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Cassette di frutta o verdura ai margini della strada: è reato

10 Febbraio 2014
Cassette di frutta o verdura ai margini della strada: è reato

Scatta il reato di cattivo stato di conservazione della merce per i fruttivendoli che espongono frutta e verdura in cassette  ai gas di scarico.

Ci abbiamo fatto l’abitudine e, forse, in alcune zone urbane, è anche un po’ “pittoresco” vedere le cassette del mercato, con la frutta e la verdura, ai margini della strada. Tra le bancarelle ambulanti, le grida delle offerte dei venditori, le contrattazioni sul prezzo e i ragazzini che spingono i carrelli su due ruote, si dimentica però che tutto ciò può essere altamente nocivo per la salute quando gli alimenti vengono a contatto con i gas di scarico delle vetture che passano sul ciglio della strada.

A ricordarlo, invece, è una sentenza di stamattina della Cassazione [1]. La Suprema Corte ci ricorda che esporre le cassette di frutta e verdura per la pubblica via, ai gas di scarico delle auto, è un reato che fa scattare, per il commerciante, una ammenda. Si parla, in tali casi, di “cattivo stato di conservazione della merce” per via degli agenti atmosferici inquinanti e nocivi per la salute di cui vanno a impregnarsi gli ortaggi.

Insomma, una scelta commerciale – quella di esporre la merce in bella mostra – volta a catturare l’attenzione del consumatore, ma anche quella delle forze dell’ordine, che dovrebbero far scattare subito il verbale, anche su segnalazione degli stessi passanti.

A cielo aperto… La verdura collocata in alcune cassette, piazzate in strada all’esterno del negozio, e quindi a contatto con agenti atmosferici e gas di scarico dei veicoli in transito lungo la strada, non ha scusanti per i magistrati della Suprema Corte. O il cibo viene riportato dentro il negozio, o lo si copre debitamente, o lo si ripara dai gas di scarico. In caso contrario è obbligatoria la contestazione del reato di “cattivo stato di conservazione” dell’alimento in questione.

Rispetto al commercio, è prioritaria la tutela del consumatore, ossia assicurare che la sostanza alimentare giunga al consumo con le garanzie igieniche imposte per la sua natura: ciò, peraltro, anche alla luce della considerazione che il cattivo stato di conservazione è configurabile pure in caso di detenzione in condizioni igieniche precarie.


note

[1] Cass. sent. n. 6108/14 del 10.02.2014.


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2 Commenti

  1. scusate, ma se gli ambulanti o chi per esso sia, non devono esporre la merce all’aperto, anche nei mercati generali dove la merce sta all’aperto e vi entrano i tir e altri furgoni per il carico e lo scarico, non dovrebbe essere possibile efettuarlo.C’è da dire inoltre che se i negozianti di frutta e verdura, devono rientrare la merce esposta,altresì dovrebbero fare i ristoratori bar e tutti coloro ke espongono tutti i loro prodotti all’aperto. A me sembra una decisione un pò eccessiva, perchè questa decisione,va a colpire sempre e solo i più deboli. domanda tutti i mercatini e gli ambulanti, così facendo sono costretti a sparire.

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