L’esperto | Articoli

Iscrizione albo avvocato: ultime sentenze

16 Febbraio 2021
Iscrizione albo avvocato: ultime sentenze

Iscrizione all’albo ordinario e speciale: concorsi e funzioni pubbliche. Le ultime sentenze della Cassazione. 

Non è necessaria l’iscrizione all’albo per concorrere per il ruolo di dirigente avvocato

L’iscrizione all’albo professionale, una volta conseguita l’abilitazione col superamento dell’esame forense, rappresenta un adempimento formale, cui l’Ordine è tenuto, salva la verifica dell’assenza di cause ostative e senza invece che tale iscrizione sia preceduta dell’accertamento del possesso di ulteriori requisiti di capacità professionale in capo al richiedente, tanto da configurarsi come atto a basso contenuto di discrezionalità, atteso che l’esercizio del potere tecnico-discrezionale di controllo è riservato alla precedente fase abilitativa.

(Nella specie, i giudici hanno ritenuto illegale e quindi nulla la clausola del bando di concorso per un posto da dirigente avvocato indetta da un ospedale calabrese; infatti potevano concorrere solo chi era iscritto all’albo professionale ed il requisito doveva essere dimostrato con una certificazione risalente al massimo a sei mesi prima della scadenza del bando. La ricorrente aveva contestato la sua esclusione dal concorso in quanto era solo abilitata alla professione, ma non risultava iscritta all’albo).

Consiglio di Stato sez. III, 02/02/2021, n.947

Iscrizione anticipata nel registro dei praticanti, per iscrizione all’ ultimo anno del corso di studio si intende l’ultimo anno del corso legale

L’art. 41, comma 6, l. n. 247 del 2012, dispone che: ‘il tirocinio può essere svolto: (…) per non più di sei mesi, in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea, dagli studenti regolarmente iscritti all’ultimo anno del corso di studio per il conseguimento del diploma di laurea in giurisprudenza“.

Il riferimento all’ultimo anno del corso di studio non può essere inteso come ultimo anno, qualunque esso sia, del corso di studio, ma necessariamente come l’ultimo del corso legale al quale si sia “regolarmente iscritti” che, appunto, è il quinto anno. Questa conclusione non è smentita, ma indirettamente avvalorata dal d.m. n. 70 del 2016 che, all’art. 5, comma 4, fa riferimento alla “durata legale del corso” proprio con riferimento allo studente praticante che non consegua il diploma di laurea “entro i due anni successivi”, imponendogli di “chiedere la sospensione del tirocinio per un periodo massimo di sei mesi, superato il quale, se non riprende il tirocinio, è cancellato dal registro e il periodo di tirocinio compiuto rimane privo di effetti”.

Cassazione civile sez. un., 03/11/2020, n.24379

Tirocinio

La possibilità di svolgere il tirocinio professionale da praticante avvocato in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea in giurisprudenza è riconosciuta, dall’art. 41, comma 6, lett. d), della l. n. 247 del 2012, agli studenti iscritti all’ultimo anno del corso di laurea, da intendersi come ultimo anno del corso legale al quale si sia regolarmente iscritti, con conseguente esclusione degli studenti fuori corso, restando irrilevante la eventuale diversa disciplina contenuta nelle convenzioni stipulate, ai sensi dell’art. 40 della stessa legge, tra i consigli degli ordini degli avvocati e le università, trattandosi di fonti pattizie inidonee a derogare al precetto legislativo.

Cassazione civile sez. un., 03/11/2020, n.24379

Obbligatorietà per tutti gli iscritti alla Cassa Forense del versamento dei contributi minimi

Nel nostro ordinamento, all’espletamento di attività lato sensu lavorativa, sia essa intellettuale o manuale, esercitata in forma autonoma o subordinata, dietro pagamento di corrispettivo, si accompagna la copertura previdenziale. E ciò per ragioni di tutela di posizioni indisponibili del singolo (tutela avverso la vecchiaia, la malattia, l’invalidità e per i superstiti) e, quindi, a prescindere se, poi, in concreto, al singolo potrà o meno essere erogata una qualche prestazione. A tal proposito si ribadisce la legittimità costituzionale dell’art. 21, commi 8 e 9, l. n. 247/2012, che sancisce l’obbligatorietà dell’iscrizione a Cassa Forense e del versamento di contributi minimi, per tutti gli iscritti all’Albo degli Avvocati.

Tribunale Foggia sez. lav., 16/07/2020, n.1954

Ricorso per cassazione e albo speciale

Ai fini dell’ammissibilità del ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 365 c.p.c., è necessario che lo stesso sia sottoscritto da avvocato iscritto nell’apposito albo speciale, munito di mandato a margine o in calce all’atto, o comunque a questo allegato, rilasciato dopo la pubblicazione della sentenza impugnata e prima della notificazione del ricorso stesso, senza, tuttavia, che sia prescritto che di tale iscrizione venga fatta espressa menzione nel ricorso.

