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Notifica cartella a familiare convivente: ultime sentenze

15 Febbraio 2021
Notifica cartella a familiare convivente: ultime sentenze

Imposte e notifiche cartelle esattoriali: cosa si intende per familiare. La validità della notifica anche se il familiare non è convivente. Ultime sentenze Cassazione. 

Cosa si intende per “persona di famiglia”

La consegna dell’atto da notificare “a persona di famiglia”, secondo il disposto dell’art. 139 c.p.c., non postula necessariamente né il solo rapporto di parentela – cui è da ritenersi equiparato quello di affinità – né l’ulteriore requisito della convivenza del familiare con il destinatario dell’atto, non espressamente menzionato dalla norma, risultando sufficiente l’esistenza di un vincolo di parentela o di affinità che giustifichi la presunzione che la “persona di famiglia” consegnerà l’atto al destinatario stesso; resta, in ogni caso, a carico di colui che assume di non aver ricevuto l’atto l’onere di provare il carattere del tutto occasionale della presenza del consegnatario in casa propria, senza che a tal fine rilevino le sole certificazioni anagrafiche del familiare medesimo; l’operatività di tali principi è, pero`, subordinata all’accertamento che il luogo di ricezione della notificazione e` quello di residenza o domicilio del destinatario, circostanza che, ove contestata dall’interessato, deve essere verificata dal giudice, tenendo conto delle prove agli atti.

Cassazione civile sez. trib., 18/06/2020, n.11815

Deve considerarsi nulla la notifica dell’atto giudiziario eseguita in mani di un familiare che si dichiari convivente, ma non lo sia, stante il trasferimento altrove dell’effettivo destinatario della notifica.

Tribunale Grosseto, 21/01/2020, n.64

È nulla la notifica dell’avviso di accertamento effettuato presso l’abitazione del contribuente e ricevuta da un familiare non convivente con il destinatario dell’atto. Di conseguenza, è nulla la cartella di pagamento – pur se regolarmente notificata – che su detto avviso di accertamento si fonda, in quanto la nullità dell’atto propedeutico rende nullo anche l’atto consequenziale.

Comm. trib. reg. Bari sez. XIV, 18/03/2011, n.34

Agente di Riscossione e notifiche al contribuente

In tema di notifiche dell’Agente di Riscossione al contribuente è consentita la notifica con raccomandata con ricevuta di ritorno senza che sia  necessario apporre nella relata di notifica la persona cui si è consegnato il plico poiché l’atto pervenuto all’indirizzo del destinatario si presume consegnato a quest’ultimo (Codice Civile, Art. 1335) a meno che egli non dia la prova di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione. (Nel caso di specie, la cartella di pagamento era stata notificata con raccomandata ricevuta da familiare convivente).

Tribunale Salerno sez. lav., 05/06/2020, n.618

La notificazione degli atti presupposti è regolare, in quanto la cartella esattoriale può essere notificata, ai sensi dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, anche direttamente da parte del Concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso, secondo la disciplina degli artt. 32 (“tutti gli invii di posta raccomandata sono consegnati al destinatario o ad altra persona individuata come di seguito specificato, dietro firma per ricevuta”) e 39 (“sono abilitati a ricevere gli invii dli posta presso il domicilio del destinatario anche i componenti del nucleo familiare, i conviventi ed i collaboratori familiari dello stesso e, se vi è servizio di portierato, il portiere”) del D.M. 9 aprile 2001, è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senz’altro adempimento ad opera dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. VI, 13/02/2017, n.519

Notifica cartella a familiare non convivente

La notifica a mani di un familiare del destinatario, eseguita presso la residenza del primo, che sia diversa da quella del secondo, non determina l’operatività della presunzione di convivenza non meramente occasionale tra i due, con conseguente nullità della notificazione medesima, non sanata dalla conoscenza “aliunde” che ne abbia il destinatario, ove non accompagnata dalla sua costituzione.

