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Concorso pubblico e valutazione delle risposte: ultime sentenze

16 Febbraio 2021
Concorso pubblico e valutazione delle risposte: ultime sentenze

Quiz con risposte multiple: la pubblica amministrazione è obbligata a ritenere valide entrambe le risposte corrette.

Le domande del test devono essere chiare

Il metodo dei test preselettivi con domande a risposta multipla richiede che tali domande, in quanto destinate a ricevere risposta in tempi brevi, per facilitare la speditezza della complessiva attività di selezione, siano formulate in modo tale da non pregiudicare l’efficienza intrinseca del risultato e la par condicio degli aspiranti. Le stesse debbono, pertanto, essere formulate in maniera chiara, non incompleta o ambigua, in modo da consentire l’univocità della risposta.

Deve, dunque, farsi applicazione dei superiori principi per cui ogni quesito deve prevedere una sola risposta esatta e i quesiti che prevedono più risposte esatte o nessuna risposta esatta sono da considerare illegittimi e, pertanto, da annullare, così da neutralizzare l’incidenza negativa svolta dal quesito errato sulla valutazione complessiva dei candidati.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 05/02/2020, n.560

Discrezionalità della p.a. in ordine alla individuazione delle domande di esame e limiti del sindacato del g.a.

La P.A., nell’ambito delle sue valutazioni discrezionali, può individuare le domande da sottoporre ai candidati delle procedure concorsuali ai fini della verifica del grado di professionalità e del livello culturale necessari per conseguire una valutazione positiva da parte della Commissione esaminatrice, e tali scelte possono essere sindacate dal g.a. nei soli limiti esterni di manifesta illogicità ed irragionevolezza o dell’inosservanza del limite oggettivo del programma e delle materie previste per lo specifico concorso; non è invece configurabile alcuna discrezionalità in ordine alla valutazione delle risposte date alle singole domande, perché ogni quiz a risposta multipla deve prevedere con certezza una risposta univocamente esatta per evitare una valutazione dei candidati in violazione del principio della par condicio desumibile dall’art. 97 Cost..

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 05/11/2019, n.12643

Nelle prove concorsuali articolate su quesiti a riposta multipla, da svolgersi entro un ristretto arco temporale (nel caso di specie, nell’arco di un’ora e trenta minuti), deve privilegiarsi la chiarezza del contenuto di ciascun quesito, che va formulato entro i limiti del programma di esame, secondo canoni di certa e pronta comprensibilità.

A sua volta, la risposta, indicata come esatta fra quelle riportate nel questionario, deve raccordarsi ad una plausibile corretta applicazione dell’acquisizione delle scienze umane che vengono in gioco, ovvero di regole giuridiche, o di altri ordinamenti di settore, di cui è richiesta la conoscenza da parte del candidato, con esclusione di ogni ambiguità ed incertezza di soluzione.

Se, pertanto, appartiene alla sfera di discrezionalità dell’Amministrazione la selezione del coacervo di domande da sottoporre ai candidati ai fini della verifica del grado di professionalità e del livello culturale che si reputa necessario per il conseguimento del giudizio idoneativo, con scelte la cui sindacabilità può aver luogo nei soli limiti esterni della ragionevolezza e dell’osservanza del limite oggettivo del programma di esame, parimenti non può ricondursi all’esclusiva discrezionalità tecnica dell’ente, una volta posta la domanda, l’individuazione del contenuto coerente ed esatto della risposta. Quanto precede vale, in particolare, nei casi in cui l’iter logico del candidato per la soluzione del quesito si raccorda – come nel caso di specie – a regole certe e predeterminate da cui riceve disciplina la fattispecie in esame.

Consiglio di Stato sez. VI, 09/11/2010, n.7984

Punteggio concorso pubblico

La Pubblica amministrazione, nell’ambito delle sue valutazione discrezionali, può individuare le domande da sottoporre ai candidati delle procedure concorsuali ai fini della verifica del grado di professionalità e del livello culturale necessari per conseguire una valutazione positiva da parte della commissione esaminatrice, e tali scelte possono essere sindacate nei soli limiti esterni di manifesta illogicità ed irragionevolezza o dell’inosservanza del limite oggettivo del programma e delle materie previste per lo specifico concorso; non è invece configurabile alcuna discrezionalità in ordine alla valutazione delle risposte date alle singole domande, perché ogni quiz a risposta multipla deve prevedere con certezza una risposta univocamente esatta per evitare una valutazione dei candidati in violazione del principio della par condicio desumibile dall’art. 97 Cost.. 

Consiglio di Stato sez. V, 17/06/2015, n.3060

Controllo del giudice riguardo alla chiarezza dei quesiti 

È rimessa al merito dell’Amministrazione la scelta dei quesiti da sottoporre ai candidati in una procedura concorsuale, con i conseguenti limiti del sindacato giurisdizionale in tale ambito. Tuttavia, non può ritenersi sottratta al sindacato giurisdizionale la valutazione circa la chiarezza della domanda e l’univocità della riposta ritenuta corretta dall’Amministrazione, posto che ogni quiz a risposta multipla deve prevedere con certezza una risposta univocamente esatta per evitare una valutazione dei candidati in violazione del principio della par condicio desumibile dall’art. 97 cost. 

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 04/09/2018, n.2043

Il vaglio giurisdizionale di ragionevolezza di un test d’ingresso a un corso di laurea non trova un limite nella mera formulazione di un questionario con domande a risposta multipla, ma – ferma rimanendo l’insindacabilità del giudizio tecnico – si estende all’apprezzamento della congruenza e della coerenza del medesimo, rispetto alla finalità della selezione, secondo oggettivi criteri scientifici o tecnici, che ben può comprendere il dovere ricercare il significato di un singolo quesito sia nel suo tenore complessivo, sia in ciascuno dei suoi elementi, incluse le diverse soluzioni proposte, di cui una sola deve presumersi corretta, dovendosi considerare tale operazione esegetica legittima parte integrante dell’ impegno richiesto per risolvere il quesito stesso, con specifico riferimento alla capacità di valutazione critica da parte del candidato (nella fattispecie, a fronte di una domanda del test d’ ingresso al corso di laurea in medicina e chirurgia priva degli elementi da cui dedurre in modo univoco la risposta esatta, il collegio reputava trascurabili le eventuali difficoltà interpretative, emergenti a una prima lettura, in quanto una nuova analisi critica di tutti gli elementi offerti – ivi compresi le risposte presentate al quesito – consentiva, comunque, di pervenire, nel contesto specifico, ad un unico ragionevole significato).

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 30/07/2014, n.786



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