Cassazione civile sez. lav., 19/08/2020, n.17317

La comparsa di costituzione sottoscritta dal praticante avvocato non è soggetta a sanatoria

La sanatoria delle irregolarità della costituzione delle parti di cui all’art. 182, comma 2, c.p.c. non è applicabile nel caso in cui gli atti siano stati sottoscritti da un praticante avvocato non iscritto all’albo, in quanto, difettando il presupposto dell’iscrizione all’albo professionale dell’avvocato per l’esercizio della professione forense, sono da considerarsi giuridicamente inesistenti e come tali insuscettibili di sanatoria.

Cassazione civile sez. III, 05/07/2019, n.18047

Avvocato, non sussiste alcun automatismo per il passaggio dall’Elenco speciale all’Albo ordinario

L’istituto del silenzio assenso, previsto dall’art. 20 della l. n. 241 del 1990, non trova applicazione nel procedimento di iscrizione all’albo ordinario degli avvocati, come regolato dal nuovo ordinamento della professione forense di cui alla l. n. 247 del 2012, atteso che la legge professionale disegna sul punto un sistema speciale del tutto incompatibile con la disciplina generale, prevedendo espressamente (art. 17, comma 7, l. n. 247 cit.) che, ove il Consiglio dell’Ordine non provveda all’iscrizione nel termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda, l’interessato, entro i dieci giorni successivi alla scadenza di tale termine, può presentare ricorso al Consiglio nazionale Forense, il quale decide sul merito dell’iscrizione con provvedimento immediatamente esecutivo.

(Principio affermato con riferimento ad una ipotesi in cui il Consiglio dell’Ordine non aveva provveduto, nel termine di trenta giorni, su una richiesta di cancellazione dall’Elenco speciale e di contestuale iscrizione all’Albo ordinario degli avvocati).

Cassazione civile sez. un., 21/06/2019, n.16740

Avvocati stabiliti: la delibera di cancellazione dalla sezione speciale dell’albo può essere adottata in qualunque momento

In tema di avvocati stabiliti, la delibera di cancellazione dalla sezione speciale dell’albo può essere adottata in qualunque momento, atteso che dalla natura del soggetto giuridico che provvede all’iscrizione e del relativo provvedimento (autorizzazione ricognitiva, denominata ammissione), nonché dalla natura della situazione giuridica soggettiva di cui è titolare l’aspirante all’iscrizione, discende l’impossibilità di apporre un termine volto a consolidare una situazione giuridica illegittimamente sorta, tenuto altresì conto della “ratio” perseguita dal legislatore, costituita dal corretto esercizio della professione forense, cui non è opponibile un termine ultimo di esercizio per effetto di un “legittimo affidamento” dell’iscritto, il quale non solo deve possedere, per l’intera durata dell’iscrizione, tutti i requisiti necessari, ma ha altresì l’obbligo di attestare annualmente con certificazione la regolarità dell’iscrizione medesima.

Cassazione civile sez. un., 24/12/2019, n.34439

Competenza Cnf 

A norma dell’art. 36 della l. n. 247 del 2012 – il quale riproduce, nella sostanza, una disposizione già precedentemente in vigore perché contenuta nel r.d.l. n. 1578 del 1933 – spetta al Consiglio Nazionale Forense la competenza a conoscere dei ricorsi avverso i provvedimenti di iscrizione, di diniego di iscrizione e di cancellazione dall’albo professionale degli avvocati, emessi dai Consigli dell’Ordine degli avvocati, così integrandosi una ipotesi di giurisdizione speciale.

Cassazione civile sez. un., 24/12/2019, n.34429

Cancellazione dall’albo professionale per mancanza di un requisito necessario per l’iscrizione

Il provvedimento di cancellazione dall’albo professionale per mancanza di un requisito necessario per l’iscrizione, emesso dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati in osservanza della procedura di cui all’art. 17, comma 12, della l. n. 247 del 2012, non ha natura disciplinare e non richiede la preventiva citazione a comparire dell’interessato, (prevista, invece, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni disciplinari, dall’art.45 del r.d.l. n. 1578 del 1933), atteso, che, ai sensi del comma 3 del detto art. 17, la normativa sul procedimento disciplinare è chiamata ad integrare quella sulla procedura di accertamento dei requisiti per l’iscrizione all’albo solo in quanto quest’ultima non contenga una regolamentazione specifica incompatibile con la prima; nella specie, la specifica disciplina dettata dal citato comma 12 dell’art.17 della l. n. 247 del 2012 – nel prevedere che il Consiglio dell’Ordine, prima di deliberare la cancellazione, ha l’obbligo di invitare l’iscritto a presentare le sue osservazioni, provvedendo altresì ad ascoltarlo personalmente ove egli ne faccia richiesta – è incompatibile con quella dettata per la procedura disciplinare, che impone sempre e comunque la citazione dell’incolpato, né può ritenersi lesiva del principio del contraddittorio, in quanto l’invito a comparire costituisce pur sempre un obbligo per il COA, anche se nella sola ipotesi in cui l’iscritto ne faccia richiesta.

