giorni.

Prima ancora, mercoledì 17 febbraio alle 10 del mattino, Mario Draghi e la sua squadra si sottoporranno al voto di fiducia del Senato. Voto che appare ormai scontato, visto l’ampio sostegno e l’ampia presenza della politica nell’Esecutivo. Al termine della seduta a Palazzo Madama, è previsto che Draghi replichi alla Camera.

Non si mette in discussione la fiducia al Governo, ma resta l’incognita su come voterà Fratelli d’Italia. Appurato che non sarà un sì, Giorgia Meloni deve ancora decidere – per quanto sia irrilevante ai fini del risultato finale – se votare contro o astenersi. Qualche sorpresa potrebbe arrivare dai banchi del Movimento 5 Stelle, dove alcuni parlamentari minacciano il voto contrario alla fiducia se non si ripete il voto sulla piattaforma Rousseau: a loro avviso, le aspettative sul nuovo «super-ministero» della Transizione ecologica, citato nella domanda della consultazione, sono state tradite.



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