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Riaperture e spostamenti: cosa deciderà il Governo

16 Febbraio 2021 | Autore:
Riaperture e spostamenti: cosa deciderà il Governo

Entro il 25 febbraio, le prime decisioni sulle riaperture di palestre, piscine, cinema e teatri e sulla mobilità tra Regioni. Pesano le nuove varianti Covid.

Il primo provvedimento anti-Covid varato dal nuovo Governo Draghi è stato il differimento della riapertura degli impianti di sci al 5 marzo. Uno slittamento che ha provocato contrasti nella maggioranza con forti proteste arrivate non solo da parte degli operatori colpiti dalla proroga della chiusura (erano pronti a riaprire il 15 febbraio e lo stop è arrivato poche ore prima) ma anche dalle forze politiche di centrodestra e da tutte le Regioni del Nord Italia.

C’è chi, come il leader della Lega Matteo Salvini, ha accusato il nuovo premier Mario Draghi di voler proseguire nell’attuare il «metodo Conte», con provvedimenti adottati all’ultima ora in maniera unilaterale e senza essere concordati preventivamente con gli interessati.

Così il tema delle misure restrittive è uno dei primi temi che il nuovo Governo deve affrontare, ed è diviso tra la linea del rigore, propugnata soprattutto dalle forze che componevano la maggioranza del precedente esecutivo Conte 2, e la linea delle riaperture e della fine dei divieti agli spostamenti, sostenuta dal centrodestra e dalla maggior parte delle Regioni.

Mercoledì 17 febbraio è previsto il passaggio parlamentare della fiducia del Governo al Senato e subito dopo l’Esecutivo metterà mano a uno dei dossier più scottanti: quello del nuovo lockdown chiesto apertamente da diversi scienziati, tra i quali spicca Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Un’ipotesi che però ha spaccato il mondo degli esperti e registra numerosi pareri contrari, come quello del virologo Roberto Burioni e dell’infettivologo Matteo Bassetti, che non lo ritengono necessario e suggeriscono di proseguire nella «convivenza con il virus» già sperimentata a fasi alterne negli ultimi mesi.

Cercando di capire come si muoverà il Governo Draghi sul fronte delle restrizioni, una tappa certa è quella del 25 febbraio: entro quella data, l’Esecutivo dovrà decidere se prorogare il divieto di spostamenti tra le Regioni, già stabilito fino a quel giorno, oppure se introdurre una maggiore libertà di movimenti, anche superando il metodo delle «Regioni colorate» (rosse, gialle ed arancioni) introdotto lo scorso autunno. Ma le decisioni riguarderanno anche la ripartenza di palestre, piscine, cinema e teatri e, in caso positivo, con quali misure di distanziamento e contingentamento.

La scelta sarà probabilmente determinata dall’effetto delle nuove varianti Covid, che suscitano allarme per la loro maggiore letalità e diffusione dei contagi: questo potrebbe comportare uno slittamento delle riaperture e degli allentamenti ai movimenti sul territorio. In ogni caso, tutte le decisioni dovranno essere prese entro il 5 marzo, cioè alla scadenza dell’attuale Dpcm che contiene tutte le regole ora vigenti.

Il Governo non deciderà da solo ma con il supporto del Cts, il Comitato tecnico scientifico del quale si avvale per i pareri necessari sulla circolazione del virus e sull’analisi dell’andamento della curva epidemiologica; dovranno essere sentite anche le Regioni, con le quali si auspica «maggiore condivisione» diversamente da quanto è accaduto in passato.

Si intravede qualche spiraglio per la riapertura delle attività legate al tempo libero, condizionata dal rigoroso rispetto delle regole sanitarie e sul contingentamento dei posti che dovrà mettere a punto proprio il Cts nei prossimi giorni e sottoporre all’esame del Consiglio dei ministri: il premier Mario Draghi ha già fatto sapere che, diversamente dal suo predecessore, su questi temi non deciderà da solo.



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3 Commenti

  1. Alcuni esperti parlano di un lockdown nazionale per via della diffusione della nuova variante. Ma vi sembra normale che possa verificarsi qualcosa del genere? A me sembra assurdo pensare anche solo di proporre un nuovo lockdown considerando che le attività commerciali stanno risentendo molto di questa pandemia…

  2. Ma che inutilità è continuare a fissare divieti di spostamenti tra Regioni se la gente si sposta comunque e senza alcun controllo. Si usano i mezzi di trasporto e non stanno di certo a controllare chi si sposta per quale motivo lo fa. Su questo ci metto la mano sul fuoco sapendo di alcuni amici che stanno andando a trovare i rispettivi partner senza essere fermati e avendo la residenza in un’altra regione rispetto quella di destinazione. Quindi, queste regole servono solo per fare discutere la gente e questi espertoni che stanno al Governo ma in realtà non hanno alcun fine perché la gente se ne frega!

  3. Il saluto di Conte è stato commuovente. Draghi è sicuramente un grande professionista, meno social e meno esposto sui media e sui social. Entrambi hanno adottato una linea di comunicazione conforme al loro personaggio, ma sono entrambi grandi professionisti che si stanno trovando a dover gestire una pandemia, ricordiamolo a quelli che stanno sempre con il dito puntato a sparare a mille contro chi ci governa…

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