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Prime cose da fare in caso di morte di un familiare

15 Giugno 2021 | Autore:
Prime cose da fare in caso di morte di un familiare

Nell’immediatezza di un evento luttuoso, sono diversi gli adempimenti da compiere in base al luogo in cui è avvenuto il decesso.

Quando si è colpiti da un lutto, soprattutto se improvviso, si può avere difficoltà a razionalizzare, travolti dall’onda emotiva. Si tratta di un momento estremamente delicato nel quale, tuttavia, bisogna mantenere una certa lucidità al fine di compiere i necessari adempimenti. A tal proposito, va detto che le prime cose da fare in caso di morte di un familiare cambiano in base al posto in cui è avvenuto il decesso. Infatti, occorre distinguere a seconda se l’evento luttuoso si sia verificato in casa, in una struttura sanitaria oppure in un luogo pubblico.

Se, poi, la morte è avvenuta all’estero, va tenuto in conto che potrebbe esserci un aggravio della procedura e della documentazione necessarie per consentire il trasporto della salma e la celebrazione del funerale in Italia.

Prime cose da fare in caso di morte di un familiare in casa

Se la morte di un familiare avviene in casa, occorre innanzitutto contattare il suo medico curante il quale, constatato l’avvenuto decesso, compila il certificato di morte e un apposito modulo, denominato “scheda Istat”, dove riporta i dati del defunto e le cause del decesso medesimo.

Qualora il medico di famiglia non fosse reperibile o dovesse essere impossibilitato ad effettuare la constatazione, i familiari del defunto possono rivolgersi ad un altro medico come ad esempio a quello del 118 oppure a quello del servizio di continuità assistenziale, che rilascia il certificato di morte. Anche in questo caso, compete comunque al medico curante redigere la scheda Istat.

Successivamente e, solitamente, tramite l’agenzia delle pompe funebri incaricata per le esequie, va contattato il medico necroscopo dell’Asl di riferimento. Tale professionista esegue la visita necroscopica, quindi, trasmette il certificato di accertamento di morte all’ufficio di stato civile del Comune, entro le 24 ore dal decesso.

Il Comune provvede a rilasciare l’attestazione della cancellazione del defunto dai pubblici registri come persona “vivente”.

Decesso di un familiare in struttura sanitaria: come comportarsi?

Nell’ipotesi in cui il decesso avvenga in una struttura sanitaria, in ospedale o in una casa di cura, la morte viene constatata dal personale medico che opera presso la stessa struttura, il quale si preoccupa anche di redigere il certificato di morte.

Il certificato di accertamento di morte, invece, viene redatto dal medico necroscopo, che lo trasmette all’ufficio di stato civile del Comune, nel termine di 24 ore dal decesso.

Dopo l’accertamento della morte, il corpo viene trasferito in una camera mortuaria o in una saletta appositamente predisposta. Se l’evento luttuoso si è verificato durante l’orario notturno, è possibile che tale trasferimento avvenga il mattino seguente.

Cosa fare se il decesso avviene in un luogo pubblico

Altro caso è quello in cui il decesso avviene in un luogo pubblico per morte violenta (ad esempio, a seguito di un omicidio) o improvvisa (ad esempio, a causa di un malore). In tale ipotesi, bisogna chiamare immediatamente il 118 e le forze di polizia, ovvero i Carabinieri (il numero telefonico di emergenza è il 112) o la polizia di Stato (il numero di emergenza è il 113).

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria intervenuti, avvertono l’Autorità Giudiziaria, cioè il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica competente per territorio, il quale dispone in ordine alla rimozione della salma e per l’eventuale espletamento di ispezioni medico legali esterne, di esami autoptici ed altri esami connessi. Al termine degli adempimenti necessari, il magistrato provvede al rilascio del nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.

Cosa fare se la morte avviene all’estero

Se un familiare muore all’estero, occorre darne comunicazione immediata al Consolato generale o all’Ambasciata italiana al fine di ottenere il nulla osta per il rimpatrio della salma.

Il decesso va trascritto in Italia e per l’espletamento di tale procedura sono richiesti l’atto di morte emesso dall’ufficio di stato civile competente, il certificato conforme all’originale e tradotto e la documentazione utile per potere comprovare la cittadinanza del defunto, nel caso in cui non fosse iscritto nello schedario consolare.

Quali sono gli adempimenti burocratici successivi alle esequie

Dopo lo svolgimento delle esequie, i familiari del defunto devono occuparsi di diverse pratiche burocratiche.

Se il deceduto era titolare di pensione, va fatta una comunicazione dell’avvenuto decesso all’Inps anche tramite i patronati o i sindacati. Congiuntamente, va inoltrata la richiesta di reversibilità per il coniuge superstite e di riscossione dei ratei maturati per gli aventi diritto. Inoltre, entro 12 mesi dalla morte va presentata la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, con il relativo pagamento dell’imposta di successione.

Nell’ipotesi in cui il defunto era titolare di utenze domestiche quali ad esempio il telefono, la fornitura dell’acqua o dell’energia elettrica, la disdetta o le variazioni d’intestazione vanno comunicate alle ditte fornitrici dei servizi. Altresì, va fatta la disdetta o va variata l’intestazione della cartella esattoriale relativa alla Tari (Tassa sui rifiuti) presso l’ufficio competente del Comune di residenza.

Il conto corrente bancario o postale del defunto, a seguito della comunicazione del decesso, viene momentaneamente bloccato in attesa della produzione dell’atto notorio attestante gli eredi.

Entro 60 giorni dal decesso, è consigliato effettuare il passaggio di proprietà e successione per eredità di autovetture e motocicli intestati al defunto, rivolgendosi ad un’agenzia per il disbrigo di pratiche automobilistiche oppure direttamente all’ufficio del Pra (Pubblico registro automobilistico).

Qualora il defunto deteneva un’arma da fuoco, entro 8 giorni dalla morte occorre comunicare il cambio di detenzione ai Carabinieri di zona per gli adempimenti successivi.

Per quanto attiene alla dichiarazione dei redditi del defunto per l’anno in cui è avvenuta la morte, la stessa va presentata da uno degli eredi e i dati vengono riportati in un quadro apposito.

Nella dichiarazione dei redditi per l’anno successivo a quello del decesso, è possibile usufruire della detrazione delle spese funebri sostenute, nella misura del 19% fino a un massimo di 1.550,00 euro. Il valore dello sconto, quindi, non può superare i 294,50 euro [1].

Hanno diritto alla detrazione, indipendentemente se il familiare deceduto fosse o meno a loro carico, il coniuge (anche se legalmente separato), i figli legittimi o adottivi e i nipoti diretti, i genitori, i generi e le nuore, fratelli e sorelle germani o unilaterali, il suocero o la suocera, nonni e nonne.

L’importo da detrarre non cambia anche se le spese sono state sostenute da più familiari; tuttavia, la detrazione può essere frazionata tra gli stessi con una dichiarazione di ripartizione delle spese.


note

[1] Art. 15 T.U. sulle imposte sui redditi.


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