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Commissioni pagamento bancomat: sono lecite?

17 Febbraio 2021
Commissioni pagamento bancomat: sono lecite?

È legale per i commercianti mettere delle commissioni sui pagamenti fatti a mezzo Pos o comunque con bancomat?

Un nostro lettore ci rivela che il proprio edicolante, per ogni pagamento effettuato tramite bancomat, aggiunge 1 euro in più sul prezzo, a titolo di “costi commissione”. E ciò in assenza di alcun avviso ufficiale esposto in edicola ma di una semplice comunicazione verbale. Sono lecite le commissioni sul pagamento bancomat? Vediamo cosa prevede, a riguardo, la nostra legge.

Si può rifiutare il pagamento con bancomat?

Come già spiegato in precedenza (guarda il video Pos: obbligatorio averlo?), la legge prevede l’obbligo per esercenti e professionisti di accettare i pagamenti con carta di credito o bancomat a partire da 5 euro in su. Quindi, per pagamenti fino a 4,99 euro, il negoziante può pretendere i contanti; oltre tale soglia invece non può rifiutare l’uso del Pos. 

Il problema è però legato alle conseguenze in caso di violazione di tale norma: difatti, non c’è alcuna legge che stabilisca delle sanzioni in capo all’esercente che violi l’obbligo di accettare i pagamenti elettronici. 

Ad oggi, quindi, sussiste una situazione paradossale: artigiani, commercianti, professionisti sono tutti obbligati per legge ad avere un pos e, pertanto, non possono negare ai propri clienti la possibilità di pagare con carta o bancomat da 5 euro in su. Tuttavia, per le violazioni, non è possibile applicare alcuna multa. Inutile quindi denunciare l’esercente alla polizia o alla finanza. Tutt’al più, il consumatore può rifiutarsi di pagare in contati, chiedendo di versare il corrispettivo il giorno successivo, dopo aver prelevato i contanti, senza che al ritardo conseguano ulteriori spese o interessi.

Commissioni su pagamenti con bancomat: sono lecite?

Veniamo ora al quesito di partenza: «Può il commerciante imporre una commissione a chi paga tramite Pos?». La risposta è negativa: non è legale addebitare ai clienti un sovrapprezzo per pagamenti effettuati tramite carte di credito, carte bancomat o altri strumenti elettronici (ad esempio, tramite bonifico online, PayPal, carta prepagata, ecc.). In questo caso, il trasgressore rischia delle sanzioni amministrative e può essere segnalato alle autorità.

Ma dove sta scritto che non si possono imporre commissioni ai pagamenti con bancomat? La prima norma da tenere in considerazione è l’articolo 62 del Codice del consumo, il D. Lgs n. 206/2005 in base al quale «i professionisti (e con tale termine si intendono anche tutti i commercianti e gli imprenditori) non possono imporre ai consumatori, in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento, spese per l’uso di detti strumenti ovvero, nei casi espressamente stabiliti, tariffe che superino quelle sostenute dal professionista».

Peraltro, ricordiamo che quasi tutti i circuiti di pagamento elettronico non prevedono costi per l’esercente che utilizzi il pos se il pagamento è inferiore a una soglia prestabilita. 

Dunque, anche se molti negozi – in particolare quelli di piccole dimensioni come tabaccai, cartolai e piccoli esercizi a conduzione familiare o siti internet – continuano a imporre commissioni in caso di pagamenti tramite Pos, tale comportamento è illegale.

Cosa può fare il cliente per difendersi? 

Contro comportamenti di questo tipo è possibile presentare un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e il Mercato, anche in modalità online e senza particolari formalismi. L’Agcm è intervenuta più volte a multare i trasgressori, stabilendo che «i venditori di beni e servizi al dettaglio non possono applicare supplementi sul prezzo dei beni o servizi venduti nei confronti di coloro che utilizzino, per effettuare i propri pagamenti, strumenti quali ad esempio carte di credito o di debito, qualsiasi sia l’emittente della carta».

L’Agcm può applicare, nei confronti dei trasgressori, delle multe che vanno da un minimo di 2.000 ad un massimo di 5 milioni di euro.

La regola sancita dal Codice del consumo, di cui abbiamo appena parlato, è ripresa anche dalla direttiva europea chiamata PSD2 (Payment Service Directive II), recepita in Italia dal decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, la quale ha rimarcato il divieto di addebitare commissioni in caso di pagamento con bancomat o carte di credito. E ciò vale anche nei confronti degli esercenti che utilizzano circuiti elettronici meno diffusi (come, ad esempio, American Express o Diners) rispetto ai più “classici” Visa o MasterCard.

C’è poi da considerare che gran parte degli istituti di credito che forniscono il Pos ai propri clienti pongono, tra le condizioni di contratto, il divieto di addebitare commissioni ai clienti per l’utilizzo del Pos stesso, pena l’applicazione di penali o lo scioglimento del contratto. 

  



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