Cassazione civile sez. trib., 16/03/2020, n.7267

Notifica della cartella esattoriale al familiare: non è necessaria una condizione di vera e propria convivenza

La possibilità di notificare una cartella esattoriale a un familiare si giustifica con la considerazione che sia ragionevole ritenere che il ricevente porterà in breve tempo l’atto a conoscenza dell’effettivo destinatario; tale presunzione non necessita di una condizione di vera e propria convivenza, ben potendo operare in tutti i casi in cui tra il parente (o affine) e il destinatario intercorra il ridetto rapporto di affettività o comunanza di vita, che dia affidamento in ordine alla trasmissione dell’atto al destinatario, in ragione della costanza dei quotidiani contatti tra questi e il familiare ricevente.

Tribunale Bari sez. lav., 24/09/2020, n.2672

Per il perfezionamento della notifica diretta effettuata a mezzo posta dall’incaricato della riscossione è sufficiente la consegna al domicilio del destinatario

Se mancano nell’avviso di ricevimento le generalità della persona cui l’atto è stato consegnato (nella specie, un familiare convivente con il destinatario), adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come inintelligibile, l’atto è pur tuttavia valido, poiché la relazione tra la persona cui esso è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale, assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 c.c., ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell’avviso di ricevimento della raccomandata.

Cassazione civile sez. lav., 21/09/2020, n.19680

Irreperibilità relativa

In tema di notificazione a mezzo posta, la prova del perfezionamento del procedimento notificatorio nel caso di irreperibilità relativa del destinatario deve avvenire attraverso l’esibizione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente la comunicazione di avvenuto deposito (od. C. A. D.), in quanto solo l’esame di detto avviso consente di verificare che il destinatario abbia avuto effettiva conoscenza del deposito dell’atto presso l’ufficio postale e che ne sia stato pertanto tutelato il diritto di difesa. Perfino se trattasi di ricezione della prima parte della notifica nel caso di irreperibilità relativa avvenuta nelle mani di familiare convivente.

Comm. trib. reg. Napoli, (Campania) sez. XVI, 08/07/2020, n.3534

Sulla validità della notifica della cartella di pagamento consegnata al familiare dichiaratosi convivente del contribuente

Ai fini della validità della notificazione, la parentela e la convivenza tra destinatario dell’atto e consegnatario (quest’ultimo dichiaratosi, nella specie, “familiare convivente”) non possono presumersi dall’attestazione dell’agente postale, che fa fede solo delle dichiarazioni a lui rese, non anche dell’intrinseca veridicità del relativo contenuto, sicché il destinatario, che abbia prodotto a confutazione di tale veridicità un certificato storico di residenza, non è tenuto ad un’ulteriore, impossibile, prova del fatto negativo circa l’assenza di ogni relazione di parentela e convivenza col consegnatario dell’atto.

Cassazione civile sez. VI, 15/04/2019, n.10543

Sanatoria del vizio della notifica della cartella di pagamento per omessa esibizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata informativa

Il vizio della notifica di una cartella di pagamento, consistente nell’omessa esibizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata informativa che va inviata nell’ipotesi di consegna dell’atto a mezzo del servizio postale non effettuata direttamente al destinatario (nella specie, a familiare convivente), è sanato per raggiungimento dello scopo ove il contribuente abbia conosciuto il contenuto della cartella, trovando applicazione, anche per gli atti impositivi, il principio di cui all’art. 156, comma 3, c.p.c.

Cassazione civile sez. trib., 09/05/2018, n.11051

La cartella esattoriale notificata presso la sede legale della società non può essere consegnata al familiare convivente del legale rappresentante

Qualora la notifica della cartella di pagamento avvenga presso la sede legale della società e non nel luogo di residenza del legale rappresentante della stessa, l’atto deve essere consegnato solo ai soggetti indicati dall’art. 145, comma 1, c.p.c., ossia al “rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa”, tra i quali non è, pertanto, compreso il “familiare convivente” del legale rappresentante dell’ente, sicché è nulla la notifica eseguita nelle mani del medesimo.

Cassazione civile sez. trib., 06/04/2018, n.8472

Nulla la notifica della cartella di pagamento eseguita a familiare che abita nello stesso numero civico ma in altro appartamento

La notifica della cartella di pagamento eseguita a familiare che abita nello stesso numero civico ma in altro appartamento è nulla.

Cassazione civile sez. trib., 16/09/2016, n.18202



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