Carta di credito: quando usarla può far arrivare la Finanza

16 Febbraio 2021 | Autore:
Carta di credito: quando usarla può far arrivare la Finanza

Fiamme Gialle al lavoro per individuare e segnalare le operazioni sospette di riciclaggio: nel mirino l’uso massiccio o anomalo dello strumento.

L’uso anomalo della carta di credito finisce nel mirino della Guardia di Finanza. Con una nuova circolare le Fiamme Gialle hanno predisposto un nuovo modello per le Sos, le segnalazioni di operazioni sospette, che il Corpo invia all’Uif, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia.

Questo Ente ha compiti di indagine antiriciclaggio di denaro “sporco” in quanto di probabile provenienza illecita, che si vorrebbe “ripulire” appunto con trasferimenti finanziari mimetizzati in modo da nasconderne l’origine.

Le norme in materia già ci sono [1] e, adesso, stanno arrivando i provvedimenti attuativi delle pubbliche amministrazioni coinvolte in queste attività di contrasto. E la Guardia di Finanza è in prima linea. Ora, finiscono sotto la lente innanzitutto le operazioni internazionali che riguardano rapporti con Paesi considerati ad alto rischio riciclaggio: la Finanza ha aggiornato la sua black list in base alle informazioni investigative ottenute.

Così chi farà uso «massiccio» di una carta di credito per trasferire fondi all’estero sarà segnalato e sottoposto ad accertamenti più approfonditi per verificare la provenienza e la destinazione di questi capitali.

Ma il nuovo sistema di monitoraggio delle transazioni registrerà anche i casi di «operatività finanziaria anomala» realizzata da soggetti che hanno un «profilo patrimoniale incoerente rispetto alle disponibilità economiche»: è il caso, ad esempio, di un pensionato o di un lavoratore dipendente a stipendio fisso che improvvisamente movimenta grosse somme attraverso la propria carta di credito.

Per quale ragione lo fa e da dove proviene quel denaro? Il Comando Generale del Corpo ritiene che questi fenomeni potrebbero riguardare circa il 30% delle segnalazioni di operazioni sospette e assicura che, in questi casi, saranno appurati «natura, origine, finalità e destinazione» di tali movimenti finanziari: in sostanza, chi li ha effettuati dovrà spiegarli, altrimenti finirà sotto inchiesta per riciclaggio di capitali.

Per potenziare gli strumenti investigativi, le Fiamme Gialle applicheranno anche la metodologia Asaf (Analisi segnalazioni aggregate per fenomeno), che utilizza un contenitore di segnalazioni individuate attraverso le prime analisi, da assegnare ai reparti del Corpo territorialmente competenti: essi potranno chiedere una delega d’indagine al Pm della locale Procura della Repubblica per verificare la sussistenza del riciclaggio ipotizzato.

Sull’utilizzo anomalo delle carte di credito o di debito per prelievi di denaro contante ai bancomat l’Uif e la Guardia di Finanza erano già intervenuti lo scorso anno per contrastare le operazioni sospette: in proposito, leggi l’articolo “Prelievi in contante: ecco quando scatta la segnalazione“.

Ora, si attende anche una prossima circolare dell’Agenzia delle Entrate per gestire le segnalazioni di operazioni sospette ai fini fiscali o quelle compiute attraverso intermediari, come banche, professionisti ed altri operatori finanziari.


note

[1] D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 (attuazione della Direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi) e D. Lgs. n. 125/2019 (recepimento della Direttiva (UE) 2018/843/UE, c.d. V direttiva antiriciclaggio).


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1 Commento

  1. Come si spiega gli ammanchi di miliardi degli enti pubblici, alcuni miliardi e milioni che spariscono nelle casse degli enti pubblici, dove vanno questi miliardi? vorrei saperlo.

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