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Nuovo Decreto ristori: chi avrà gli indennizzi

16 Febbraio 2021 | Autore:
Nuovo Decreto ristori: chi avrà gli indennizzi

La chiusura degli impianti da sci coinvolge tutto il settore legato alle vacanze in montagna: sport, turismo, alloggio, ristorazione, commercio agroalimentare.

Sarà il quinto della serie ma il primo varato dal nuovo Governo Draghi: il Decreto Ristori 5 nasce sotto il segno della chiusura degli impianti da sci, con le imprese del settore che erano pronte a riaprire lunedì 15 febbraio e ora reclamano indennizzi e risarcimenti. Una richiesta sostenuta da tutti i presidenti delle Regioni interessate e da alcune forze della nuova maggioranza, come la Lega di Matteo Salvini che reclama anche un «cambio di passo» nella gestione delle misure anti-Covid.

Si è quasi arrivati allo scontro con le dichiarazioni del nuovo ministro leghista del Turismo, Massimo Garavaglia, che ha detto: «C’è stato un danno per una scelta del Governo e i danni vanno indennizzati» anche perché riaprire le piste da sci dopo il 5 marzo «non ha senso, la stagione è finita».

Il premier Mario Draghi è atteso domani in Senato, dove si presenterà per chiedere la fiducia al nuovo esecutivo. Lì, nell’Aula, dovrà esporre il suo programma e quello dei ristori sarà un elemento centrale, assieme ai provvedimenti di contrasto al Covid ed all’impiego italiano delle risorse del Recovery Fund europeo.

A differenza di Giuseppe Conte, Draghi ha già reso noto che non parlerà usando il tempo futuro, non farà annunci o promesse ma comunicherà soltanto le cose fatte, i programmi già decisi e pronti da realizzare. Tra questi, c’è proprio il prossimo Decreto Ristori, che sarà finanziato con lo scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro già approvato dal Parlamento nei giorni precedenti alla caduta del Governo Conte. Nelle decisioni, entreranno in ballo le nuove emergenze, come i casi Alitalia ed ex Ilva di Taranto, insieme alle scadenze già programmate, come quella del 31 marzo che vedrà la fine del blocco dei licenziamenti, salvo ulteriori proroghe.

Lega e Pd stanno lavorando per stilare un calendario delle emergenze da sottoporre alle altre forze di maggioranza e alle decisioni del premier Mario Draghi. Il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza ha già assicurato che il Governo compenserà al più presto gli operatori economici colpiti dal protrarsi delle chiusure delle attività con «adeguati ristori».

Ma questo non basta a placare gli animi: protestano le associazioni di settore, come la Confcommercio, che sottolinea «i pesantissimi danni per le imprese», e la Coldiretti, che esprime preoccupazione per gli effetti dello stop degli impianti sciistici «non solo sulle piste ma anche sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi fino alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi, che dallo stop al turismo sulla neve hanno subito un calo di fatturato fino al 90%».

Così già arrivano le prime rassicurazioni, espresse dal ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che dichiara: «gli indennizzi per la montagna devono avere priorità assoluta, il danno va indennizzato subito, nel prossimo decreto». Perciò, molto probabilmente, i ristori in arrivo per imprenditori e commercianti costretti a chiudere a causa delle restrizioni vedranno in prima fila proprio gli operatori turistici, sportivi, alberghieri e alimentari legati al settore delle vacanze in aree montane, che appaiono attualmente tra i più colpiti dalla crisi.

Insieme a loro, potranno essere ristorati, con contributi a fondo perduto, anche gli esercenti di altre attività che hanno subito le recenti restrizioni, compresi i professionisti, ed anche i lavoratori dipendenti potrebbero ottenere una proroga della cassa integrazione. Non è esclusa una proroga del blocco dei licenziamenti, però, stavolta, con uno slittamento selettivo e limitato solo alle imprese in maggiori difficoltà economiche.



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