Social network: i limiti per i minorenni

15 Febbraio 2021 | Autore:
Social network: i limiti per i minorenni

Il Garante per l’infanzia chiarisce le soglie minime per aprire un account e per concludere un contratto di servizi su Internet. Esclusi minori sotto i 14 anni.

Niente account sui social network se non si ha almeno 14 anni. Ma se si tratta di concludere un contratto online per avere una determinata app o per entrare a far parte di una community, ci vuole la maggiore età. Significa, comunque, che al di sotto dei 14 anni, per iscriversi a Facebook, a Instagram o a qualsiasi altra rete sociale, ci vuole il consenso e la forma dei genitori. Lo ha ribadito in un recente intervento il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, dopo i drammatici episodi di cronaca che hanno coinvolto in Italia dei bambini intenti ad accettare delle sfide sui social.

Non è un mistero la troppa disinvoltura con cui bambini e ragazzini fanno uso delle chat su Internet, complice la facilità con cui si scaricano le app e si aprono gli account. Un terreno minato per chi non ha ancora la capacità di distinguere con chi si sta rapportando e quali rischi corre ad entrare in determinate realtà.

Il Regolamento Ue del 2016 sulla privacy, noto come Gdpr, resta un po’ fumoso in merito. Considera che ci sia capacità di dare il proprio consenso al trattamento dei dati da parte di società che forniscono servizi su Internet dai 16 anni in su o dalla maggiore età fissata a questo scopo dai singoli Paesi membri. In Italia, questa soglia è fissata in 14 anni. E già questa, comunque, è una prima soglia. Ma il Gdpr dice anche che il consenso è necessario quando il trattamento si basa sul consenso, il che, teoricamente, significa che se c’è un valido contratto con il minore, allora basta il contratto senza bisogno di uno specifico consenso. Inoltre, il Regolamento precisa che continuano a essere valide ed efficaci le leggi dei singoli stati europei sulla capacità a concludere i contratti, limite fissato in Italia a 18 anni.

In altre parole: per scaricare ed utilizzare l’app di un social, bastano 14 anni. O meglio: ci vogliono 14 anni, il che esclude il 13enne. Per concludere un contratto online, di anni ce ne vogliono 18. Il problema è: l’adesione ad un social presuppone un contratto? Qui è tutto da discutere. Vero è che se così venisse considerato, al di sotto dei 18 anni non sarebbe possibile avere un account su Facebook senza il consenso di mamma e papà.

Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza ribadisce in una dichiarazione a ItaliaOggi Sette che «il consenso al trattamento dei dati personali può essere dato autonomamente solo da chi ha compiuto 14 anni. Prima serve l’assenso dei genitori. Altra cosa – chiarisce Garlatti – è stipulare un contratto con un fornitore di servizi digitali: in questo caso è necessaria la capacità di agire che si acquista con i 18 anni. L’articolo 8, comma 3, del Gdpr infatti fa salve le disposizioni generali del diritto dei contratti vigenti in ogni Stato, quali validità, formazione ed efficacia. Pertanto i contratti conclusi da un minorenne possono essere annullati. Pur se è vero che spesso si tratta di servizi gratuiti, essi comportano la cessione di un valore: i dati personali. È quindi fondamentale che chi ha più di 14 anni sia reso pienamente consapevole di quale utilizzo verrà fatto dei suoi dati, inclusi quelli relativi al proprio comportamento in rete. A tal proposito – continua il Garante nella sua dichiarazione – è necessario che sia data al minorenne un’informativa adeguata all’età e al grado di consapevolezza e che i dati siano trattati nel rispetto dei diritti riconosciuti ai minorenni dalle Convenzioni internazionali. È auspicabile, infine, che l’utilizzo dei dati per finalità di marketing non sia, di norma, consentito e, qualora lo fosse, sia rispettoso della condizione di minore età e del grado di maturità. Allo stesso modo è necessario che sia evitata la profilazione del minorenne se non per finalità di tutela e sicurezza».



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