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Notifica cartella esattoriale al familiare

15 Febbraio 2021
Notifica cartella esattoriale al familiare

Validità della notifica e impugnazione della cartella di pagamento: il concetto di familiare convivente e le relazioni con il destinatario della raccomandata. 

Cosa succede se, nel momento in cui arriva il postino o il messo comunale per notificare una cartella di pagamento, il destinatario non è a casa? La legge prescrive che la consegna venga fatta direttamente all’interessato o, in sua assenza, a un familiare. Il concetto di familiare, però, può avere un’accezione molto ampia e, soprattutto, la norma non chiarisce se si debba trattare di convivente o meno. C’è poi la necessità di informare l’effettivo destinatario dell’avvenuta consegna della raccomandata a un soggetto terzo: come si realizza tale finalità?

La questione della notifica della cartella esattoriale al familiare è stata più volte affrontata dalla giurisprudenza. Ecco alcuni dei più importanti chiarimenti in merito.

Notifica a mani di persone diverse dal destinatario 

Se l’ufficiale giudiziario non trova il destinatario dell’atto, può notificare lo stesso nelle mani di persone diverse, inserendo l’atto da consegnare in una busta chiusa sigillata per evitare di renderne pubblico il contenuto.

La norma sulle notifiche delle cartelle esattoriali [1] rinvia alle regole generali poste dal Codice di procedura civile [2]. È pertanto a queste che faremo riferimento qui di seguito.  

Più precisamente, l’ufficiale giudiziario può notificare l’atto nelle mani di una delle seguenti persone, purché non sia minore di 14 anni o palesemente incapace:

  • persona di famiglia;
  • un addetto alla casa: ad esempio la colf o la badante;
  • un addetto all’ufficio (nel caso di notifica a un’azienda, un imprenditore, un professionista, un lavoratore autonomo) come ad esempio il collega di lavoro o di studio del destinatario oppure la segretaria o un dipendente delegato dall’azienda alla ricezione della posta;
  • in mancanza di una di queste persone la consegna può avvenire al portiere dello stabile in cui si trova l’abitazione, l’ufficio o l’azienda;
  • in mancanza del portiere, a un vicino di casa che accetti di ricevere l’atto.

Cosa si intende con persona di famiglia?

La prima categoria di persone a cui l’ufficiale giudiziario o il messo è tenuto a consegnare la cartella esattoriale è costituita dalle «persone di famiglia». Per tali si considerano i parenti, gli affini (ossia i parenti del coniuge) e soggetti conviventi con il destinatario (ad esempio, il partner non sposato).

Tali soggetti non devono essere per forza “conviventi” ossia stabilmente dimoranti insieme al destinatario, tuttavia devono trovarsi necessariamente nella sua abitazione e frequentarla in modo abituale. Questa condizione, infatti, fa scattare la presunzione che la busta verrà consegnata all’effettivo destinatario per via dei rapporti quotidiani tra i due soggetti [3]. Sarebbe pertanto nulla la notifica della cartella esattoriale fatta a un familiare che si trovi in un luogo diverso dall’abitazione, residenza, dimora o domicilio del contribuente destinatario della raccomandata. 

Ad esempio, l’ufficiale giudiziario, qualora non dovesse trovare il destinatario dell’atto a casa di questi e sapendo che nell’appartamento di fronte vive la madre, non potrebbe consegnare la busta a quest’ultima. In tal caso, la notifica sarebbe nulla. 

Leggi sul punto: Se la notifica la riceve un familiare è valida?

L’ufficiale giudiziario non deve svolgere ricerche circa il rapporto di parentela o convivenza che legittima il soggetto a ricevere l’atto; spetta invece al destinatario della cartella provare il contrario [4]. La contestazione dovrà avvenire con un apposito procedimento, chiamato «querela di falso», volto a sconfessare la dichiarazione del pubblico ufficiale (quale appunto sono il postino, il messo notificatore e l’ufficiale giudiziario).

Notifica cartella esattoriale a familiare non convivente

La possibilità di notificare una cartella esattoriale a un familiare si giustifica con la considerazione che sia ragionevole ritenere che il ricevente porterà in breve tempo l’atto a conoscenza dell’effettivo destinatario. Tale presunzione non necessita di una condizione di vera e propria convivenza, ben potendo operare in tutti i casi in cui tra il parente (o affine) e il destinatario intercorra il suddetto rapporto di affettività o comunanza di vita, che dia affidamento in ordine alla trasmissione dell’atto al destinatario, in ragione della costanza dei quotidiani contatti tra questi e il familiare ricevente [5].

Mancata indicazione generalità del familiare

Secondo la Cassazione [6], non è necessario che, nell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la cartella esattoriale siano indicate le generalità della persona cui l’atto è stato consegnato (nella specie, un familiare convivente con il destinatario). Tale adempimento, infatti, non è previsto da alcuna norma. Né rileva che la relativa firma non sia leggibile. Difatti, a sancire la validità della notifica è l’attestazione del pubblico ufficiale – il postino o l’ufficiale giudiziario – che fa piena prova fino a querela di falso. Difatti, la relazione tra la persona cui la raccomandata è destinata e quella cui è stata consegnata costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale.

Comunicazione al destinatario della notifica al familiare

In caso di notifica della cartella di pagamento ad un familiare del contribuente, sarà in ogni caso necessario, al fine del perfezionamento della procedura, anche l’invio di una seconda raccomandata indirizzata all’effettivo destinatario con cui lo si avvisa dell’avvenuta consegna della busta a un altro soggetto. È la cosiddetta raccomandata informativa, da eseguirsi in tutte le ipotesi in cui il consegnatario non sia il reale destinatario dell’atto [7]. 


note

[1] Art. 60 dPR n. 600/1973.

[2] Art. 139 cod. proc. civ.

[3] Cass. sent. n. 25391/2017.

[4] Cass. 8 ottobre 2009 n. 21410, Cass. 11 gennaio 2007 n. 322

[5] Trib. Bari, sent. n. 2672/2020. 

[6] Cass. sent. n. 19680/2020.

[7] Cass. ord. n. 8700/2000. CTR Lazio, sent. n. 2531/13/2020: in caso di notifica di una cartella di pagamento, in applicazione dell’art. 60 dpr n. 600/1973, l’invio della seconda raccomandata informativa è da ritenersi necessario in tutte le ipotesi in cui il consegnatario dell’atto non sia l’effettivo destinatario dello stesso. Ciò, ha evidenziato la Ctr, anche nel caso in cui l’atto venga consegnato dal messo a persona di famiglia, essendo errato ritenere che tale ulteriore invio sia richiesto unicamente per le ipotesi di consegna dell’atto nelle mani del portiere. L’art. 60 citato, infatti, pur rinviando all’art. 139 cpc c. 2, impone l’invio della raccomandata informativa, che quindi, è adempimento essenziale alla notifica eseguita da messi comunali o dai messi speciali autorizzati dall’ufficio delle imposte (cfr. Cass. 2868/2017).

Autore immagine: depositphotos.com


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