Cassazione civile sez. un., 24/12/2019, n.34429

Valutazione ai fini dell’iscrizione nell’Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori

In sede di verifica di idoneità per l’iscrizione nell’Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, la carenza di un componente appartenente alla categoria del professore universitario all’interno della sottocommissione non costituisce vizio di legittimità della verifica stessa, atteso che l’ultimo alinea del comma 2 dell’art. 22, l. n. 247 del 2012 dispone che la Commissione d’esame deve essere designata dal CNF ed essere composta da suoi membri, avvocati, professori universitari e magistrati, mentre non contiene alcuna indicazione sul numero dei membri della commissione, sul numero minimo dei soggetti rappresentanti delle singole categorie professionali ivi previsti, sulla articolazione di titolari e supplenti e sulla articolazione in sottocommissioni.

Consiglio di Stato sez. IV, 11/11/2019, n.7709

Iscrizione all’albo dei consulenti del lavoro, degli avvocati

In sede di gara pubblica per l’affidamento del « Servizio di gestione, elaborazione buste paga e relativi documenti connessi », l’attività di elaborazione delle buste paga e della documentazione correlata è riconducibile alle attività riservate ai sensi della l. n. 12 del 1979 agli iscritti all’albo dei consulenti del lavoro, degli avvocati, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e periti, in quanto richiede una valutazione tecnico-giuridica tipica della professionalità di cui all’art. 1 della legge atteso che gli adempimenti necessari richiedono un’attività strettamente professionale, complessa ed articolata, che non si esaurisce in un mero compimento di operazioni materiali di calcolo .

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 06/03/2019, n.141

Requisiti per l’iscrizione degli avvocati pubblici negli elenchi speciali annessi all’albo degli avvocati

Affinché i cc.dd. «avvocati pubblici» possano essere iscritti negli elenchi speciali annessi all’albo degli avvocati, presso l’ente pubblico di appartenenza deve esistere un ufficio legale costituente un’unità organica autonoma e coloro i quali sono ad esso addetti devo esercitare con libertà ed autonomia le loro funzioni di competenza, con sostanziale estraneità all’apparato amministrativo, in posizione di indipendenza da tutti i settori previsti in organico e con esclusione di ogni attività di gestione; peraltro, la previsione di una figura di vertice — l’avvocato coordinatore — non contraddice questi principi poiché la necessaria indipendenza propria degli avvocati in servizio presso l’ente non esclude forme di coordinamento ed indirizzo sul piano organizzativo.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 04/02/2019, n.27

Per andare in pensione con la totalizzazione dei contributi Inps bisogna cancellarsi dall’albo

Se la cancellazione dell’Albo è un requisito essenziale per ottenere il trattamento pensionistico presso Cassa Forense (unitamente alla prevista anzianità di iscrizione e contribuzione alla Cassa) allora esso deve essere rispettato ed ottemperato anche nel caso in cui si voglia accedere alla pensione, attraverso la totalizzazione dei contributi versati alla Cassa e all’Inps.

Cassazione civile sez. lav., 25/01/2019, n.2225

La mera iscrizione all’albo forense è causa di incompatibilità con la funzione di pubblico dipendente e ne giustifica il licenziamento

Posto che l’art. 53 d.lgs. n. 165/2001 estende a tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli artt. 60 e seguenti del d.P.R. n. 3/1957, correttamente il Comune ha disposto il licenziamento disciplinare di un dipendente per il permanere dell’iscrizione all’albo degli avvocati, circostanza che lascia presumere l’esercizio abituale della professione.

Il funzionario comunale che svolge contemporaneamente l’attività di avvocato versa in una situazione di incompatibilità, prevista dall’articolo 53 del testo Unico sul pubblico impiego, che giustifica il licenziamento disciplinare. Tale sanzione è legittima anche soltanto in presenza della mera iscrizione all’albo degli avvocati, da cui è lecito presumere lo svolgimento in concreto della professione forense.

Ad affermarlo è la Cassazione che si è pronunciata in senso sfavorevole a un dipendente comunale, licenziato dall’ente locale per non aver dichiarato la situazione di incompatibilità al momento dell’assunzione e per non aver cancellato la sua iscrizione dall’albo degli avvocati durante il periodo di svolgimento del rapporto di lavoro. Per la Corte è sufficiente la mera iscrizione all’albo per presumere in concreto lo svolgimento della professione.

Cassazione civile sez. lav., 12/12/2018, n.32156

Non si può negare l’iscrizione all’albo forense dello studio multidisciplinare

Non si può negare l’iscrizione all’albo forense dello studio multidisciplinare. Ad affermarlo sono le sezioni Unite della Cassazione che, analizzando la legge professionale e le clausole di salvaguardia e attraverso una puntigliosa analisi dell’evoluzione delle norme che hanno via via disciplinato la società interprofessionale, ricordano che dal 1° gennaio del 2018 è consentita la costituzione di società di persone, capitali e cooperative i cui soci siano per almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto iscritti all’albo, o avvocati iscritti all’albo e professionisti iscritti in albi di altre professioni; società il cui organo gestore deve essere composto solo da soci e nella maggioranza da soci avvocati.

Cassazione civile sez. un., 19/07/2018, n.19282



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube