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Covid: sei Regioni verso la zona arancione

17 Febbraio 2021 | Autore:
Covid: sei Regioni verso la zona arancione

L’aumento dell’Rt dovrebbe portare verso la fascia intermedia Emilia, Friuli, Marche, Piemonte, Lazio e Lombardia. Aumentano le fasce rosse locali.

Potrebbe non durare a lungo il «Paradiso» della zona gialla in alcuni territori: sei Regioni viaggiano verso la zona arancione, visti l’andamento della pandemia negli ultimi giorni e la necessità di contenere i contagi per evitare una terza ondata di Covid alimentata dalle nuove varianti. Venerdì, dopodomani dunque, è prevista una nuova stretta che non mancherà di sollevare ulteriori polemiche perché comporterà altre chiusure, che si aggiungeranno a quelle già disposte nelle singole città in cui è stata istituita la zona rossa.

Le Regioni interessate sono Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Piemonte, dove non si esclude che venerdì il dato relativo all’Rt sia superiore a 1. Ma lo stesso rischio interessa, per lo stesso motivo, anche la Lombardia e il Lazio. Ad oggi, in virtù del decreto firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, lo scorso 13 febbraio, sono in fascia arancione Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sicilia e Umbria. Qualcuna di queste Regioni potrebbe addirittura tingersi di rosso entro il weekend.

Questo passo indietro delle sei Regioni, che dovrebbe essere stabilito venerdì, porterà di nuovo alla chiusura di bar e ristoranti, ai quali sarà permesso operare soltanto per l’asporto. Inoltre, ci sarà il divieto di uscire dal proprio Comune di residenza se non per i soliti motivi di lavoro, di salute o di comprovata necessità.

Il tutto per evitare un rischio di cui si parla sempre più spesso e che nessuno, in questo momento, vorrebbe prendere in considerazione, ovvero il lockdown nazionale come quello della primavera dell’anno scorso, invocato da qualche scienziato molto vicino al ministero della Salute (dal consigliere di Speranza Walter Ricciardi, tanto per essere chiari).

Per ora, oltre al cambio di colore di qualche Regione, si stanno adottando delle chiusure localizzate, come nei quattro Comuni della Lombardia che da oggi fino al 24 febbraio sono formalmente in zona rossa, come deciso ieri dal governatore Attilio Fontana. Lo stesso sta succedendo da giorni in diversi punti dell’Umbria. Ciò significa, tra le altre cose già note, che le scuole resteranno chiuse e che si dovrà ricorrere alla didattica a distanza per il periodo interessato. E che, oltre a bar e ristoranti, palestre e piscine, anche i negozi dovranno tenere giù le serrande, ad eccezione delle attività commerciali che sono rimaste aperte durante gli altri lockdown (supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole, tabaccai).

Gli esperti non vogliono sottovalutare in alcun modo la presenza delle varianti del coronavirus in Italia, l’ultima delle quali, una forma di Covid ma vista finora nel nostro Paese, è stata individuata in Campania. La paura è quella di dover constatare che una di queste mutazioni si è diffusa più del virus conosciuto e contro il quale si sta cercando di combattere attraverso la campagna di vaccinazione. Insomma, ricominciare da capo, o quasi, sarebbe un incubo nell’incubo, come si sta dimostrando in altri Paesi europei.

Questo è il quadro che avrà davanti il Governo venerdì 19 gennaio, quando – con la fiducia del Parlamento in tasca – riceverà dall’Istituto superiore di sanità il report settimanale sull’andamento dei contagi e sulla situazione della pandemia. Dati sui quali verranno prese delle decisioni che si annunciano a dir poco preoccupanti.



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2 Commenti

  1. Ora sono spuntati fuori nuovi colori. Qui, sembra che stiamo giocando alle regioni colorate,mentre i commercianti, i gestori di piscine, palestre, teatri, e tutti quelli che ci girano intorno stanno perdendo un sacco di possibili guadagni a causa delle chiusure… Ma fino a quando vogliono tirare avanti con questi giochetti? Tanto vale chiudere definitivamente e trovare un’alternativa perché così non ha senso andare avanti.

  2. Nella zona bianca non ci andrà nessuno almeno fino all’estate. Poi, ci diranno che d’estate possiamo uscire e ci daranno altri bonus vacanze per ripopolare gli hotel e le spiagge e poi ci richiuderanno tra ottobre e novembre. Non penso che con il vaccino e la confusione che ci sta intorno si possa stare sicuri e ci si possa fidare

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