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Detrazione fiscale per figlio disabile: come usufruirne?

15 Giugno 2021
Detrazione fiscale per figlio disabile: come usufruirne?

La legge consente ai genitori lavoratori di detrarre dalle tasse un determinato importo per ogni familiare a carico. In caso di disabilità, la somma detraibile aumenta.

Sei il genitore di un figlio disabile. Ti hanno detto che puoi chiedere al datore di lavoro di applicare, in qualità di sostituto d’imposta, una detrazione per familiare a carico maggiorata a causa della condizione di disabilità. Vuoi sapere come ottenere tale beneficio fiscale.

Tra i vari interventi messi in campo dallo Stato per sostenere le famiglie con figli c’è la detrazione per figli a carico. Si tratta di una misura volta ad alleggerire il carico fiscale gravante sul reddito dei lavoratori che hanno dei familiari a carico. Inoltre, si prevede una maggiorazione della detrazione fiscale per figlio disabile: come usufruirne? Generalmente, all’inizio dell’anno, il datore di lavoro richiede al dipendente la compilazione di una scheda relativa all’applicazione delle detrazioni fiscali.

Detrazione per i figli a carico: cos’è?

I contribuenti devono pagare, sul proprio reddito, le tasse e, in particolare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Contribuiscono, tuttavia, ad alleggerire il carico fiscale le deduzioni e le detrazioni fiscali.

La deduzione fiscale è una riduzione della base imponibile, ossia, dell’importo di riferimento su cui deve essere calcolata l’imposta. Al contrario, la detrazione fiscale viene applicata all’imposta calcolata, che viene conseguentemente ridotta.

Una delle principali detrazioni fiscali che possono essere applicate al contribuente è la detrazione per figli a carico che spetta al soggetto che abbia figli fiscalmente a carico. L’importo della detrazione dall’Irpef varia in ragione del reddito complessivo del contribuente.

Cosa si intende per figlio a carico?

Nel nostro ordinamento, una persona viene considerata fiscalmente a carico di un proprio familiare quando percepisce un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. A partire dal 1° gennaio 2019, per i figli fino a 24 anni di età, tale importo è aumentato a 4.000 euro. In linea generale, dunque, tutti i figli in età scolare sono fiscalmente a carico dei genitori poiché non percepiscono alcuna forma di reddito.

Detrazione per figlio a carico: a quanto ammonta?

Come abbiamo detto, la detrazione per figlio a carico spetta in misura variabile, in base al reddito complessivo. Inoltre, si prevede un tetto massimo di reddito oltre il quale non spetta nessuna detrazione che è pari a 95.000 euro annui.

La detrazione di base per i figli fiscalmente a carico è, allo stato attuale, pari a:

  • figlio minore di tre anni: 1.220 euro;
  • figlio di età pari o superiore a tre anni: 950 euro.

Al fine di favorire le famiglie numerose si prevede, inoltre, che se nel nucleo familiare sono presenti più di tre figli a carico, i predetti importi aumentano di 200 euro per ogni figlio, a partire dal primo.

Detrazione per figlio disabile: quanto spetta?

Oltre alle famiglie numerose, anche le famiglie che hanno a carico un figlio disabile hanno diritto ad un trattamento di miglior favore. In particolare, si riconosce a tali famiglie una detrazione per figlio a carico maggiorata di un ulteriore importo di 400 euro.

Ne consegue che la detrazione per figlio disabile corrisponde a:

  • figlio disabile minore di tre anni: 1.620 euro;
  • figlio disabile di età pari o superiore a tre anni: 1.350 euro.

Per poter accedere a tale beneficio la disabilità del figlio fiscalmente a carico deve essere stata debitamente accertata dalle competenti commissioni istituite ai sensi di legge [1] presso le aziende sanitarie locali.

Inoltre, se la famiglia ha più di tre figli si applica la maggiorazione di 200 euro per ciascun figlio che abbiamo già visto.

Detrazione figlio disabile: come si calcola?

Gli importi spettanti a titolo di detrazione per figli a carico che abbiamo indicato sono teorici e devono essere riparametrati sulla base del reddito complessivo annuo. Quegli importi, infatti, spettano solo in caso di reddito pari a 0. In tutti gli altri casi, la detrazione Irpef effettiva deve essere calcolata moltiplicando la detrazione teorica per il coefficiente che si ottiene dividendo 95.000, diminuito del reddito complessivo, per 95.000. Occorre considerare che nel reddito complessivo non devono essere considerate l’abitazione principale e le relative pertinenze. Vi rientra, invece, il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca.

La formula per il calcolo è la seguente: detrazione teorica  X  [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000].

Detrazione per figlio disabile: a chi spetta?

La detrazione per il figlio disabile deve essere ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. Alternativamente, previo accordo tra le parti, è possibile attribuire tutta la detrazione al genitore con il reddito più elevato.

Per quanto concerne la richiesta, generalmente, il datore di lavoro consegna ad inizio anno un modulo al dipendente con il quale quest’ultimo è chiamato a dichiarare quali sono le detrazioni fiscali che ha diritto ad ottenere. Il lavoratore dovrà dunque specificare la presenza di un figlio disabile in famiglia, l’età, il numero di figli a carico e la percentuale di detrazione a lui spettante. Il sostituto di imposta procederà, sulla base della dichiarazione del dipendente, ad applicare la detrazione Irpef direttamente in busta paga.


note

[1] L. 104/1992.


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