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Eredità giacente: come si nomina il curatore?

16 Giugno 2021 | Autore:
Eredità giacente: come si nomina il curatore?

Quando alla morte di una persona vi è incertezza su chi siano gli eredi è possibile nominare un soggetto che amministri provvisoriamente il patrimonio del defunto. Vediamo come.

Hai un credito verso una persona e, poiché quest’ultima non vuole saperne di pagarti, hai deciso di pignorare alcuni suoi beni di valore. Improvvisamente, però, il tuo debitore muore. A questo punto, decidi di rivolgerti agli eredi per ottenere ciò che ti spetta; contatti quindi uno dei figli del defunto e gli esponi la situazione.

Con tua grande sorpresa, questi ti risponde di non avere ancora accettato l’eredità e di non essere pertanto erede. Aggiunge inoltre di non sapere se e quando accetterà. La risposta ti crea una certa confusione. Come tutelare le tue ragioni? Telefoni a un avvocato, il quale ti dice che in questo caso l’eredità è giacente e ti dà un appuntamento per spiegarti come si nomina il curatore, ossia una persona che si occuperà del patrimonio del defunto in attesa dell’accettazione da parte degli eredi. In questo modo, potrai essere certo che i beni ereditari saranno ben custoditi in attesa che tu possa avere quello che ti spetta. Leggendo questo articolo saprai in cosa consiste la procedura di nomina.

Curatore eredità giacente: perché nominarlo?

Quando una persona muore, il suo patrimonio (che comprende le proprietà, gli altri diritti e buona parte dei debiti) si trasmette agli eredi, individuati in base alla legge o a quello che il defunto ha stabilito con testamento. Questa trasmissione, però, non avviene automaticamente. Le persone che hanno diritto a divenire eredi, infatti, devono prima accettare l’eredità; diritti e debiti del defunto si trasferiranno in capo a loro solo dopo l’accettazione.

Il termine per accettare l’eredità è molto lungo: 10 anni dalla morte [1]. In certi casi, può quindi accadere che gli eredi non vengano subito individuati, ad esempio perché il defunto non aveva una famiglia. Altre volte le persone che potrebbero accettare l’eredità sono indecise se farlo o meno, perché il loro congiunto deceduto aveva molti debiti; oppure, semplicemente, perdono tempo perché prese da altri problemi, personali o di salute. L’eredità, durante questo tempo di attesa, è detta giacente; coloro che potrebbero essere eredi vengono detti chiamati.

In tutti questi casi, vi sono persone che potrebbero subire un pregiudizio a causa della perdita di tempo. Si pensi, ad esempio, ai creditori del defunto, che hanno interesse a che il patrimonio di quest’ultimo venga conservato in buono stato e, in attesa dell’accettazione da parte degli aventi diritto, non vengano sottratti beni che potrebbero essere utili per soddisfare il loro credito. Si tratta dunque di situazioni in cui è utile nominare una persona, detta curatore, che si occupi della conservazione e dell’amministrazione del patrimonio ereditario.

Curatore eredità giacente: quali i presupposti?

Per procedere alla nomina del curatore dell’eredità giacente devono ricorrere due presupposti [2]. Occorre che gli aventi diritto all’eredità:

  • non abbiano accettato;
  • non siano nel possesso dei beni ereditari.

Per quanto riguarda l’accettazione dell’eredità, essa può avvenire in due modi:

  • espressamente, mediante una dichiarazione contenuta in un atto pubblico o in una scrittura privata;
  • tacitamente, quando il chiamato compie un atto dal quale si evince la sua volontà di accettare. Ad esempio, Luigi, chiamato all’eredità di un parente, stipula un contratto preliminare di vendita di un terreno rientrante nell’asse ereditario, lasciando così intendere di volere accettare l’eredità.

Per quanto riguarda il possesso, la legge intende riferirsi alla disponibilità dei beni ereditari da parte del chiamato. Facciamo anche qui un esempio.

Anna vive con la madre in un appartamento di proprietà di quest’ultima. Alla morte della madre Anna, per legge, è chiamata all’eredità; poiché abita una casa che rientra nell’asse ereditario ne ha il possesso.

Affinché possa parlarsi di eredità giacente, quindi, occorre che il chiamato non abbia accettato e che non abbia il possesso dei beni ereditari.

Come si nomina il curatore dell’eredità giacente?

Vediamo ora, in caso di eredità giacente, come si nomina il curatore.

La domanda per ottenere la nomina può essere presentata da chiunque vi abbia interesse. Ecco di chi si tratta più frequentemente:

  • dei creditori del defunto, che, come abbiamo già visto, hanno interesse alla conservazione del patrimonio ereditario. Tra questi può esservi, ad esempio, il condominio, per il pagamento di quote ancora non riscosse, o l’Agenzia delle entrate, per debiti fiscali non pagati;
  • di uno o più chiamati all’eredità. Se vi sono più aventi diritto e nessuno accetta, qualcuno dei chiamati può chiedere la nomina del curatore per essere sicuro che nel frattempo i beni ereditari vengano custoditi. Questo in particolare se tra i chiamati non c’è fiducia reciproca e si teme che qualcuno possa sottrarre beni di valore;
  • dei chiamati di grado successivo. La legge stabilisce che quando una persona muore siano chiamati all’eredità i suoi familiari più stretti, a cominciare dal coniuge e dai figli. Se questi mancano, sono chiamati i genitori, i fratelli e le sorelle, e via via gli altri parenti fino al sesto grado. La regola che si segue prevede che la presenza di congiunti più stretti esclude quelli più lontani: ad esempio, se vi sono i genitori sono esclusi gli zii e i cugini. Quando i chiamati esitano ad accettare l’eredità, quelli di grado successivo possono avere interesse, nell’attesa, a preservare il patrimonio ereditario.

In certi casi, la nomina del curatore può essere disposta dal tribunale d’ufficio, ad esempio quando gli giunge notizia di patrimoni ereditari consistenti rispetto ai quali non vi è ancora accettazione da parte dei chiamati.

L’istanza per la nomina del curatore si presenta con ricorso depositato presso la cancelleria del tribunale. Quest’ultimo provvede con decreto, scegliendo il curatore tra un elenco di professionisti di sua fiducia (per lo più avvocati e commercialisti).

Il decreto viene notificato a cura della cancelleria al curatore, il quale, nel giorno fissato, si presenta in tribunale per accettare la nomina e prestare giuramento di adempiere fedelmente all’incarico conferitogli.

Il provvedimento viene anche pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e inserito nel registro delle successioni; quest’ultimo è tenuto dalla cancelleria e contiene gli estremi di atti e dichiarazioni, previsti dalla legge, riguardanti le successioni ereditarie.

Se qualcuno degli interessati alla successione ritiene che non vi fossero i presupposti per la nomina del curatore può proporre reclamo al tribunale contro il provvedimento.


note

[1] Art. 480 cod. civ.

[2] Art. 528 cod. civ.


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