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Separazione dal coniuge che va su siti per incontri

18 Febbraio 2021 | Autore:
Separazione dal coniuge che va su siti per incontri

Il tradimento rileva anche se è virtuale e realizzato online su piattaforme di dating: così chi cerca occasioni su Internet rischia l’addebito.

Con Internet si può tradire il partner anche a distanza o stando a casa: è sufficiente chattare in maniera intima e più o meno erotica con una persona diversa dal proprio coniuge oppure cercare abboccamenti sui social. Alcuni mariti insoddisfatti (o anche le mogli parimenti poco appagate) si rivolgono agli appositi siti per incontri, piattaforme di dating che da anni proliferano sul web e consentono di conoscere online persone in cerca d’amore o di relazioni occasionali.

Alcuni di questi siti sono gratuiti, altri richiedono un abbonamento a pagamento; sta di fatto che questo comportamento di ricerca di persone diverse dal partner con cui instaurare un legame intimo (sessuale o solo sentimentale) è incompatibile con i doveri di fedeltà coniugale. Così è possibile realizzare la separazione dal coniuge che va su siti per incontri ed ottenere anche la pronuncia di addebito nei suoi confronti, come ha recentemente affermato la Corte di Cassazione [1].

In questi casi, il problema maggiore è quello di riuscire a fornire la prova del tradimento virtuale: Internet però lascia sempre qualche traccia e nella vicenda decisa, la Suprema Corte ha ritenuto pienamente valide le ricevute dei pagamenti fatti al sito ed alcune foto che documentavano la situazione. Non è stato quindi necessario dover dimostrare che ci fosse stata un’infedeltà conclamata o una relazione intrattenuta a livello fisico.

Obbligo di fedeltà coniugale e tradimenti virtuali

La fedeltà coniugale è uno dei principali obblighi derivanti dal matrimonio. Lo sancisce la legge [2] menzionandolo espressamente tra i diritti e doveri reciproci dei coniugi e la giurisprudenza ha concretizzato questo principio in senso ampio, affermando che la fedeltà non concerne solamente l’aspetto sessuale ma riguarda la lealtà nei comportamenti dovuti verso il coniuge, senza mai ledere la sua dignità.

Perciò, anche un legame sentimentale intrattenuto in maniera virtuale, con una relazione su Internet o svolta per telefono, con messaggi e chat, può integrare un vero e proprio tradimento della fiducia reciproca su cui deve basarsi il legame di coppia.

Violazione dell’obbligo di fedeltà: conseguenze

La principale conseguenza della violazione dell’obbligo di fedeltà è quella dell’addebito della separazione al coniuge resosi responsabile del tradimento e che attraverso ciò ha determinato l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza matrimoniale.

Le principali conseguenze dell’addebito della separazione sono quelle di precludere la possibilità di richiedere il mantenimento all’ex coniuge e la perdita dei diritti successori nei suoi confronti. Rimane però il diritto a percepire gli alimenti in caso di estremo bisogno per la sopravvivenza.

Vi sono poi anche conseguenze in termini di risarcimento dei danni derivanti dall’infedeltà, che il coniuge tradito potrà reclamare specialmente quando la notizia di una relazione extraconiugale si è diffusa all’esterno. Per un interessante esempio di ciò che può accadere e di come i tribunali lo valutano, leggi quali sono le conseguenze negative per il marito che si finge single su Facebook.

Marito frequenta siti di incontri: addebito della separazione

Nella vicenda decisa dalla Corte di Cassazione, è stata confermata la pronuncia di addebito della separazione al marito che frequentava siti di incontri e proprio per questo motivo. Nello specifico, la moglie aveva documentato in giudizio una molteplicità di elementi che hanno convinto i giudici di merito, perché rappresentavano validi indizi dell’avvenuta infedeltà: si trattava di sms, di fotografie e, soprattutto, di ricevute di «pagamenti per siti di incontri online con donne».

Al riguardo, la versione sostenuta dal marito, che negava le sue presunte infedeltà e respingeva la richiesta di addebito della separazione, è stata ritenuta dai giudici di merito che hanno esaminato il caso (il tribunale e la Corte d’Appello) «inverosimile» e la Suprema Corte ha confermato questo assunto, «ritenendo dimostrati nei contorni essenziali i fatti rilevanti e non plausibile la versione degli accadimenti data dal ricorrente».

Nulla da fare, quindi, per il marito che – rileva il Collegio – non è riuscito a «specificamente confutare le ragioni fattuali del convincimento espresso dai giudici di merito»; perciò, i giudici hanno confermato «la valutazione probatoria effettuata dalla Corte territoriale» sulle circostanze e sulle ragioni che hanno determinato la separazione coniugale.

Per altri casi simili che hanno portato a decisioni analoghe leggi l’articolo: “Frequentare siti di incontri: si rischia la separazione con addebito?“.


note

[1] Cass. ord. n. 3879 del 16 febbraio 2021.

[2] Art. 143 Cod. civ.


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